Frasi
Frasi di Prosper Mérimée
14 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 14 frasi di Prosper Mérimée: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Prosper Mérimée (scrittore, storico e archeologo francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Ricordati di diffidare.
Frasi da «Carmen»
Gli andalusi aspirano la s e la confondono nella pronuncia con la c dolce e la z, che gli spagnoli pronunciano come il th inglese. Dalla sola parola señor si può riconoscere un andaluso. (p. 6; citato in nota)
A Cordova, verso il tramonto c'è un gran numero di sfaccendati sul lungofiume della riva destra del Guadalquivir. Là si respirano le esalazioni di una conceria che perpetua ancora l'antica fama del paese per il trattamento dei pellami, ma in compenso vi si gode uno spettacolo che ha indubitabilmente il suo pregio. (p. 15)
«Che invenzioni ci sono da voi, signori stranieri! Di che paese è signore? Certamente inglese: no?»
«Francese e servo suo. E lei, signorina, o signora, è forse di Cordova?»
«No.»
«È almeno andalusa. Mi sembra di capirlo dalla sua dolce parlata.»
«Se distingue così bene l'accento della gente, dovrebbe ben indovinare chi sono.»
«Credo che sia del paese di Gesù, a due passi dal paradiso» (avevo appreso questa metafora, che sta ad indicare l'Andalusia, dal mio amico Francisco Sevilla, notissimo picador).
«Bah! il paradiso... le persone di qui dicono che non è fatto per noi.»
«Sarebbe allora moresca?... o forse...» (mi fermai non osando dire «ebrea»).
«Suvvia, andiamo! lo vede bene che sono una zingara: vuole che le dica la baji? . Ha sentito parlare della Carmencita? Sono io.» (p. 17-18)
Dubito assai che la signorina Carmen fosse di razza pura; se non altro era infinitamente pù graziosa di tutte le donne del suo popolo che mi sia mai capitato di incontrare. Perché una donna sia bella – dicono gli spagnoli – bisogna che riunisca in sé trenta se o, se si vuole, che si possa definire mediante dieci aggettivi adatti ciascuno a tre parti della sua persona. Deve avere ad esempio tre cose nere: gli occhi, le palpebre, le sopracciglia; tre sottili: le dita, le labbra, i capelli ecc. Vedete Brantôme per il resto. (p. 19)
Dicono di «Carmen»
In Carmen confluiscono l'amore per l'esotico e l'attrazione per il fuorilegge. Don José, stregato dall'«esotica» Carmen, diviene, per amor suo, un fuorilegge: ma non riesce mai ad esserlo completamente, e finisce col soccombere, pur uccidendola, alla gitana che è il simbolo di quel che sta al di là di ogni regola e di ogni legge, del puro capriccio. (Franco Montesanti)
Mérimée concepì la sua novella in un momento in cui il brigante era da tempo l'eroe alla moda. Da Schiller a Scott, da Byron a Sue, non si contano le opere che tra Settecento e Ottocento sono popolate da fuorilegge sottomessi soltanto alle loro regole o a quelle del loro «clan». Mérimée si inserì in questa tradizione, così come in quella dell'amore per la «pittoresca» Spagna, il paese che allora più attirava i romantici d'ogni tipo. (Franco Montesanti)
Frasi da «Colomba»
Se ama sparare vada in Corsica, colonnello: là, come diceva uno dei miei ospiti, potrà sparare su tutte le selvaggine immaginabili, dal tordo all'uomo. (p. 73)
Dell'Italia conosco solo Pisa, dove ho passato qualche tempo in collegio [...]; ma non posso pensare senza ammirazione al Camposanto, al Duomo, alla Torre pendente... Al Camposanto soprattutto... Avete presente la Morte dell'Orcagna?... Credo che potrei disegnarla, tanto m'è rimasta impressa nella memoria.
La vendetta è il duello dei poveri. (p. 89)
A ragione viene paragonato alla baia di Napoli: e, nel momento in cui la goletta entrava nel porto, una macchia tutta in fiamme che copriva di fumo la punta di Girato ricordava il Vesuvio ed accentuava la somiglianza. Per completare tale analogia sarebbe stato però necessario che un'orda di Attila venisse ad abbattersi sui dintorni di Napoli: infatti tutto è morto e deserto nei pressi di Ajaccio. Al posto degli eleganti edifici che si scoprono da ogni parte da Castellamare fino a Capo Miseno, intorno al golfo di Ajaccio si vedono solo scure macchie sovrastate da brulle montagne. (p. 90)
Dicono di Prosper Mérimée
Alle vaste sintesi ideologiche, così diffuse in quel tempo, egli mostrò di preferire la ricostruzione minuziosa di brevi episodi staccati, eloquenti di per sé; e nel rappresentare l'atmosfera arroventata della Francia durante le guerre di religione disdegnò ogni enfasi espressiva o eccesso passionale, mantenendo sempre un tono narrativo piano e disteso. (Dizionario universale della letteratura contemporanea)
Mérimée è forse lo scrittore che durerà più a lungo, perché si serve meno di tutti gli altri di immagini, questa fonte di vecchiaia dello stile. La posterità apparterrà agli scrittori secchi, agli scrittori stitici.
Per Mérimée la Spagna rappresenta un qualcosa di diametralmente diverso dalla realtà con cui ha a che fare quotidianamente: soddisfa il suo bisogno, da sempre intimamente reazionario, di una realtà borghese. Il borghesissimo Mérimée è naturalmente attratto da ciò che nega il suo «status».
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026