Frasi
Frasi di Roberto Gervaso
332 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 332 frasi di Roberto Gervaso: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Roberto Gervaso (giornalista, scrittore e aforista italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Roberto Gervaso
A me questo mondo non piace più. Se sapessi cosa mi aspetta, non esiterei a cambiare residenza.
C'è il leggiadro Vendola con la lingua di pezza e l'orecchino, che fa il comunista e vuole prendere il posto di Bersani, che fa di tutto senza fare niente; c'è Veltroni, l'amerikano di piazza Fiume, aedo di Kennedy e bardo di Che Guevara, che si detestavano. C'è il super «Baffino» D'Alema che si prende tanto sul serio e che nessuno ormai prende più sul serio. C'è Rutelli che non sa più quale gabbana indossare, avendole già indossate tutte. Ieri per il divorzio o l'aborto, oggi per il Papa e il Concilio di Trento.
Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Possibilmente senza chiedere sconti.
È una specie di antidivo, è insomma pudore e durezza.
Fisicamente Osvaldo era un macho di razza. Né alto né basso, aveva un volto dai tratti delicati e insieme virili: la fronte vistosamente ampia che la calvizie renderà più spaziosa, le sopracciglia ben disegnate, gli occhi verdi, luminosi e febbrili, il naso dal taglio araldico, le labbra sottili, facili al sorriso, all'ammiccamento ironico, alla smorfia beffarda; le mani lunghe e affilate «da virtuoso del piano». L'andatura di un seduttore rapace e vorace, che accende le donne, le appaga e le abbandona con la galanteria del cinico che vuole il piacere e si nega al sentimento.
Il desiderio, qualunque desiderio, diventa una tortura quando non si è più in grado di soddisfarlo.
Il diritto di dire e di scrivere quello che penso e il diritto di ascoltare e di leggere quello che pensano gli altri.
L'uomo è nato per soffrire e ci riesce così bene che soffre dalla culla alla tomba [...].
La castità l'hanno praticata molti uomini illustri. Dalí, durante l'ultima intervista che fece nella sua lunga vita, mi disse che la più grande pace, la pace assoluta, era quella dei sensi.
La libertà deve essere libertà per tutti. Quando lo è solo per qualcuno non è più libertà: è tirannia.
La figlia dell'Imperatrice era una ragazza piacente, ma non bella. Colpivano i suoi tratti imperiosamente asburgici e quello charme che emana dalla consapevolezza di un rango assoluto. Non alta, la sicurezza e la grazia con cui si muoveva, il busto eretto, il volto composto, lo sguardo penetrante di chi è destinato a comandare, slanciavano la sua figura. Sulla carnagione bianca si estendeva un impercettibile velo rosa che, senza eclissarle, ombreggiava le efelidi. Gli occhi celesti erano il connotato più notevole dell'intera fisionomia, enfatizzato da una folta capigliatura bionda, infiammata qua e là da ciocche tizianesche. Colpiva anche la mobilità della sua bocca, o, piuttosto, delle labbra, che ora si serravano in una smorfia di severa determinazione, ora si dischiudevano al sorriso più aperto e benevolo, mai confidenziale. C'era già in lei, nonostante fosse appena uscita dalla pubertà, il segno della stirpe, di cui la madre fu l'incarnazione più maestosa.
Le caste sono sempre detestabili, ma la nostra ha due aggravanti, che esentano i cittadini non solo dal criticarla, ma anche dal rispettarla.
Nessuna corda si tira all'infinito. Prima o poi si spezza e, quando la corda si spezza, lo sciacquone s'inceppa.
Renato Zero sfida, con la provocante civetteria d'una soubrette di lusso e di talento, pregiudizi e tabù, sessuali e non. Ma non è un iconoclasta ché, se indulge o, comunque, protesta la liceità dell'amore «socratico», discute l'aborto, censura la droga, rivendica la fede, predica la fratellanza. [...] Il suo charme è soprattutto l'ambiguità, inquietante e accattivante, fatta di vistosi travestimenti, maliziosi ammiccamenti, equivoci, e inequivocabili, ancheggiamenti. Vedendolo, ma anche ascoltandolo, ci si domanda se in lui ci sia più Adamo o la sua costola. Forse ci son entrambi, in dosi sapientemente fuse.
