Frasi
Frasi di Renato Poggioli
16 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Renato Poggioli raccolte in un'unica pagina: 16 frasi, divise per libro e argomento.
Renato Poggioli (critico letterario italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
L'impulso che muove a tradurre poesia straniera è contraddittorio ed ambiguo, perché deriva da un amore di terra lontana e dalla nostalgia dell'idioma e del paesaggio nativo. Ma è confusione che si risolve nella passione più alta per la patria eterna ed universale della poesia. (Cambridge, Mass. USA, 21 maggio 1956).
Sergej Esenin fu il poeta della natura, non della storia; dell'autunno, non dell'Ottobre... La sua enfasi cromatica fa spesso pensare alla pittura d'icona, alla decorazione musiva, o più generalmente all'arte bizantina.
Esenin espresse la propria protesta di fronte all'invasione e alla devastazione della campagna da parte della civiltà industriale mediante la fabbrica e la miniera, i pali del telegrafo e le strade ferrate... e la sua crisi è quella del campagnolo inurbato, un contadino divenuto figura pubblica, per sempre corrotto e contaminato dentro e fuori la Russia dal morbo della vita moderna. Evase nel paradiso artificiale dell'alcool, nell'inferno dell'acquavite.
Il poeta più immaturo ma in potenza più autentico che la Russia avesse prodotto dopo Aleksandr Blok.
La voce di Blok fu un a solo nel coro dei Simbolisti. Era di loro il più puro, il più bello e il più giovane: aveva una fede più grande, e per questo fu il primo a smarrirla.
Fu il bianco cigno della Russia.
La grandezza poetica di Blok fu d'essere la Cassandra di quella tempesta, e di morire, come Cassandra, vittima del proprio presagio.
Se c'è un poeta moderno la cui opera dia l'impressione di muoversi a un tempo, per un miracoloso dono d'ubiquità, nelle sfere ideali che abbiamo simboleggiato con le formule di canzoniere e poesia pura, quel poeta è Giacomo Leopardi.
Tale è, quasi sempre, il carattere dell'ispirazione di Puškin: così casta e semplice, così ingenua e sincera nell'obbedire col canto allo stimolo dell'occasione.
L'esuberanza e la vitalità dell'ispirazione di Balmont, la fecondità della sua opera, i suoi stessi peccati di gusto, che errano sempre nel senso della sproporzione e dell'eccesso, la predominanza fra i suoi stati d'animo di un ottimismo panico e cosmico che fa pensare a Walt Whitman, distinguono il temperamento di questo poeta da quello degli altri Decadenti, artisti più consapevoli e sterili, dotati di maggior gusto e misura, dominati da un senso della vita pessimistico o negativo.
Le cose migliori scritte negli anni più tardi sono invece proprio quelle in cui il poeta ha perduto l'antica baldanza, quelle dominate dal senso del rimpianto, del dolore e del dubbio.
Egli riduce la poesia soprattutto a suono, ad "amore sensuale della parola", o, per usare le sue parole, ad "illusione canora".
Più dotato come prosatore che come poeta [...] tracciò i suoi romanzi più importanti sulla tela d'immense, arbitrarie e personali allegorie. [...] Insomma un visionario ed un eccentrico, come si riconobbe egli stesso [...]. In fondo, lo spirito più rappresentativo e più tipico, anche dal punto di vista degli errori, della sua generazione e dell'intelligentia russa anteriore alla Rivoluzione, una classe destinata non tanto al martirio o al sacrificio quanto all'annientamento o al suicidio.
Ivanov considerò il poeta come un sacerdote, o come il pastore di un gregge, che ha cura d'anime. [...] Si costruì una poetica orfica e medievaleggiante, che concepiva la poesia come mistero e miracolo, come oracolo e profezia. Nella confraternita simbolistica egli vide una setta d'eletti o d'iniziati, di "fedeli d'amore", d'un amore insieme cavalleresco e mistico.
Lo stile fastoso e solenne gli guadagnò [...] il soprannome di "Venceslao il Magnifico": perché la lingua di questo poeta è rituale e liturgica anche quando i temi sono profani e pagani.
Le liriche di Venceslao Ivanov sono quasi sempre [...] odi o inni. La grecità è il suo ideale anche quando l'ispirazione è cristiana: una grecità in cui l'impulso dionisiaco è spesso più forte dell'equilibrio apollineo.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026