Ritratto di Patrizia Carrano
Patrizia Carrano · CC0

Frasi

Frasi di Patrizia Carrano

8 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 8 citazioni di Patrizia Carrano, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Patrizia Carrano (scrittrice italiana). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Patrizia Carrano

Diva lo è stata davvero: massima star del cinema muto fra il 1912 e il 1921, Elena Vitiello, in arte Francesca Bertini, non conquista soltanto le platee italiane: in Russia è "Franzeska" senza neppure il cognome, in Spagna è l'encantadora, tutta l'area latino americana è ammaliata da sus gestos fascinantes. Da noi, durante la guerra, basta lo striscione "Stasera Bertini", senza neppure il titolo del film, perché i cinema siano zeppi.
Da Francesca Bertini, in AA.VV., Italiane. , vol. I, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, Roma, 2004, p. 13.
È stata un'attrice – e una donna – divisa a metà: la sua maschera tragica, i suoi occhi foschi da Medusa, il suo carattere cupo e prepotente l'hanno naturalmente candidata al ruolo di madre mediterranea. Ma la sua ironia sferzante, il suo umorismo petroliniano, la sua risata anarchica ne hanno fatto una perfetta comédienne.
Da Magnani Anna, in AA.VV., Italiane. , 150anni.it.
Il cinema napoletano, di produzione popolare, lontano dalle intenzioni edificanti della contemporanea produzione torinese o romana, un cinema i cui autori sono assai vicini alle disgrazie, ai contrappassi del destino patiti dai suoi personaggi, trova in Elvira una protagonista assoluta, capace di entrare in perfetta sintonia con i gusti del pubblico, azzeccando un successo dietro l'altro.
Da Elvira Notari, in AA.VV., Italiane. , vol. I, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, Roma, 2004, p. 147.
In cifre, la sua vita potrebbe essere riassunta così: un marito, due figli, sessanta film. Scritti, prodotti, diretti e montati da lei, Elvira Notari, la più prolifica cineasta italiana del cinema muto.
La Calamai è un'attrice perfettamente congrua al cinema del ventennio, pronta a farsi guidare dai registi di cui ha fiducia, ma sempre molto attenta alla propria immagine di diva levigata.
Da Calamai Clara in AA.VV., Italiane. , 150anni.it.
Lo scandalo sfiora due volte la sua carriera. Nel 1941, quando nella Cena delle beffe di Alessandro Blasetti mostra per un solo istante il primo seno nudo del cinema italiano. E nel '43, quando Ossessione di Luchino Visconti, di cui è la protagonista, comincia il suo tormentato itinerario nelle sale di proiezione, scatenando innumerevoli reazioni censorie per la forza con cui rompe la tradizione calligrafica del cinema fascista, dipingendo un mondo squallido, senza speranza.
«She's the female Chaplin». È il Chaplin femmina, scrissero di lei i giornali americani degli anni Cinquanta, rapiti dalla magia di Gelsomina, la stralunata ragazzetta della Strada, mezza fraticello e mezza clown.
Fra tutti i memorabili personaggi interpretati da Giulietta Masina per suo marito Federico Fellini, dalla prostituta Cabiria, alla signora borghese di Giulietta degli spiriti, all'anziana artista del varietà di Ginger e Fred, quello di Gelsomina resta il più celebre, il più amato, forse il più toccante.
Da Masina Giulietta, in AA.VV., Italiane. , 150anni.it.
Se l'attrice s'era ritirata, la diva non s'arrese mai: a novant'anni partecipò al festival di San Sebastiano in pelliccia bianca, abito lungo e molti gioielli. Che fossero veri o finti, non contava nulla.
Da Francesca Bertini, in AA.VV., Italiane. , vol. I, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, Roma, 2004, p. 14.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026