Se soffro? Soffro sì, ma pure se vedo la Bellucci e non posso saltarle addosso. [...] Mazzini era vegetariano certo, sempre pallido, però suonava la chitarra [...].
Un miscuglio d'ingenuità e impostura, genio e ciarlataneria, misticismo e sregolatezza.
Una città rigida e codina che amava le parate militari e le processioni, brulicante di divise e di tonache; una città dove, tra una guerra e un giubileo, si affilavano le armi, si accendevano ceri, e ci si annoiava a morte.
Aforismi
Donne: diavoli senza i quali la vita sarebbe un inferno. (p. 13)
La verità è più facile dirla che conoscerla. (p. 13)
Niente mi fa perdere la pazienza più di chi ne ha troppa. (p. 13)
Chi ama il prossimo suo come se stesso, o non conosce abbastanza il prossimo o non ama abbastanza se stesso. (p. 13)
Le belle frasi in punto di morte le hanno sempre pronunciate i posteri. (p. 13)
L'ozio è il padre di quei vizi che ce lo fanno amare. (p. 14)
Il Paradiso è pieno di santi che non hanno avuto abbastanza occasione di peccare. (p. 14)
L'aforisma è un lapillo dell'intelligenza. (p. 14)
Le stelle cadono senza far rumore per non svegliarci. (p. 15)
L'ozio non ci fa fare quelle cose che non avremmo comunque fatto. (p. 15)
Niente aiuta tanto a vivere quanto la paura di morire. (p. 15)
Si può vivere con gli altri, ma si sopravvive solo con se stessi. (p. 16)
Chiediamo agli altri quelle cose che preferiremmo non fare se venissero chieste a noi. (p. 17)
Niente, più della sventura, c'insegna a conoscerci. (p. 17)
Niente mi fa più ridere di chi vuol farmi ridere a qualunque costo. (p. 18)
Il paradosso è una verità controcorrente. (p. 19)
Più facciamo progetti, meno li realizziamo. (p. 19)
Il flirt sta alla passione come il fuoco d'artificio al rogo. (p. 20)
Non è vero che un amico si vede nel bisogno; un amico si vede sempre. (p. 21)
La solitudine, o ci fa ritrovare o ci fa perdere noi stessi. (p. 21)
Ci sono verità che sembrano bugie, e bugie che sembrano verità. (p. 22)
Il fascismo degli antifascisti non mi fa meno paura di quello dei fascisti. (p. 23)
Il pessimista sa quello che vuole; l'ottimista, neppure questo. (p. 23)
Per amore si può anche morire. Specialmente nei brutti film e nei cattivi romanzi. (p. 23)
Ci adattiamo a tutto. Ma guai a saperlo prima! (p. 23)
Il riposo eterno ci farà almeno risparmiare i sonniferi. (p. 23)
Gli aggettivi: il guardaroba dei sostantivi. (p. 23)
In Italia, il modo più sicuro per conservare il proprio posto è minacciare le dimissioni. (p. 24)
È la routine che rende eroico il matrimonio. (p. 24)
I salici mi fanno venire una gran voglia di piangere; i cipressi, di morire; i pioppi, di scrivere. (p. 26)
Ciò che l'uomo conosce di se stesso non lo aiuta né a vivere né a morire. (p. 27)
Il giornalismo che fa troppa morale è il giornalismo più immorale. (p. 28)
Il nostro giornalismo è fatto di buoni principî e di cattivi esempi, di buone lezioni e di cattivi maestri. (p. 28)
Ho sognato che facevo l'amore con una sirena, ma non ricordo come. (p. 29)
In fondo, siamo vicini solo a noi stessi. (p. 29)
«L'appetito vien mangiando.» Ma anche vedendo mangiare gli altri. (p. 35)
Possono uccidere una democrazia più coloro che ne denunciano gli scandali che gli scandali stessi. (p. 36)
I morti tengono compagnia ai cipressi. O viceversa? (p. 36)
Il colmo per un'eminenza grigia? Essere bionda. (p. 37)
