Ritratto di papa Pio XII
Michael Pitcairn · Public domain

Frasi

Frasi di papa Pio XII

60 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 60 citazioni di papa Pio XII, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

papa Pio XII (260º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dal 1939 al 1958). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di papa Pio XII

Al molto onorando signor Adolf Hitler, Fürer e Cancelliere del Reich tedesco [...] Noi intendiamo assicurarla che restiamo intimamente affezionati al popolo tedesco affidato alle sue cure e che per esso imploriamo con sentimento paterno di Dio onnipotente quel vero bene che riceve dalla religione nutrimento e forza. [...] tutto abbiamo messo in opera per ordinare le relazioni fra Chiesa e Stato in reciproco accordo e in efficace collaborazione a vantaggio delle due parti, e per portarle a ulteriori vantaggi e sviluppi. [...] noi imploriamo per lei, molto onorando signore e per tutti i membri del suo popolo, con migliori auguri, la protezione del cielo e la benedizione di Dio onnipotente.
Dato a Roma presso San Pietro, il 6 Marzo 1939, nel nostro primo anno di pontificato. (da lettera a Adolf Hitler del 6 Marzo 1939; citato in Paolo Pedote, 101 motivi per credere in Dio e non alla Chiesa, Newton Compton 2010)
Ciò che testé è accaduto e ancora accade appariva al Nostro sguardo come una visione, quando, non essendo ancora scomparsa ogni speranza, nulla lasciammo intentato, nella forma suggeritaci dal Nostro apostolico ministero e dai mezzi a Nostra disposizione, per impedire il ricorso alle armi e tener aperta la via ad una intesa, onorevole per ambedue le parti. (dall'enciclica Summi Pontificatus, 20 ottobre 1939)
Dal punto di vista morale e religioso, non si ha nulla da obiettare contro il prelievo della cornea da cadavere, cioè, contro la cheratoplastica, tanto lamellare quanto perforante, considerate in sé stesse. Per chi riceve, ossia il paziente, rappresentano un ripristino e correzione di un difetto di nascita o accidentale. In relazione al defunto, al quale si toglie la cornea, non lo si danneggia in nessuno dei beni a cui ha diritto, né nel suo diritto di tali beni. Il cadavere non è, nel significato proprio della parola, un soggetto di diritto, perché si trova privato della personalità, l'unica che può essere soggetto di diritto. Nemmeno l'espianto è più la privazione di un bene; gli organi della vista, in effetti (la loro presenza, la loro integrità), non posseggono più nel cadavere il carattere di beni, perché non gli servono più e non hanno relazione con alcun fine. Questo non significa, tuttavia, che riguardo a un cadavere di un uomo non si possa o non si abbia, in realtà, obblighi morali, prescrizioni o proibizioni; nemmeno significa che i terzi che hanno la custodia del corpo, della sua integrità e del trattamento di cui sarà oggetto, non possano cedere e non cedano, in realtà, diritti e doveri propriamente detti. Tutto il contrario.
Da Allocuzione di Sua Santità Pio XII ai membri dell'associazione di donatori di cornea e l'Unione Italiana Ciechi, 14 maggio 1956. Pubblicato in spagnolo e tradotto da Mara Della Vecchia, per conto dell'Associazione Mal
