Frasi
Frasi di Salvator Gotta
11 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 11 citazioni di Salvator Gotta, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Salvator Gotta (scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
I giganti innamorati – Citazioni
Non v'è alpinista che non sosti, in silenzio religioso, ove è un segno messo a ricordo perenne d'un morto in montagna. I morti della montagna sopravvivono nel luogo ove sono caduti. (p. 20)
Il nome tuo – Citazioni
Si vive in tempi difficili! E si decade giorno per giorno! (p. 40)
«Io non sapevo... Certo non pensai
che quando soli, s'è marciato assai
nella bufera incontro ad una sorte,
oltre la gioia ed oltre anche la morte,
non si dovrebbe ritornare mai» (p. 122)
Il piccolo alpino – Citazioni
L'anima dei montanari è rude e taciturna; le sue espressioni di gioia e quelle del suo dolore non sono mai clamorose: l'entusiasmo appare di rado sui volti chiusi e duri. Raramente la gente di montagna compie dei gesti impulsivi che possano destare, in chi vede, ammirazione o sdegno. Ma essa obbedisce a un senso del dovere con serenità pacata e tenace, ferrea nel sacrificio, costante nel lavoro, incorruttibile nel rispetto alle migliori tradizioni, alla fede dei padri, all'amore per la Patria. (p. 26)
La più bella novella del mondo – Citazioni
Si chiama Locana il borgo dei magnín; la fortuna è lontana e per raggiungerla lungo è il cammin. (p. 8)
Faticar ramigando non è grave se per compenso si può riposare sul trave presso la porta di casa, all'ombra della cimasa dorata di tramonto. (p. 9)
«Bella lavanderina che lavi i fazzoletti / per i poveretti, fa' un salto; fanne un altro, / fa' la riverenza, fa' la penitenza. / Ora in su, ora in giù. / Da' un bacio a chi vuoi tu» [...]
Questa è la filastrocca della lavanderina, che lava i fazzoletti per i poveretti. (p. 52-53)
Per Natale, mi han regalato un bell'album colorato. Dice una scritta sul frontespizio:
«Volta il foglio, bel bambino, vedrai Lucia che fila il lino. |Ecco Lucia che fila il lino, volta il foglio, vedrai Martino. / Ecco Martino che monta a cavallo, volta il foglio, vedrai il gallo. / Ecco il gallo che canta la mattina, volta il foglio, vedrai la gallina. / Ecco la gallina che fa le ova, volta il foglio, vedrai il serpente boa. / Ecco il serpente boa che striscia per terra, volta il foglio, vedrai la guerra.» (p. 65- 67)
L'opera poetica del Cena tocca tutta la gamma della trascendenza spirituale accorata, tormentata, dolorosa che tenne vivi gli "spiriti buoni" in uno dei più tristi periodi della storia dell'anima italiana.
Ottocento – Citazioni
Costantino rivelò fin dagli anni dell'infanzia e dell'adolescenza una spiccatissima vivacità di carattere e di intelligenza. La prima volta che fece parlare di sé aveva dodici anni: giocando alla guerra, con una fionda tolse un occhio a suo fratello Michelangelo. A sedici anni, studente di liceo, scrisse in versi un Epitaffio d'amore che, pubblicato sulla Dora Baltea di Ivrea, destò un certo scandalo nella cittadinanza e tanto più nell'ambiente dei professori: la poesia era stata giudicata riprovevole perché «pervasa di erotismo sensuale realisticamente cinico e macabro». (cap. 2, p. 20)
[...], nei salotti ove i buoni uffici del Colleretto, veniva ammesso, Il Nigra si faceva notare e riusciva a primeggiare, non soltanto per l'originalità del suo ingegno e la prontezza del suo spirito, ma anche per le sue innate doti di signorilità. La natura l'aveva pure favorito di prestanza e di bellezza fisica non comuni. Alto di statura, snello e forte, con un viso dai tratti fini e regolari, era ricco di fascino soprattutto con le donne che usava trattare ora con sicurezza spavalda, ora con improvvisa dolcezza accorata, maschio e delicato insieme, caustico ed ironico, fantasioso e sensuale. (cap. 2, p. 22)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026