Far l'amore in silenzio è un modo come un altro per non farlo. (p. 37)
La guerra si combatte per la patria; la guerriglia, per un'altra patria. (p. 37)
L'aggettivo sta al sostantivo come la pommarola agli spaghetti. (p. 39)
L'indigenza è una povertà presentabile. (p. 43)
Ci tengono compagnia più i dubbi che le certezze. (p. 43)
«Siamo nati per morire.» Se l'avessi saputo prima! (p. 44)
In nessuna «Compagnia» Gesù si sarebbe trovato peggio che in quella che porta il suo nome. (p. 45)
È difficile conoscere se stessi perché crediamo di essere migliori di quel che siamo. (p. 48)
Una coppia che si è appena innamorata è altrettanto goffa di una coppia che, non amandosi più, si rivede. (p. 49)
L'umorista fa il solletico alla vita per renderla meno arcigna. (p. 51)
Preferisco farmi domande che darmi risposte. (p. 53)
M'accorgo del cielo infinito solo se una rondine ne percorre un tratto. (p. 60)
Alla cintura di castità preferisco le bretelle. (p. 60)
Checché se ne dica, oggi l'Italia ha più bisogno d'idraulici che di eroi, di netturbini che di santi. (p. 60)
Mi è più facile capire i motivi di una sconfitta che di una vittoria. (p. 62)
Il sole ci dà il senso della vita; la luna, della sua precarietà. (p. 67)
D'indipendente, in Italia, c'è solo l'anarchia. (p. 72)
Il libertino è uno che non s'accontenta mai di se stesso. (p. 73)
Nessuno mi fa più paura di chi finge d'aver coraggio. (p. 77)
Spavalderia: coraggio incosciente, egocentrico, guascone. (p. 77)
Gli uomini hanno paura dei fantasmi, o i fantasmi degli uomini? (p. 77)
Siamo un regime che non diventa dittatura perché corretto dall'anarchia di tutti. (p. 77)
C'è un'unica obiettività: quella involontaria. (p. 78)
Quanta gente sarebbe più seria se non si prendesse troppo sul serio. (p. 78)
C'è chi piange sul latte versato, e chi si consola sorbendosi un tè. (p. 82)
Il salice piange, e i miei sguardi gli asciugano le lacrime. (p. 82)
Adulteri si nasce; cornuti si diventa. (p. 84)
Agonia: l'aperitivo che precede la morte. (p. 85)
Il macho è un uomo che, non sapendo il fatto suo, vuole dimostrarlo. (p. 86)
L'egalitarismo è l'uguaglianza a tutti i costi. (p. 89)
Il radical-chic è un reazionario che dà del reazionario a chi non sputa nel piatto in cui mangia. (p. 89)
L'alcova sta al talamo come il peccato al precetto. (p. 90)
L'uomo nasce cattivo, e la donna lo rende peggiore. (p. 91)
Pluralismo: dire con parole diverse le stesse cose. Sbagliate. (p. 92)
Le domande indiscrete sono le sole alle quali val la pena di rispondere. (p. 94)
Il parsimonioso si priva del superfluo; l'avaro, del necessario. (p. 94)
Mi fido solo dei medici che sottovalutano i miei sintomi. (p. 96)
Il vento fa il solletico al cipresso, che, però, non ha alcuna voglia di ridere. (p. 96)
La grande nemica della libertà di stampa è la consecutio temporum. (p. 97)
Il grillo parlante
A volte, da noi dipende più la felicità altrui che la nostra.
Aspettare che gli altri facciano il loro dovere è il miglior alibi per non far il nostro. (p. 89)
C'è calcolo anche nel disinteresse. (p. 37)
C'è chi fa debiti per necessità, chi per leggerezza, chi per vizio. Solo il primo, di solito, li paga. (p. 26)
C'è chi non ha mai fatto del male perché mai glien'è capitata l'occasione. (p. 17)
Certe prediche mi fanno venir voglia di commettere i peccati che condannano.