È stato giustamente notato che una delle caratteristiche dei romani, quasi un segreto della perenne grandezza della Città Eterna, è il rispetto alle tradizioni. Non che tale rispetto significhi il fossilizzarsi in forme superate dal tempo; bensì il mantener vivo ciò che i secoli hanno provato esser buono e fecondo. La tradizione, in tal modo, non ostacola menomamente il sano e felice progresso, ma è al tempo stesso un potente stimolo a perseverare nel sicuro cammino; un freno allo spirito avventuriero, incline ad abbracciare senza discernimento qualsiasi novità; è altresì, come suol dirsi, il segnale d'allarme contro gli scadimenti. (dal discorso di Pio XII ai professori ed allievi del Liceo Ennio Quirino Visconti, di Roma del 28/2/1957; citato in Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, Tipografia Poliglotta Vaticana, vol. XVIII, p. 803)
Gli uomini, così i singoli come la umana società, e il loro bene comune, sono sempre legati all'assoluto ordine dei valori stabilito da Dio. [...] Si verrebbe quindi a lederlo e a scardinare la difesa della pubblica moralità [...] se, per citare un esempio, si concedesse, senza riguardo a quell'ordine supremo, una incondizionata libertà alla stampa e al «film». Nel qual caso non si riconoscerebbe il diritto alla vera e genuina libertà; ma si verrebbe a legalizzare la licenza, se si permettesse alla stampa e al «film» di scalzare i fondamenti religiosi e morali della vita del popolo. Per comprendere ed ammettere un tale principio, non è neppure necessario di essere cristiani. Basta l'uso, non turbato dalle passioni, della ragione e del sano senso morale e giuridico. (dal Discorso al patriziato e alla nobiltà romana, 8 gennaio 1947)
Il sentimento della modestia si accompagna al sentimento della religione. (citato in Fulton J. Sheen, Tre per sposarsi, Edizioni Richter, Napoli 1964)
Il trapianto di un tessuto o di un organo da un morto a un vivente non è trapianto da un uomo ad un altro uomo; il morto era un uomo, ma ora non lo è più.
In generale, non dovrebbe essere permesso ai medici procedere all'espianto o altri interventi sopra un cadavere senza un accordo con coloro che sono i depositari dello stesso, e forse persino contro le obiezione preventivamente formulate dall'interessato. [...] D'altra parte, è necessario educare il pubblico e spiegargli con intelligenza erispetto che acconsentire espressamente o tacitamente a seri interventi contro l'integrità del cadavere, nell'interesse di quelli che soffrono, non offende la pietà che si deve al defunto, se per quello si hanno fondate ragioni. Questo consenso che può, nonostante tutto, significare una sofferenza e un sacrificio per i parenti prossimi, possiede però l'aureola della carità misericordiosa verso i fratelli che soffrono.
L'Italia, ideata e voluta da Dio come terra in cui ha sede il centro della sua Chiesa, fu oggetto, come di un suo speciale amore, così di una sua specialissima azione. Nessun popolo ha, come il popolo italiano, i suoi destini congiunti con l'opera di Cristo. (da Discorso ai marchigiani residenti a Roma, Basilica Vaticana, 23 marzo 1958)
La bella musica è un linguaggio universale che parla direttamente da cuore a cuore, oltre i muri, oltre i confini delle nazioni.
Citato in Salvino Chiereghin, La musica, divina armonia, SEI, Torino, 1953.
La fede cattolica ci obbliga a ritenere che le anime sono state create immediatamente da Dio.
Citato in Discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti al simposio internazionale su "Fede cristiana e teoria dell'evoluzione", Vatican.va, 26 aprile 1985.
La natura ha dato, è vero, il desiderio istintivo del godimento e lo approva nelle legittime nozze, ma non come fine a se stesso, bensì insomma per il servizio della vita. (da Discorso al Congresso Unione Cattolica Italiana Ostetriche del 1951)
