Frasi
Frasi di Ornela Vorpsi
13 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Ornela Vorpsi raccolte in un'unica pagina: 13 frasi, divise per libro e argomento.
Ornela Vorpsi (scrittrice albanese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Ornela Vorpsi
Gli italiani mi sembrano un popolo molto flessibile e simpatico. Ma con una buona dose di razzismo. Essere un’albanese in Italia non è stato semplice, seppure studiavo, ero alta, insomma avevo certe grazie.
In Albania ci sono tornata solo con una toccata e fuga, perché mi sono resa conto che lì c’è solo il mio passato. E mi fa male lo stato transitorio, liquido, in cui versa il paese.
Mi ha sedotto il vostro capitalismo, che fa mercato anche dei geni degli animali.
Anche nella costruzione delle case l'Albania porta i segni della dittatura e degli errori che sono seguiti.
Durante la dittatura di Enver Hoxha, i bisognosi potevano fare richiesta di una casa e il regime forniva i materiali e un progetto, ma poi ognuno si arrangiava, faceva da sé, pure se non aveva alcuna esperienza edilizia. Anche mia madre si costruì la casa da sola.
Con Sali Berisha al potere dagli anni Novanta le città sono state cementificate in modo selvaggio. Chi desiderava tirare su un chiosco o una casa lo faceva senza curarsi di permessi o norme.
In parte noi albanesi non abbiamo ancora capito del tutto che ci vogliono regole se si vuole vivere bene la libertà
Le donne sapranno essere importanti nella ricostruzione. Sotto la dittatura erano già abituate a lavorare e anche se la società tradizionale è patriarcale stanno trovando la loro voce. Si faranno sentire.
Mi fa un male folle la parola "identità", anche se pare necessaria. Sentendola all'overdose e soprattutto intrufolata tra parole e luoghi politicamente corretti, mi ha creato un rigetto. Non m'interessa nulla l'identità albanese, francese, italiana o europea [...]
Se dovessi per forza utilizzare la parola identità la riferirei al concetto di essere umano, al lavoro che questo fa su se stesso e con se stesso per sedersi bellamente nel mondo.
La mia terra ha delle caratteristiche che mi toccano in lacrime: la generosità o l'apertura al gioco e alla dimensione dell'assurdo per esempio. Ma quando torno a Tirana i demoni del passato mi vogliono divorare.
Qui nel Marais ci sono queste grandi porte cochèree le travi a vista degli appartamenti che mi ricordano la Tirana profonda, casa mia. Anche a Milano o Roma ci sono i portoni ma sono perfetti, mentre qui sono un po' maldestri, hanno una familiarità molto sotterranea che mi viene incontro.
Un sogno che porta dei frantumi. Come l'umanità – da fare, disfare, educare. Mentre dall'Albania era un sogno da toccare.
Incipit di Il paese dove non si muore mai
È il paese dove non si muore mai. Fortificati da interminabili ore passate a tavola, annaffiati dal rachi, disinfettati dal peperoncino delle immancabili olive untuose, qui i corpi raggiungono una robustezza che sfida tutte le prove.
La colonna vertebrale è di ferro. La puoi utilizzare come ti pare. Se capita un guasto, ci si può sempre arrangiare. Il cuore, quanto a lui, può ingrassare, necrosarsi, può subire un infarto, una trombosi e non so cos'altro, ma tiene maestosamente.
Siamo in Albania, qui non si scherza.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026