Frasi
Frasi di Rustico Filippi
9 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Rustico Filippi raccolte in un'unica pagina: 9 frasi, divise per libro e argomento.
Rustico Filippi (poeta italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Sonetti – Citazioni
Quando Dio messer Messerin fece / ben si credette far gran maraviglia, / ch'ucello e bestia ed uom ne sodisfece, / ch'a ciascheduna natura s'apiglia: / ché nel gozzo anigrottol contrafece, / e ne le ren giraffa m'asomiglia, / ed uom sembia, secondo che si dice, / ne la piagente sua cera vermiglia. (XIV, vv. 1-8)
Le mie fanciulle gridan pur vivanda / e non fìnaro sera né matino, / e stanno tutte spesso in far domanda: / 'Or nonn-è vivo messere Ugolino? (XVI, vv. 1-4)
Se tu sia lieto di madonna Tana, / Azzuccio, dimmi s'io vertà ti dico; / e se tu no la veggi ancor puttana, / non ci guardar parente ned amico: / ch'io metto la sentenza in tua man piana, / e di neiente no la contradico, / perch'io son certo la darai certana; / non ne darei de l'altra parte un fico. (XIX, vv. 1-8)
Dovunque vai conteco porti il cesso, / oi buggeressa vecchia puzzolente, / che quale-unque persona ti sta presso / si tura il naso e fugge inmantenente. (XXI, vv. 1-4)
Da che guerra m'avete incominciata, / paleserò del vostro puttineccio, / de la foia, che tanto v'è montata / che non s'atuteria per pal di•lleccio. / Non vi racorda, donna, a la fiata / che noi stemmo a San Sebio in tal gineccio? / E se per moglie v'avesse sposata, / non dubbiate ch'egli era un bel farneccio. / Che foste putta il die che voi nasceste / ed io ne levai saggio ne la stalla: / ché 'l culo in terra tosto percoteste, / e sed io fosse stato una farfalla, / maraviglia saria, sì mi scoteste: / voi spingate col cul, quando altri balla. (XXVI, vv. 1-14)
Quando ser Pepo vede alcuna potta / egli anitrisce sì come distriere / e no sta queto: inanzi salta e trotta / e canzisce che par pur un somiere. (XXVIII, vv. 1-4)
Come pote la gente soferire, / donna amorosa, standovi lontana? / Chi vive como si puote partire / da la vostra gioiosa cera umana? (XXXII, vv. 1-4)
Madonna, quando eo voi non veggio in viso, / tant'è forte e dogliosa la mia pena / che 'n su la morte mi conduce e mena, / non m'aucide e tenemi conquiso. (XXXIV, vv. 1-4)
Ma se di me vi pesa o se m'amate, / Amor ringrazo, che 'n suo segnoraggio / mi tene, e voi, madonn', ha in potestate. (LVII, vv. 12-14)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026