Frasi
Frasi di Samuel Beckett
43 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 43 citazioni di Samuel Beckett, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Samuel Beckett (scrittore, drammaturgo e poeta irlandese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Samuel Beckett
Al giorno d'oggi andare in giro è un suicidio. Ma stare a casa, [...] che cos'è stare a casa? Una dissoluzione a fuoco lento. (da Tutti quelli che cadono, in Teatro)
L'uomo di buona memoria nulla ricorda, perché nulla dimentica. (dal Proust)
Le donne sono straordinarie, con la loro mania di far dormire gli altri nel modo in cui loro gli fanno il letto.
Non c'è niente di più comico dell'infelicità. (da Finale di partita)
Potete includermi nella lugubre categoria di quelli che, se dovessero agire nella più piena consapevolezza di quello che stanno facendo non agirebbero mai. (da una lettera del 1954 a Hans Naumann)
Tutto vecchio. Nient'altro mai. Sempre tentato. Sempre fallito. Non importa. Tentare di nuovo. Fallire di nuovo. Fallire meglio.
Frasi da «Aspettando Godot»
La lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove, smette.
Pozzo: Ci danno la vita a cavallo di una tomba. Il giorno splende in un istante; ed è subito notte. (II)
Si lamenta della scarpa, quando dovrebbe lamentarsi del piede.
Vladimiro
Un cane andò in...
(Si accorge di aver cominciato troppo basso, s'interrompe, tossisce, riprende più alto)
Un cane andò in cucina
e si accostò al fornello.
Allora col coltello
il cuoco lo sgozzò.
Ciò visto gli altri cani
scavarono una fossa...
(S'interrompe e dopo un istante di raccoglimento riprende)
Ciò visti gli altri cani
scavarono una fossa
e sulla terra smossa
scrissero con la coda:
Un cane andò in cucina
e si accostò al fornello.
Dunque non diciamo male della nostra epoca, non è più disgraziata delle altre. (Silenzio.) Non ne diciamo neanche bene. (Silenzio.) Non ne parliamo. (Silenzio.) È vero che la popolazione è aumentata...
Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano. (Estragone)
Estragone: Siamo contenti. (Silenzio.) E che facciamo, ora che siamo contenti?
Vladimiro: Aspettiamo Godot.
Estragone: Già, è vero.
Non accade nulla, nessuno arriva, nessuno se ne va, è terribile!
Frasi da «Finale di partita»
Clov (con angoscia, grattandosi): Ho una pulce.
Hamm: Una pulce? Ci sono ancora delle pulci?
Clov (grattandosi): A meno che non sia una piattola.
Hamm (molto preoccupato): Ma a partire di lì l'umanità potrebbe ricostituirsi! Per amor del cielo, acchiappala!
Clov: Non c'è più natura. [...] almeno nelle vicinanze.
Frasi da «Malone muore»
La mia testa. È in fiamme, piena d'olio bollente. In sostanza di cosa sto per spegnermi? D'infiammazione al cervello? Sarebbe il colmo. Quanto al dolore, parola mia, è quasi insostenibile. Emicrania incandescente. Si vede che la morte mi sta prendendo per un altro.
Le idee si assomigliano talmente tra loro, quando le si conosce.
Niente è più reale di niente.
Non val più la pena di fare il processo alle parole. Non sono più vuote di ciò che veicolano.
Se avessi l'uso del corpo mi butterei dalla finestra.
Frasi da «Molloy»
Ha un'aria da vecchio, e fa pietà vederlo andare tutto solo dopo tanti anni, tanti giorni e tante notti concessi a fondo perduto a quella voce che insorge alla nascita, e anche prima, a quell'insaziabile Come fare? Come fare?, a volte basso, un mormorio, a volte chiaro come il E da bere? del maitre, e che spesso si gonfia fino all'urlo. Per andarsene tutto solo, alla fine dei conti, o quasi, per vie ignote, al cader della notte, con un bastone.
Ce n'era uno in grado di mettersi al mio posto, di sentire quanto poco, in quel momento, ero quello che avevo l'aria di essere, e in quel poco che potenza c'era, di gomene tese da spezzarsi?
Vi dirò una cosa, quando le assistenti sociali vi offrono di che non svenire, per graziosa elargizione, cosa che per loro è un'ossessione, avete un bel tentare la fuga. Vi inseguiranno fino ai confini della terra, con l'emetico in mano. Quelli dell'esercito della salvezza non sono da meno. No, contro il gesto caritatevole non c'è difesa, che io sappia. Si china il capo, si tendono le mani tutte tremanti e giunte e si dice grazie, grazie signora, grazie mia buona signora. A chi non ha nulla è proibito non amare la merda.
