Frasi
Frasi di Raymond Radiguet
23 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 23 frasi di Raymond Radiguet: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Raymond Radiguet (scrittore e poeta francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Frasi da «Il diavolo in corpo»
La felicità è egoista. (1995, p. 22)
Il sapore del primo bacio mi aveva deluso come un frutto che si assaggia la prima volta. Non è nella novità, ma è nell'abitudine che si provano i piaceri più grandi. Qualche minuto dopo, non solo ero abituato alla bocca di Marthe, ma non potevo neanche più farne a meno. E proprio allora lei parlava di privarmene per sempre. (1995, p. 38)
Chi ama irrita sempre chi non ama. (1995, p. 40)
Crediamo di essere i primi a provare certi turbamenti, non sapendo che l'amore è come la poesia, e che tutti gli amanti, anche i più mediocri, pensano d'innovare. (p. 48)
Considerare la morte con calma conta solo se la si considera in solitudine. La morte in due non è più la morte, anche per gli increduli. Ciò che affligge non è lasciare la vita, bensì lasciare la persona che le dà un senso. Quando un amore è la nostra vita, che differenza c'è tra vivere insieme e morire insieme? (p. 49)
Ciò che indebolisce i nostri sistemi educativi è che si rivolgono ai mediocri, a causa del loro numero. (p. 68)
L'uomo molto giovane è un animale ribelle al dolore. (p. 110)
I veri presentimenti si formano a profondità che la nostra mente non visita. (p. 112)
Un uomo disordinato che sta per morire e non lo sospetta, mette improvvisamente ordine attorno a sé. La sua vita cambia. Archivia documenti. Si alza presto, si corica di buon'ora. Rinuncia ai suoi vizi. Quelli che gli vivono accanto si rallegrano. Così, la sua morte brutale sembra tanto più ingiusta. "Stava per vivere felice". (p. 112)
Il fulmine che si abbatte su un uomo è così rapido che egli non soffre. Ma, per colui che lo accompagna, è un triste spettacolo. (p. 112)
Si è sempre avidi di sorprendere ciò che riguarda gli esseri che si amano. (p. 113)
Probabilmente siamo tutti dei Narcisi, che amano e detestano la propria immagine, ma provano indifferenza per tutte le altre. È questo istinto di somiglianza che ci guida nella vita, gridandoci «Alt!» davanti a un paesaggio, a una donna, a una poesia. Possiamo ammirarne altri, ma senza rimanere così colpiti. L'istinto di somiglianza è la sola linea di condotta che non sia artificiosa. (p. 106 ed. BUR)
Non è per vizio che desideravo Svèa, ma per golosità. Mi sarebbero bastate le sue guance, in mancanza delle labbra. (p. 116 ed. BUR)
Le guance in fiamme
Stéphane Mallarmé
Un ventaglio, volatrice che / Fu delizia delle immiti estati, / D'un fresco colpo d'ala ha sfiorato / l'uccello della tazza di tè.
Mallarmé
Un évent qui fut l'oiselle / Exquise des rudes étés / Effleure fraîchement de l'aile
L'oiseau peint sur la tasse à thé.
Paolo e Virginia
Oh cielo! le colonie. // Di nidi razziatore, / Senza ali volatore. / Solo, Paolo che fa? / Virginia che fa? ||Si ringiovanirà // Bel cielo di colonia, / Paolo e la Virginia: / Ma per questa e per quello / Era come un ombrello.
Paul et Virginie
Ciel! les colonies. // Dénicheur des nids, / Un oiseau sans ailes. / Que fait Paul sans elle? / Où est Virginie? // Elle rajeunit. // Ciel des colonies, / Paul et Virginie: / Pour lui et pour elle, / C'était une ombrelle.
Sepolcro di Venere
Trastulli delle onde, i vostri rosei orechhi. Cugine mie, più leggere dei flutti, perché la fanfara dell'oceano vi fa rabbividire?. Ecco Venere. (Ma se volete crescere, cuginette mie, non avete tempo da perdere.)
Oggi, raccolta delle piume di struzzo; mazzolino d'onde ricciute, il ventaglio di Venere.
Se annegherà, le innalzeremo un sepolcro di conchiglie.
Tombeau de Vénus
Jouets des vagues, vos oreilles roses. Ô mes cousines, plus légères que l'onde, porquoi l'orphéon océanique vous fait-il frissonner? Voici Vénus. (Mais si vous voulez grandir, mes petites cousines, vous n'avez pas de temps à perdre.)
Aujourd'hui, cueillette des plumes d'autruche; bouquet de vagues frisées, l'éventail de Vénus.
Si elle se noie, nous lui élèverons un tombeau en coquillages.
Le guance in fiamme – Citazioni su Le guance in fiamme
Queste liriche rappresentano il sentimento genuino della più incauta adolescenza, insieme misteriosa e febbrile. Esse corrispondono infatti, punto per punto, alle esaltazioni e alle precoci stanchezze dell'età breve. (Giacinto Spagnoletti)
Dicono di Raymond Radiguet
Ho avuto la fortuna di vedere Radiguet scrivere il suo libro come un compito, durante le vacanze del 1921. Lo dico perché questo ragazzo prodigio stupisce per la sua mancanza di mostruosità. Rimbaud può venir spiegato dai suoi incubi infantili. Mi domando dove ficca le mani codesto prestigiatore. Radiguet lavora in pieno giorno con le maniche rimboccate. Rimbaud soddisfa l'idea drammatica, breve e folgorante, che la gente si fa del genio. Radiguet ha avuto la fortuna di nascere dopo l'epoca in cui una luce opaca attraeva il fulmine. Egli ci sorprende dunque per la sua scipitezza. Sono molti a esprimersi in tal modo. Il foglio trasparente dello scandolo c'impedisce ancora di ammettere che alla nostra epoca l'anarchia si presenti sotto forma di colomba.
La parola di Radiguet, continuamente in bilico fra ironia e trepidazione, si risolve in dono di grazia e leggerezza.
Nel Diavolo in corpo la pianta misteriosa che fu Radiguet racconta il segreto delle proprie origini. Nel Ballo del conte d'Orgel, essa fiorisce. E il suo profumo è parola.
Nei confronti di una letteratura di franchi impulsi, di limpide dichiarazioni, i romanzi di Radiguet sono tra le opere meno spontanee che si conoscano.
Raymond Radiguet, spentosi a vent'anni nel 1923 al termine di una folgorante ma troppo breve parabola, è tuttora oggetto di un vero e proprio culto da parte di un manipolo, costantemente rinnovato e ridefinito secondo il succedersi delle generazioni, di fanatici ammiratori.
Reagendo alle tendenze del romanzo sociale, del romanzo d'avventure, del romanzo di conquista, nati dall'influsso di Balzac, Radiguet ha voluto rintracciare l'anima del romanzo tipicamente francese, nato nel XVII secolo all'ombra della tragedia: per questo, secondo l'espressione di Cocteau, ha messo il suo cavalletto davanti alla Princesse de Clèves.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026