Ma la giovinezza immortale della Chiesa si manifesta — oh cosa mirabile ! — specialmente nel dolore. Essa è «Sposa di sangue» (cfr. Exod. 4, 25). Nel sangue sono i suoi figli, i suoi ministri, calunniati, imprigionati, uccisi, sgozzati. Chi avrebbe creduto mai possibile, in questo secolo ventesimo — dopo tanti progressi di civiltà, dopo tante affermazioni di libertà —, tante oppressioni, tante persecuzioni, tante violenze? Ma la Chiesa non teme. Essa vuole essere Sposa di sangue e di dolore, per ritrarre in sé l'immagine del suo Sposo divino, per soffrire, per combattere, per trionfare con Lui. (da Agli uomini di Azione Cattolica, 7 settembre 1947)
Non è esagerato affermare che il futuro della società moderna e la stabilità della sua vita interiore dipendono in gran parte dal mantenimento di un equilibrio tra la forza delle tecniche di comunicazione e la capacità di reazione dell'individuo. (dal discorso del 17 febbraio 1950)
Nulla è perduto con la pace: tutto può esserlo con la guerra! (dal discorso radiofonico del 24 agosto del 1939)
Ogni donna è destinata ad essere madre [...] A questo fine il Creatore ha ordinato tutto l'essere proprio della donna, il suo organismo, ma anche più il suo spirito e soprattutto la sua squisita sensibilità. Di guisa che la donna veramente tale, non può altrimenti vedere né comprendere a fondo tutti i problemi della vita umana che sotto l'aspetto della famiglia. (da Discorso agli sposi)
Per la paternità universale, che che è propria del nostro ufficio, formiamo nell'intimo del cuore il voto ardente che siano risparmiati all'Europa, grazie alle tue iniziative, alla fermezza, al tuo animo di italiano, più vaste rovine e più numerosi lutti; e in particolar modo sia risparmiata al nostro popolo e al tuo diletto paese una così grande calamità. (da una lettera a Benito Mussolini; citato in Gianni Padoan, La grande crociata di Pio XII, Historia, n. 145, dicembre 1969, Cino del Duca)
Piccolo tabernacolo di Dio vivente. (citato in Antonio M. Sicari, Una santa famiglia. Teresa di Lisieux e i suoi genitori Zelia Guérin e Luigi Martin, Editoriale Jaca Book, 2008)
Per questa tua croce, con cui partecipi secondo le tue forze alla Croce del Divin Salvatore, molte grazie scenderanno su altri sofferenti e molti aiuti celesti, ne siamo sicuri, saranno concessi anche a noi, che sopportiamo il peso e la responsabilità del governo delle anime in momenti così difficili. Te ne siamo profondamente riconoscenti e preghiamo il Signore perché voglia arrivare a purificare sempre più il tuo desiderio di sacrificio e renderlo sorgente di merito e di prezioso apostolato.
Da una lettera del 3 novembre 1944; citato in Biografia, giacomogaglione.it.
Prima di affrontare il tema propriamente detto, ci sia permesso di fare due osservazioni di carattere più generale. La terminologia che appare nelle "memorie" e nei testi stampati distingue "autoinnesto", trapianti di tessuto da una parte all'altra del corpo dello stesso individuo; "omoinnesto", trapianti di tessuto da un individuo ad un altro della stessa specie (cioè in questo caso da uomo a uomo); "eteroinnesto", trapianti di tessuto tra due individui di specie differenti (cioè, qui, tra un animale e un organismo umano). Quest'ultimo caso esige alcune precisazioni dal punto di vista religioso e morale. Non si può dire che tutti i trapianti di tessuto (biologicamente possibili) tra individui di specie differenti sia moralmente condannabili; però non è neanche certo che nessun trapianto eterogeneo, biologicamente possibile, sia proibito o che non possa offrire alcuna obiezione. Bisogna distinguere ogni caso concreto, ed esaminare quale tessuto o quale organo si tratta di trapiantare. Il trapianto – nell'uomo – di ghiandole sessuali animali, si deve rifiutare come immorale, al contrario, il trapianto di cornea da un organismo non umano a uno umano non introdurrebbe nessuna difficoltà morale, se fosse biologicamente possibile e indicata.