Quanto ai particolari, se ci si interessa ai particolari, non c'è da disperare, si può finire per bussare alla porta giusta, nel modo giusto. È per l'insieme che non sembra esistere una formula magica. Forse non c'è insieme, se non postumo.
Non voler dire, non sapere ciò che si vuol dire, non poter dire ciò che si crede di voler dire, e dire sempre, o quasi, ecco cosa è importante non perdere di vista, nell'ardore della stesura.
Sta di fatto, si direbbe, che tutto ciò che si può sperare è d'essere un po' meno, alla fine, chi si era all'inizio, e in seguito.
La mia vita, la mia vita, ora ne parlo come d'una cosa finita, ora come d'una burla che dura ancora, e ho torto, perché è finita e perdura insieme, ma con quale tempo del verbo esprimerlo?
Ascolto e mi sento dettare un mondo congelato in perdita d'equilibrio, sotto una luce debole e calma e niente di più, sufficiente per vedere, capite, e congelata anch'essa. E sento mormorare che tutto si flette e cede, come sotto dei pesi, ma qui non ci sono pesi, e anche il suolo, inadatto a reggere, e anche la luce, verso una fine che sembra non debba mai esserci. Perché che fine può esserci a queste solitudini in cui non ci fu mai vero chiarore, né verticalità, né solida base, ma sempre queste cose pencolanti, slittanti in un franare senza fine, sotto un cielo senza memoria di mattino né speranza di sera. Queste cose, quali cose, venute da dove, fatte di che? E sembra che qui nulla si muova, né mai si sia mosso, né mai si muoverà, salvo io, che non mi muovo neanch'io quando sono qui, bensì osservo e mi mostro. Sì, è un mondo finito, malgrado le apparenze, è la sua fine che lo ha suscitato, è finendo che è cominciato, è abbastanza chiaro? E anch'io sono finito, quando ci sono, gli occhi mi si chiudono, le mie sofferenze cessano e io finisco, piegato come non possono esserlo i viventi.
E non smetteva mai di parlare, mentre io non aprivo bocca che per domandare, di quando in quando, e sempre più debolmente, in che città eravamo.
A forza di chiamare questa cosa la mia vita finirò per crederci. È il principio della pubblicità.
È al mattino che bisogna nascondersi. La gente si sveglia, fresca ed efficiente, assetata d'ordine, di bellezza e di giustizia, ed esige la contropartita.
Com'è difficile parlare della luna con discrezione! È così scema, la luna. Dev'essere proprio il culo quello che ci fa sempre vedere.
Explicit di «Molloy»
È stata lei a dirmi di fare la relazione. Questo significa forse che adesso sono più libero? Non so. Imparerò. Allora rientrai in casa e scrissi, mezzanotte. La pioggia sferza i vetri. Non era mezzanotte. Non pioveva affatto.
Frasi da «Più pene che pane»
[...] preferisco a Mozart il farmacista Borodin (p. 57)
La migliore ragione che si può dare per credere [...], è che così è più divertente. Non credere [...] è una noia. Noi non ci preoccupiamo di cambiare. Semplicemente non possiamo sopportare di annoiarci. (p. 58)
La differenza, dunque, dico, tra Bergson ed Einstein, la differenza essenziale, è quella tra un filosofo ed un sociologo (p. 59)
Dicono di Samuel Beckett
. Nobel esse oblige.
È come Samuel Beckett, sai? Io ne ammiro la tecnica ma non mi colpisce mai a livello viscerale. (Io e Annie)
I personaggi di Beckett sono così astratti, così pregni di significato e, nello stesso tempo, hanno lo sguardo vuoto, il deserto assoluto dentro di sé, però anche se ci può essere una conflittualità, si ricordano delle passioni, dell'amore, della fratellanza, dei legami affettuosi con le persone.
A una prima lettura i testi di Beckett possono sembrare pessimistici, ma io credo vivamente che le sue opere invece riescano a trasmettere delle emozioni positive seppur nascoste in un contesto più articolato e realistico.
Beckett infastidisce sempre per la sua onestà.
C'è cura, c'è amore, c'è il valore che imprime in ogni dettaglio. Come un artigiano, crea veri gioielli letterari. È un assoluto perfezionista e chiunque abbia a cuore la perfezione crede in un ideale.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026