Che il coraggio sia contro natura lo dimostra il fatto che pochi ne hanno. (p. 204)
Chi dice che l'inferno è nell'aldilà conosce male l'. (p. 92)
Chi è sempre se stesso, o è un uomo di carattere o è un uomo senza fantasia.
Chi ha carattere rende la vita difficile agli altri non meno che a se stesso.
Chi non è padrone di sé finisce servo degli altri.
Chi non dubita di nulla è capace di tutto.
Chi non dubita mai di niente non ha capito niente.
Chi pensa con la testa altrui difficilmente rischia d'esser messo in minoranza.
Chi sa star solo non si sente mai solo.
"Chiodo scaccia chiodo". Ma il chiodo resta.
Ci si finge modesti per farsi ancor più adulare.
Ci sono adulteri che giovano alla coppia più di qualunque fedeltà.
Ci sono atei che negano Dio con tanto furore quasi che Dio li ispirasse. (p. 100)
Ciò che mi trattiene dallo scrivere un capolavoro è il timore che me ne chiedano subito un altro.
Com'è pesante la conversazione della gente leggera!
Con la ricchezza, diceva Orazio, crescono le preoccupazioni. Con la povertà, non diminuiscono.
Con un po' più di fortuna molti martiri sarebbero finiti carnefici. (p. 31)
Di tutte le forme d'orgoglio l'umiltà è la più calcolatrice.
Diamo volentieri una mano a chi sta in basso purché non salga troppo in alto.
Distinguere il bene dal male non è facile poiché i confini tra questo e quello siamo noi a tracciarli.
Dubito sempre di chi non dubita di niente.
È facile essere se stessi quando si è qualcuno.
È l'idea della pace eterna che ci toglie la pace.
Gli amici, come gli amori, non si cercano: si trovano.
Gli esami – dice Eduardo De Filippo – non finiscono mai. Ma non finiscono mai nemmeno le raccomandazioni.
I debiti non basta farli: bisogna anche dimenticarli. (p. 124)
I vent'anni sono più belli a quaranta che a venti.
Il coraggio è paura che ha avuto fortuna.
Il denaro è una maledizione quando non se ne ha abbastanza.
Il desiderio, non meno che il timore, fa soffrire l'uomo.
Il plagio è un atto d'omaggio. Chi copia, ammira.
Il politico è come la donna frigida: per piacere deve fingere.
Il successo che più c'invidiano è quello che abbiamo meritato.
In amore chi più ama meno può.
In politica, il tradimento è una forma d'aggiornamento.
Invidiamo gli altri più per quello che hanno che per quello che sono.
L'altruismo è un rimorso dell'egoismo.
L'altruista è uno che ha fatto male i propri conti.
L'amicizia è rara perché è scomoda.
L'amore a prima vista spesso non è che una svista.
L'amore disinteressato non è amore. (p. 170)
L'educazione ha lo scopo di farci dimenticare quel che la natura ci ha insegnato.
L'esistenza di Dio non mi stupirebbe meno della sua inesistenza.
L'illusione è speranza ormai svanita.
L'istinto difficilmente inganna perché non calcola.
L'Italia sta in piedi perché non sa da che parte cadere.
L'onestà, come tante altre virtù, dipende dalle circostanze.
L'opinione pubblica non ha quasi mai opinioni.
L'ottimista ama la vita; il pessimista la conosce.
L'uomo è buono finché gli conviene.
L'uomo è un condannato a morte che ha la fortuna d'ignorare la data della propria esecuzione.
L'uomo non è fatto per prendere decisioni. Basta vederlo al ristorante, davanti a un menu.
La bellezza si vede; il fascino si sente.
La concisione è l'arte di dire molto con poco; la prolissità, di dire niente con troppo.
La differenza fra la donna disonesta e l'onesta è che, di solito, la prima è bella.