Questo voto l'umanità lo deve alle centinaia di migliaio di persone, le quali, senza veruna colpa propria, talora solo per ragione di nazionalità o di stirpe, sono destinate alla morte o ad un progressivo deperimento. (dal radiomessaggio di Natale del 1942)
Santissima Vergine, che gli esuli dalla patria accompagni per le vie del mondo in cerca di lavoro e di pane, esperta anche Tu dell'esilio, guarda pietosa al nostro stato, e, benedicendo chi ci ospita, veglia, ti preghiamo, su quanti il bisogno disperde e l'altrui fratellanza accoglie associandoli ai propri sudori nelle più dure fatiche.
Da Oratio Pii Pp. XII ad B. Virginem Mariam, vulgo «Madonna degli emigrati» nuncupatam, L'Osservatore Romano, 27 novembre 1953, in Documenta Magisterii Ecclesiastici, Marianum, vol. 16, 1954.
Signora, sono cattolico anch'io!
Citato in Roberto Gervaso, Ve li racconto io, Milano, Mondadori, 2006, p. 247. ISBN 88-04-54931-9
Un altro Filippo Neri... precursore di San Giovanni Bosco... perfetto emulatore di San Giuseppe Cottolengo.
Dal decreto del 5 giugno 1947 sull'eroicità delle virtù di Lodovico Pavoni; citato in Lodovico Pavoni (1784-1849), vatican.va.
Un mondo antico giace in frantumi. Veder sorgere al più presto da queste rovine un mondo nuovo, più sano, giuridicamente meglio ordinato, più in armonia con le sue esigenze della natura umana: tale è l'anelito dei popoli martoriati! (radiomessaggio del 1° settembre 1944; citato in Gianni Padoan, La grande crociata di Pio XII, Historia, n. 145, dicembre 1969, Cino del Duca)
Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato negherà il proprio Dio, quando la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Sarà allora tentata in credere che l'uomo è diventato Dio... Nelle nostre chiese, i Cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta. Come Maria Maddalena, in lacrime dinanzi alla tomba vuota, si chiederanno: Dove Lo hanno portato? (citato in Pius XII, Devant L'Histoire, pp. 52-53)
Citazione di Eugenio Pacelli quando era Segretario di Stato di papa Pio XI.
A Pietro-Luigi-Maria Chanel toccò l'onore di essere il primo a versare il sangue per la fede in Oceania. Aveva appena compiuto il sacrificio della sua vita nell'isola di Futuna, fino allora indocile alla grazia, che immantinente si levò una messe ricca al di là di ogni previsione. Il suo viaggio terrestre egli lo trascorse nella umiltà, nella dolcezza, la pazienza, la carità, attingendo il meglio delle sue energie spirituali nell'amore ardente e delicato per la Vergine Maria.
I suoi sforzi di adattamento alla lingua, ai costumi di quel popolo, la sterilità apparente delle sue fatiche, l'incomprensione e la ostilità sorda o aperta, non scuotono la costanza mirabile di lui. Forte della vigile protezione della Madre di Dio, Pietro Chanel rivela agli indigeni stupefatti l'inesauribile carità e la dolcezza del suo animo. L'esempio della sua vita pura e mortificata, la sua preghiera incessante, le sue fervorose esortazioni, preparano il cammino alla grazia divina, dopo che il martire ebbe reso il suo spirito a Dio, le forze del male, che avevano avversato l'opera sua, prontamente cedettero, e la Chiesa poté contare con gioia anche in quella lontana regione figli numerosi e ferventi.
