Frasi
Frasi di Olga Visentini
13 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 13 citazioni di Olga Visentini, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Olga Visentini (scrittrice italiana). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
L'ulivo sotto la neve – Citazioni
Vi sono segreti che non si possono confidare neppure all'amore. (p. 92)
Nulla è più forte di quello che viene dallo spirito. (p. 99)
Il bisogno è davvero, secondo il poeta,
Tiranno signor
de' miseri mortali. (p. 146)
Primo Vere – Citazioni
[...] la leggenda può servire alla storia e la fiaba alla vita: ma storia e vita non sono poi l'una continuazione dell'altra? (p. 9)
Gli antichi canti dei Veda, i grandi poemi del Mahâbhârata, del Ramâyana sono tutti tramati di mirabili fiabe, che forse, prima di assorgere alla maestà di poema, furono raccontate ai bambini. (p. 13)
Nelle favole di Esopo l'asino travestito da leone, la gallina che ritrova una perla, il lupo che fa strage dell'agnello innocente, gli animali convenuti alla caverna del leone, ed altre ancora hanno rispondenza nella simpatia per le bestie, nel desiderio del fantastico e dell'ignoto, propri all'infanzia. (p. 19)
[...] degno di nota nell'età imperiale di Roma è l'africano Lucio Apuleio di Madaura che nel suo Asino d'oro tesse cose talvolta immani e talora sublimi, per adulti, ma intorno ad una fiaba da ragazzi: e tutti i racconti posteriori di cavalli e di asini, si rifanno a quella fonte lontana. (p. 21)
[...] il sommo poeta latino fu considerato tôcco dalla grazia divina, circonfuso di luce, dotato di poteri soprannaturali, così da vivere, da apparire come un fantasma benefico dopo la morte. (p. 22)
La lampada accesa è il simbolo di Roma eterna, Virgilio ne è l'anima vigile e operante. (p. 23)
Care fiabe che commossero i popoli del tempo dei tempi, e che rallegrano, allorché volte in prosa, i ragazzi d'oggi. (p. 25)
L'affiorare della coscienza si fonde al rivelarsi delle cose. (p. 79)
«Io ero nato per fare il maestro di scuola a segno che quando vedo una stanza, quattro banchi e un tavolino, mi sento rimescolare!»
Questa passione palpita in tutto il Romanzo d'un maestro, ne costituisce l'essenza pur attraverso la pittura dei più svariati tipi d'insegnanti, d'ispettori, di assessori, di scolari che ci sfilano davanti, secondo la maniera e il gusto dello scrittore: una moltitudine come nel volume Gli amici che egli rievoca «frugando in ogni angolo del nostro cuore». (p. 81)
A temperare l'asprezza di [...] giudizi sorge un poeta, Giovanni Cena: «Forse i deboli non si fortificano leggendo il Cuore, ma i forti diventano generosi. Non si raggiunge qualche efficacia nel combattere la crudeltà e l'egoismo che sono nella nostra natura, e che appaiono, malgrado la nostra viltà, nei fanciulli e negli adulti, se non eccitando insistentemente le nostre facoltà di emozione sociale, già così scarse, i nostri impulsi di tolleranza e di fratellanza». (p. 83)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026