La diffidenza, più che sfiducia preconcetta, è prudenza lungimirante.
La diffidenza verso gli altri nasce anche dalla sfiducia in noi stessi.
La fedeltà è soprattutto mancanza di fantasia.
La felicità non esiste. Esistono solo momenti e gradi d'infelicità.
La filosofia non c'impedisce di commettere errori, ma ce li spiega.
La fortuna è il nome che diamo al successo altrui.
La giustizia nell'aldilà rende superflua quella nell'aldiqua.
La malinconia è fatta di sogni che devono restare tali.
La morale ci dice quello che dobbiamo fare. Il moralismo ci fa dire quello che vorremmo che gli altri facessero.
La noia è incapacità di godere.
La noia nasce anche dal non saper cosa non fare.
La pazienza è la virtù di chi ha tempo da perdere.
La ricchezza non è tutto, ma la povertà è ancora meno.
La solitudine ci dà il piacere d'una grande compagnia: la nostra.
La timidezza è timore d'esser giudicato male.
La verginità, per fortuna, non è quasi mai una scelta.
La vita è la più monotona delle avventure: finisce sempre allo stesso modo.
Le grandi fedi, per affermarsi, hanno bisogno di grandi persecuzioni.
Le promesse, in politica, si possono anche non mantenere, ma bisogna saperle fare.
Le verità che tolgono la speranza è meglio tacerle.
Lo scetticismo ci aiuta a vivere; il cinismo a morire.
Lo scettico è amico di tutti perché non lo è di nessuno.
Mi fido solo dei medici che sbagliano le diagnosi infauste.
Nelle democrazie, i governanti raramente sono peggiori dei governati.
Nessun imbecille è così imbecille da non capire l'utilità di unirsi ad altri imbecilli contro gli intelligenti.
Niente allevia le nostre sofferenze più di quelle dei nostri nemici.
Non di rado l'onestà è fatta d'occasioni mancate di disonestà.
Non diciamo mai la verità perché, in fondo, non la conosciamo.
Non fidarsi di nessuno è altrettanto stupido che fidarsi di tutti.
Non occorre che le religioni dispensino certezze: basta che diano speranze. (p. 90)
Per amarsi a lungo bisogna conoscersi poco.
Quando una donna dice "Adesso, no" vuol dire o che siete in anticipo o che siete in ritardo.
Quando uno scrittore diventa un classico non c'è più bisogno di leggerlo: basta citarlo.
"Recita come un cane." Ma tutti i cani che ho visto recitare erano bravissimi.
Ricordiamo il bene che abbiamo fatto e il male che ci hanno fatto.
Scendere a compromessi è un modo come un altro per salire.
Se Dio è imperscrutabile nell'aldiqua perché non dovrebbe esserlo nell'aldilà?
Se il dolore fosse eterno non sarebbe più tale.
Si può fare a meno di tutto. Purché non si debba.
Spesso, la gelosia non è che un presentimento.
Tanto più rimpiangiamo la gioventù quanto più vago ne serbiamo il ricordo.
Tutte le volte che ho dato la mia parola a qualcuno non l'ho più rivista.
Un'amante cessa d'esser tale quando comincia a stirarci le camicie.
Una donna innamorata è capace di tutto. Esattamente come una che non lo è.
La vita è troppo bella per viverla in due
A Roma tutto ciò che è proibito è consentito. (L'ora di Antropologia Italica)
Alle donne non si ubbidisce, si cede. (L'ora di psicologia (femminile...))
«A tutto c'è rimedio» dicono quelli che hanno provocato il danno. (L'ora di Educazione Cinica)
Il cinico sta allo scettico come l'ateo sta all'agnostico. (L'ora di Educazione Cinica)
Il denaro è il bene superfluo più utile. (L'ora di Economia)
Il tipo è una brutta donna che non sa di esserlo. (L'ora di psicologia (femminile...))
In Italia le cose ben fatte sono solo quelle vietate. (L'ora di Antropologia Italica)
La donna che ti dice di sì è molto più pericolosa di quella che ti dice di no. Prima o poi te la farà pagare. (L'ora di psicologia (femminile...))