percorre quasi tutte le regioni dell'Italia centrale, apportando da per tutto, con l'esempio della sua pietà, della sua umiltà, della sua carità, la riconciliazione e la pace, il sollievo delle miserie corporali e soprattutto spirituali. Al tempo stesso egli dava sagge Regole all'Istituto, ed esclamando: Paradiso, paradiso! si sottraeva ad ogni offerta di dignità ecclesiastiche, desiderando di rimanere sino alla morte «sul palco», vale a dire nel campo della sacra predicazione, fiducioso com'era di ricevere in tal guisa più facilmente e senza indugio il premio eterno. Ed il Signore accolse la sua preghiera che la morte lo colpisse in mezzo alle fatiche dell'apostolato; ond'egli lasciò ai suoi figli un mirabile modello di uno zelo eroico che generosamente s'immola per il più gran bene delle anime.
gracile adolescente, dal corpo debole, ma dall'anima tesa in una pura oblazione di sé all'amore sovranamente delicato ed esigente di Cristo. In una età così tenera si attenderebbe di trovare piuttosto buone e amabili disposizioni di spirito, e invece si scoprono in lui con stupore le vie maravigliose delle ispirazioni della grazia, una adesione costante e senza riserva alle cose del cielo, che la sua fede percepiva con una rara intensità. Alla scuola del suo Maestro spirituale, il grande Santo Don Bosco, egli apprese come la gioia di servire Dio e di farlo amare dagli altri può divenire un potente mezzo di apostolato.
incitava i suoi compagni alla pietà, alla buona condotta, alla frequenza dei Sacramenti, alla recita del Santo Rosario, alla fuga del male e delle tentazioni. Senza lasciarsi intimorire da cattive accoglienze e da risposte insolenti, interveniva con fermezza, ma caritatevolmente, per richiamare al dovere gli sventati e i perversi. Colmato già in questa vita della familiarità e dei doni del dolce Ospite dell'anima, ben presto lasciò la terra per ricevere, con la intercessione della celeste Regina, il premio del suo filiale amore.
[...] una Vergine insigne per il suo amore alla Croce, Maria Crocifissa Di Rosa, di famiglia patrizia bresciana, canta anch'ella gli splendori dello Sposo divino. Era appena piamente spirata la sua madre terrena, che, ad imitazione di S. Teresa di Gesù, ella si rifugia nelle braccia della Madre celeste. Alla scuola delle Religiose della Visitazione, approfondisce sempre più la sua solida pietà, animata da un desiderio intenso di soffrire per Gesù Cristo e di esercitarsi in una incessante pratica della mortificazione e della carità. Ella rinunzia ad ogni vanità, ad ogni esigenza della moda, ad ogni spettacolo mondano, ad ogni indulgenza verso la natura, ad ogni offerta di nozze terrene; si occupa delle ragazze e delle donne del popolo, sopporta pazientemente le critiche, specialmente dei libertini delusi, e si compiace di distribuire ai bisognosi i beni di cui dispone.
Superati gli ostacoli che avevano attraversato l'opera nascente, la soavissima ed instancabile apostola vide nelle disposizioni della Provvidenza la conferma del cielo ai suoi sforzi; ma supplicava che le croci non cessassero e le persecuzioni e le prove non le fossero risparmiate. Ed infatti, pur manifestando nella sua azione di fondatrice le più belle qualità d'intelligenza e di volere, ella soffrirà con grande coraggio i dolori fisici, e soprattutto le angosce dell'anima, le tenebre indicibili che lo scatenato spirito del male si sforza, ma invano, di far pesare su di lei.

