Ritratto di Nicola Lisi
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Frasi

Frasi di Nicola Lisi

16 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 16 citazioni di Nicola Lisi, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Nicola Lisi (scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

La mano del tempo – Citazioni

134. Sigillo dell'uomo – Dopo una lunga esperienza di vita, il solo amplesso che egli collocasse nel cerchio ideale della purezza era quell'unico dei genitori dal quale era nato. (p. 374)
136. Rispondenza di variazioni – Fra un alternarsi autunnale di piogge e schiarite pullulavano, con la collettiva giocondità degli gnomi, i funghi nei boschi. (p. 374)
141. Nell'antica cornice – Specie in qualche pomeriggio prossimo alla sera, nella sollecitazione di uno sperso profumo o di uno sperso suono, gli avveniva di trapassare il tempo a ritroso sino a sé fanciullo: rientrava di memoria nella indefinita cornice di una giornata ma pur sempre domenicale. (p. 375)
145. Di compagnia perenne – Sperimentò, fuggevole, il non più essere condizionato dalla presenza visiva, forse soltanto intellettualmente, della propria attonita forma. (p. 376)

Parlata dalla finestra di casa – Citazioni

Prima di andare a letto, quando sto in campagna, esco di casa e, le spalle al tronco del tiglio, guardo il cielo a tramontana. Perciò lascio che l'albero, ogni anno, si espanda, come e quanto vuole, dalla parte opposta. Sembra, dunque, a chi lo guarda, sbilanciato, ma invece, son sicuro, è più delle altre piante ch'ho attorno equilibrato e forte. Cosicché, tutte o quasi tutte le sere, ho lassù di fronte l'Orsa Maggiore: porta o una delle porte, a mio modo d'intendere e vedere, della Città d'Oro.
Sull'albero genealogico dei Papi che affonda la radice in Cristo c'era dunque, fra non pochi altri, un ramo secco che fu fatto rinverdire da Angelo Roncalli. Il Cossa di estrazione marinara e piratesca; il Roncalli contadina e montanara. Tutto considerato a voler indagare su di un nesso dal Cossa al Roncalli viene in mente una comune predisposizione per i Concili. Il Cossa ne indisse due. Il primo a Roma, si risolse in nulla di fatto; il secondo, a Costanza, in modo confuso. Per un giudizio sicuro sul Vaticano II ci vorrà almeno sino al duemila. Certo è che del Roncalli pochi hanno dimenticato di quando dalla finestra su Piazza S. Pietro fu, consapevolmente, in comunicazione con la folla, la luna e i bambini a casa, a letto.
Le domeniche alle messe cantate e ai vespri, l'accompagnamento musicale del Caramelli divenne di grande, e si diceva anche edificante, richiamo ai fedeli o, se non proprio fedeli, a quanti dotati d'un sentimento di acquiescenza al sacro. Talvolta la chiesetta n'era piena dall'ingresso alla transenna. Di là oltre, tutto lo spazio necessario alla liturgia de' celebranti. In maggioranza la folla, è vero, era di donne, molte fiorentine e forestiere. Con semplicità, dopo le funzioni, sul pratino, davanti alla chiesa, conversava con gli amici che, seppure in modo vario, non mancavan mai. Volentieri, allora, entrava a parlar di personaggi che, tramite la musica e il convento, aveva conosciuto. Primi fra tutti Einstein e il Sabatier.
Una volta che d'attorno al Caramelli eravamo in pochi, egli fece i nomi di altre due persone di fama che [...] avevano avuto entrambe la chiamata di entrare in religione: Giannotto Bastianelli e Giovanni Comisso. Del Comisso [...] manifestai il dubbio che si fosse incorsi in errore d'interpretazione a un fantasioso suo discorso. Rispose il Caramelli che per convincermene gli tenessi dietro. Andammo così assieme fino in una stanza interna del convento. [...] dopo di che andò sicuro a prendere un inserto, dal quale scelse una lettera che mi mise in mano. Era la lettera autografa del giovane Comisso, da valere di domanda per essere accolto fra i novizi.
Citato in ID, Nicola Lisi 1946-1973, Firenze, Vallecchi, 1976, pp. 494-495.

Aria su le quattro corde – Citazioni

Piangerei quasi per avervi a lato
come sapevo piangere bambino
per una graffiatura del gattino,
per un giocattolo rovinato,
poi che, rimasto solo ed invecchiato,
non trovo più, levandomi al mattino,
come un tempo, capelli sul cuscino,
tracce d'amore isterico, insaziato...
E il pensiero, con agili e felici
tocchi, ti rende sempre varia, in mille
forme ed in mille pose tentatrici.
Indi è tormento, più non è passione,
se ne la luce de le mie pupille
trema l'incanto de la tua visione!
E un giorno o l'altro, di sorpresa,
ti prenderò fra le mie braccia snelle
per mostrarti le strade de l'inferno
fatte di baci e d'altre cose belle...
E ogni atomo di me, vagante nella
meravigliosa infinità dei cieli,
brilli ancora, disperso in ogni stella!
Ambedue in questa contrada,
muoviamo timidi il piede;
tu hai perduto la strada,
io ho perduto la fede!
Tutto un passato giocondo
oggi è coperto d'un velo:
e tu sei stanca del cielo,
io sono stanco del mondo!
Veder la china, il baratro profondo,
la via senza ritorno, ultima via...
Triste non è il tramonto, amica mia,
triste è dover assistere al tramonto!

Dicono di Nicola Lisi

Lisi [...] attraverso l'osservazione minuta, attraverso la vicenda comune, attraverso la parola elementare cerca di compiere il tentativo disperato di svelare il mistero insito in ogni realtà. È convinto che dietro lo sguardo di una donna, il grido di un passero, il canto di un gallo, il busto di un santo, il miagolio di un gatto, la fedeltà di una amicizia, la statua ai giardini, la conversazione del camerire con il padrone, la bambola dalla sottanina celeste [...] che dietro questi atti di tutti i giorni si nasconde una vita segreta, una meravigliosa favola, un mistero affascinanate, una significazione metafisica che possiamo magicamente cogliere con la poesia. Il mistero è sempre a portata di mano, è sempre dietro l'angolo del palazzo, pronto a venirci incontro e non si veste di oro e d'argento. È semplice nel portamento, elementare nella essenza.
Francesco Grisi
Recinto di mandragola / di malve e di narcisi / scende al suo Mugello / l'incantatore Lisi. Parroco di campagna / dice colui che sa / e invece non è vero: / è frate di città.
Giovanni Papini

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026