Ritratto di Raymond Queneau
Jean-Max Albert · CC BY-SA 4.0

Frasi

Frasi di Raymond Queneau

20 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 20 frasi di Raymond Queneau: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Raymond Queneau (scrittore, poeta e matematico francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Raymond Queneau

Ah. I cowboys del muto, i vampiri del tacito, i maxlinder del silenzioso, i charlot dell'afono, quanto appassionato io fui del loro gesto.
Citato in Paolo Cherchi Usai, Una Passione infiammabile: guida allo studio del cinema muto, UTET, 1991, p. 1. ISBN 9788877500434
I popoli felici non hanno storia. La storia è la scienza dell'infelicità degli uomini.
Da Una storia modello, traduzione di Mariolina Romano, Einaudi, 1988.
L'umorismo è un tentativo di scrostare i grandi sentimenti della loro stupidità.
La grande storia vera è quella delle invenzioni; sono le invenzioni quelle che provocano la storia, sul fondo dei dati statistici, biologici e geografici.
Da Bâtons, chiffres et lettres; citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009, p. 492. ISBN 9788811504894
Il signore ha l'aria trasognata, disse il portiere di notte. – Non sono il tipo, disse Pierrot. Ma spesso mi capita di non pensare a niente. – È già meglio che non pensare affatto, disse il portiere di notte.
Da Pierrot mon ami.
L'istruzione! Vede cos'è l'istruzione, signore? S'impara quel tanto a scuola, si fatica, e non poco, per imparare quel tanto a scuola, e poi, vent'anni dopo, o magari prima, non è più così, le cose sono cambiate, non... se ne sa più niente. Allora non valeva la pena. È per questo che mi piace più pensare che imparare.
Da I fiori blu.

Racconti e ragionamenti

E arrivando davanti a Manila, primo presagio dell'Oriente, Stobel comprese quanto il suo errare non fosse mai servito ad altro che a condurlo a luoghi conosciuti. (da Destino)
Un incontro fortuito, un intervento del caso hanno cambiato abitudini che parevano confermate per sempre; e un viaggio conferma l'inquietudine. (da Destino)
«Veniamo da tutti i paesi e andiamo verso le Sante Marie del Mare dove ogni anno ci riuniamo. Nomadi dell'enigma, portiamo il nostro mistero attraverso le campagne inattonite e le città fluide. Trasfigurati dalle nostre ambulazioni, viviamo col disprezzo di ciò che è immobile e il ricordo dei serpenti giganteschi e verde metallico.» (da Destino)
Lo si può immaginare divenuto fumatore di oppio, alcolista o atassico, o con moglie e figli i quali andranno al College a Melbourne oppure convertito alla religione cattolica. Questo non ha alcuna importanza. D'altronde questa storia è assolutamente noiosa. Fortuna che è finita. Che vi piaccia o no, io me ne fotto. (da Destino)
Ci sono anche le idee a forma di scatole di sardine: i rebus, le case, le lingue morte e le lingue vive. (da Quando lo spirito...)
Il primo giorno che vi si recò, si sedette un poco a caso; era prima della guerra, in un tempo in cui si poteva ancora scegliere il proprio posto. (da La piccola gloria)
Untale si allontanò calcolando mentalmente la radice quadrata di 123.456.789. Per passare il tempo. (da Un giovane francese di nome Untale, I, II)
Ah, morire su una Hispano, mormorò beato e, tirando fuori una pistola dalla tasca, si uccise. Che sporco snob! (da Un giovane francese di nome Untale, I, II)
Dino se n'era andato, mi aveva lasciato con i miei sogni, abbandonandomi, l'infedele, alla dura realtà di un posto riservato su un superespresso europeo. (da Dino)
Non ci sono che gli animali che non si annoiano mai, disse il cane, o gli individui che non si sono allontanati di molto dalla vita naturale. Ma, da parte di un deputato, la cosa mi stupirebbe. (da Al limite della foresta)

Frasi da «Zazie nel metro»

– Eh, già, certo, – disse Trouscaillon, che con questa semplice ellissi utilizzava iperbolicamente il circolo vizioso della parabola. (X; 1960, p. 87)
, chiaccheri, non sai far altro. (Laverdure; 1960)
Tanto fa l'uomo che alla fine sparisce.
Citato in Stefano Benni, Il bar sotto il mare, Feltrinelli, 2006, p. 53. ISBN 8807810778

Scheda del libro «Zazie nel metro»

Dicono di Raymond Queneau

Vedo con favore i rapporti di tutto con tutto, e della Matematica con la Letteratura in particolare. [...] Detto questo, diffido un po' delle pure suggestioni: i matematici leggono Borges, ascoltano Bach, i letterati leggono Hofstadter...[...] Posso visitare una regione esotica, inebriarmi di architetture e usanze che mai conoscerò e tornarmene a casa con il mio rullino di diapositive. Questo è ciò che chiamo suggestione.
Un rapporto più profondo, invece, implica un vero e proprio "bilinguismo": Gadda era perfettamente "bilingue" (perfetto scrittore, perfetto ingegnere) e ha saputo raccontare complesse equazioni nel suo linguaggio irresistibile. Bilingue è Roubaud. Bilingue era Queneau.
Stefano Bartezzaghi

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026