Ad caeli Reginam – Citazioni

La sacra liturgia, che è lo specchio fedele dell'insegnamento tramandato dai Padri e affidato al popolo cristiano, ha cantato nel corso dei secoli e canta continuamente sia in Oriente che in Occidente le glorie della celeste Regina.
Nessun dubbio pertanto che Maria santissima sopravanzi in dignità tutta la creazione e abbia su tutti il primato, dopo il suo Figliuolo.
Nessuno dunque si reputi figlio di Maria, degno di essere accolto sotto la sua potentissima tutela, se sull'esempio di lei non si dimostrerà mite, giusto e casto, contribuendo con amore alla vera fraternità, non ledendo e nuocendo, ma aiutando e confortando.

Mediator Dei

Con la ricorrenza del Natale del Redentore, sembra quasi ricondurci alla grotta di Betlemme, perché vi impariamo che è assolutamente necessario nascere di nuovo e riformarci radicalmente; il che è possibile soltanto quando ci uniamo intimamente e vitalmente al Verbo di Dio fatto uomo, e siamo partecipi della sua divina natura, alla quale veniamo elevati.
L'augusto Sacrificio dell'altare non è, dunque, una pura e semplice commemorazione della passione e morte di Gesù Cristo, ma è un vero e proprio sacrificio, nel quale, immolandosi incruentamente, il Sommo Sacerdote fa ciò che fece una volta sulla Croce offrendo al Padre tutto se stesso, vittima graditissima.
L'ideale della vita cristiana consiste in ciò che ognuno si unisca intimamente a Dio.
Per mezzo del Sacramento della Eucaristia, Cristo dimora in noie noi dimoriamo in Cristo; e come Cristo, rimanendo in noi, vive ed opera, così è necessario che noi, rimanendo in Cristo, per Lui viviamo e operiamo.
Siano, le anime dei cristiani, come altari sui quali si ripetano e si ravvivano le varie fasi del Sacrificio che immola il Sommo Sacerdote: i dolori, cioè, e le lacrime che lavano ed espiano i peccati; la preghiera a Dio rivolta che si eleva fino al cielo; la propria immolazione fatta con animo pronto, generoso e sollecito e, infine, l'intima unione con la quale abbandoniamo a Dio noi e le nostre cose e riposiamo in Lui.
Tutti gli elementi della Liturgia mirano dunque a riprodurre nell'anima nostra l'immagine del Divin Redentore attraverso il mistero della Croce.

Mystici Corporis Christi

La carità dunque, più strettamente di qualsiasi altra virtù, ci congiunge con Cristo, dal cui celeste ardore infiammati tanti figli della Chiesa tran gioito nel poter essere oltraggiati per Lui e nell'affrontare sino all'estremo anelito i più ardui sacrifici, anche l'effusione del sangue.
La Chiesa è costituita per il bene dei fedeli e per la gloria di Dio e di Gesù Cristo che Egli ci ha mandato.
Mentre infatti nel corpo naturale il principio della unità congiunge le parti in modo che le singole manchino completamente della propria sussistenza, invece nel Corpo mistico la forza di mutua congiunzione, sebbene intima, unisce le membra tra loro in modo che le singole godano del tutto di una propria personalità.
Se anche in natura è cosa eccellentissima l'amore, dal quale nasce la vera amicizia, che cosa deve dirsi di quell'amore soprannaturale che viene infuso nei nostri cuori dallo stesso Dio?
Unica è la Sposa di Cristo, e questa è la Chiesa: eppure l'amore dello Sposo divino ha tale ampiezza che, senza escludere alcuno, nella sua Sposa abbraccia tutto il genere umano.

Omelia Pasquale per la pace – Citazioni

È diffuso nel mondo un senso di agitazione e di scontento: sembra regnare in molte regioni un pauroso squilibrio foriero di mali più gravi: gli animi son presi da ansia e sgomento quasi fosse alla vigilia di giorni peggiori. (p. 583)
La giustizia esige che l'autorità legittimamente costituita sia dai sudditi rispettata e obbedita: che le leggi siano sapientemente ordinate al bene comune e da tutti coscienziosamente osservate. (p. 585)