La donna ti perdona tutto. Anche i propri tradimenti. (L'ora di psicologia (femminile...))
L'Italia: l'unico casino che la Merlin nel 1958 non riuscì a far chiudere. (L'ora di Antropologia Italica)
La ricchezza è una maledizione quando l'hai perduta. (L'ora di Economia)
Se il denaro non dà la felicità, neppure la toglie. (L'ora di Economia)
La volpe e l'uva
Accettare se stessi è saggezza; accettare gli altri può anche essere menefreghismo.
Alla giornata non si vive: si sopravvive.
Avendo poca memoria, è sempre d'accordo con l'ultimo con cui parla.
Bastare a se stessi è facile. Purché ci si accontenti di poco.
Che cattiva maestra la vita! Non c'insegna neppure a rinunciare a lei.
Che "routine" l'eternità!
Chi dice sempre la verità, non ha evidentemente altro da dire.
Chi fa l'elemosina ha sempre l'aria di vergognarsi più di chi la riceve.
Chi non si contraddice mai, non vive.
Chi si contraddice troppo, vivacchia.
Chi si fida di tutti merita di esser ingannato.
Ci aiutano più i vizi a vivere che le virtù a morire.
Ci si bacia ad occhi chiusi forse anche per non ridere.
Ciò che più mi fa arrabbiare è che mi arrabbio.
Ciò che più mi piace in una donna ancora non l'ho capito.
Com'è difficile parlar bene di qualcuno in sua assenza.
Datemi una leva, e non saprò che farmene.
Desideriamo la donna d'altri nell'illusione che gli altri non desiderino la nostra.
È difficile capire perché amiamo chi non ci ama.
È più facile che sia furbo un cretino che un intelligente.
Giurare eterno amore è come giurare sulla propria immortalità.
Gli anni più belli della vita li aspetteremo fino alla morte.
Ho poche idee, ma molte fisse.
Ho più rughe sul cuore che sulla fronte.
I colpi di testa non si fanno mai con la testa.
Il colmo dell'infelicità è esser felici senza saperlo.
Il dolore è il grande carburante dell'anima.
Il giorno del giudizio, chissà quanti morti si daranno malati.
Il matrimonio c'insegna molte cose. Soprattutto che potevamo farne a meno.
Il vero ozio dev'essere una scelta.
Il vizio è la virtù che ha perso la pazienza.
In amore, un niente basta a illuderci. E un niente a far svanire l'illusione.
In amore tutto è possibile. Purché si sia corrisposti.
In politica, per esser presi sul serio, non bisogna necessariamente fare sul serio.
Immaginare l'eternità è comunque una gran perdita di tempo.
I teologi, non potendo spiegare Dio con la ragione, lo rendono incomprensibile con i dogmi.
L'aldilà preferisco non immaginarlo. Per non guastarmi la sorpresa.
L'amicizia, più che intimità, è rispetto.
L'uomo è nato per soffrire. E ci riesce benissimo.
La cotta è un capriccio del cuore; l'amore, un progetto.
La democrazia bisogna guadagnarsela; la dittatura la si merita.
La donna che vuol essere di un solo uomo, vuole in realtà che quest'uomo sia solo suo.
La felicità dura poco anche per non distrarre l'uomo dalla sofferenza, senza la quale non progredirebbe.
La felicità è fatta di un niente che, nell'attimo in cui lo godiamo, ci sembra tutto.
La fortuna aiuta gli audaci. Fortuna permettendo.
La morte ci fa rinunciare a quello che la vita non ci avrebbe mai dato.
La morte, in fondo, è una tragedia solo per chi muore.
La notte porta consiglio. A condizione che si dorma.
Dicono di Roberto Gervaso
– Ah, piccola novità: pare... pare che in puntata sei ci sarò un piccolo cammeo di... Roberto Gervaso! Grande!!
– Porco Giuda!
– Quello della P2?
– Eh...
– Minchia, una persona straordinaria! (Boris)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026