Ritratto di Paul Bourget
Charles Gallot · Public domain

Frasi

Frasi di Paul Bourget

9 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 9 citazioni di Paul Bourget, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Paul Bourget (scrittore e saggista francese (1852-1935)). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Paul Bourget

Bisogna vivere come si pensa, se no, prima o poi, si finisce col pensare come si è vissuto.
Da Il demone meridiano, Salani Editori, Firenze, 1956, p. 395.
C'è sempre un cantuccio di silenzio nelle più sincere confessioni delle donne.
Da La duchesse bleue; citato ne Il libro dei mille savi, n. 1984.
"Questi sradicati sono quasi sempre delle razze fini, i consumatori di un deposito di forze acquisite da altri, i dilapidatori di un bene di cui abusano senza accrescerlo [...]. I tuoi Cosmopoliti, non fondano niente, non seminano niente, non fecondano niente. Essi godono..."
Da Cosmopolis, 1893, cap. XII.
"'Debitricem martyrii fidem'," ripeté Dorsenne, "veramente carino. E," aggiunse a bassa voce "voi avete maltrattato duramente i dilettanti e gli scettici tutto il tempo. Ma pensate che ci sarebbe uno di loro che rifiuterebbe il martirio se potesse avere nello stesso tempo la fede?…". Mai Montfanon aveva udito il giovane uomo pronunciare una simile frase con un simile accento.
Il suffragio universale, la più mostruosa e la più iniqua delle tirannie, perché la forza del numero è la più brutale delle forze e non ha dalla sua neanche l'audacia e il talento.
Da Il discepolo. Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
L'arte non è niente senza anima. Il pensiero sta alla letteratura, come la luce alla pittura.
Citato ne Il libro dei mille savi, n. 700.
Si è veramente guariti di una donna solo quando non si è più neppur curiosi di sapere con chi ci dimentica.
Da Fisiologia dell'amore moderno.

Dicono di Paul Bourget

Bourget, benché giovine ancora, ha troppo visto sentito, vissuto: é come saturato di coltura, di estetica, di poesia, di teatro, di romanzo, di misticismo, di scienza, di paesaggio, di colori, di musica... Conosce a fondo l'arte e le letterature moderne; ha visitato l'Inghilterra, la Germania, l'Italia; ha esaminato tutti i problemi, discusso le più urgenti e vitali questioni morali ed estetiche – e il suo ingegno si é affilato come una lama; si è fatto acuto a distinguere le più lievi gradazioni, le più delicate e impercettibili sfumature.
Enrico Nencioni
Si è detto che Bourget è il più gran maestro del romanzo psicologico dopo Stendhal. Ma Stendhal era altro scrittore. Bourget è Bourget: non il sottile e raffinato casistico quale fu ritenuto per decennî, ché il fermo buon senso del suo cattolicismo positivista non gli consente poi sottigliezze estreme: sì lo studioso metodico e il disegnatore ordinato, che compone e rende, tratto per tratto, in un nitido rilievo di verità umane, figure come quella del marchese di Claviers-Grandchamp.
Silvio D'AmicoPersonaggio de L'Émigré (1908).

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026