Dicono di papa Pio XII

Egli ha infatti sostenuto sistematicamente tutti i criminali fascisti, Mussolini, Franco, Pavelic e Hitler, anzi, nell'impiego di strumenti estremi di potere contro il «pericolo bolscevico» ha scorto addirittura «una missione e un compito essenziali». Già un anno prima dell'aggressione tedesca alla Russia mandò dei funzionari del Vaticano oltre il confine sovietico con la funzione di spie.
Karlheinz Deschner
Nel giugno, i tedeschi, attaccando la Russia, si sforzano per ottenere l'adesione del Papa alla loro «crociata» contro gli atei. Pio XII si guarda dal lasciarsi sfuggire un giudizio di approvazione o di incoraggiamento alla guerra contro i comunisti, nella preoccupazione che la sua parola possa provocare più male che bene «alle popolazioni innocenti, curve sotto la verga degli oppressori».
Gianni Padoan
Non appena Pacelli capì che i fascisti stavano per essere sconfitti e che la caduta del Reich era imminente, si affrettò a condannarli e a schierarsi con gli Alleati. Con la sfacciataggine che ha sempre contraddistinto la Puttana, la serpe passò dalla parte degli angloamericani la sera prima che sbarcassero in Italia. Questa sanguisuga ingrata va sempre a letto con chi vince.
Fernando Vallejo
Pastore angelico.
Malachia di Armagh
Pio XII e Giovanni XXIII certamente odiavano ugualmente il peccato comunismo ed amavano ugualmente i peccatori comunisti, ma non c'è dubbio che Pio XII dando l'impressione di odiare di più il comunismo ha dato anche l'impressione di amare meno i peccatori comunisti, e Giovanni XXIII dando l'impressione di amare di più i peccatori comunisti ha dato l'impressione, sia pure errata, di indulgere di più con il comunismo.
Angelo Costa
Pio XII si può dire freddo come può apparire freddo un mistico, un uomo di preghiera, chi vive in una dimensione soprannaturale. In questo senso papa Pacelli era, per tornare a quanto abbiamo detto prima, un uomo disincantato, perché staccato da tante vicende poco importanti. Era infatti l'uomo dell'essenziale, di grande preghiera.
Fiorenzo Angelini
Se è forzato attribuire responsabilità a Pio XII in merito alla Shoah, il discorso cambia se parliamo delle politiche razziali fasciste. In altri termini, se per Pio XII e buona parte del mondo cattolico era inaccettabile l'idea di una soppressione fisica del popolo ebraico e, più in generale, di una politica razziale condotta sul principio del sangue, una discriminazione non cruenta che lasciasse aperta la strada alla conversione e alla reintegrazione per chi volesse allontanarsi dall'ebraismo (e che, di fatto, costituisse un incentivo per ottenere un tale risultato) non era da rigettare.
Giorgio Israel
Si comportava da povero, sicché portava per anni la stessa tonaca e le stesse scarpe facendo rammendare all'occasione i risvolti sdruciti della veste e mandando a risuolare le scarpe da un ciabattino di via dei Ginnasi. Anche nel letto, le lenzuola erano sempre quelle che aveva trovato al momento dell'ascesa al soglio e che erano state del suo predecessore. Ogni dieci giorni suor Pasqualina gliele cambiava, come di sabato gli faceva trovare pulita ai piedi del letto la biancheria personale, mutande marrone felpate, per l'inverno, e per l'estate mutande di lino coi legacci alle caviglie. Aveva voluto una croce pettorale priva di pietre preziose. Infine, scriveva la traccia dei suoi discorsi sul rovescio delle buste usate di cui faceva raccolta proprio in vista d'un'ulteriore utilizzazione.
Antonio Spinosa
Pio XII ha fatto tutto il possibile per aiutare centinaia e centinaia di ebrei. [...] Il Papa, poi, ha tolto il regolamento della clausura per dare ai religiosi la possibilità di ospitare gli ebrei.
Pio XII è stato un Santo Papa.
Durante la guerra c'erano migliaia e migliaia di soldati prigionieri e tanti dispersi e le povere famiglie non sapevano a chi rivolgersi. Quando hanno visto che nessuno dava loro ascolto, si sono rivolti a Sua Santità Pio XII, il quale, appena cominciata la guerra, aveva istituito l’Ufficio Informazioni Vaticano. Ora, possiamo dire che nel'Archivio Segreto si trovano di richieste di aiuto. Il Santo Padre, tramite i suoi delegati, dappertutto nel mondo, è riuscito a rispondere a tutte queste lettere. Nell'Archivio ho trovato le cartelle, che dicono, ad esempio, quante volte il nome di un tale individuo era stato annunciato alla Radio Vaticana.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026