Ritratto di Samuel Taylor Coleridge
Samuel Cousins / After Washington Allston · Public domain

Frasi

Frasi di Samuel Taylor Coleridge

25 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 25 citazioni di Samuel Taylor Coleridge, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Samuel Taylor Coleridge (poeta, critico letterario e filosofo britannico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Samuel Taylor Coleridge

Chi si vanta di aver conquistato / una moltitudine di amici non ne ha mai avuto uno.
Da Pondere non numero.
I difetti dei grandi autori non sono in genere che la loro grandezza portata all'eccesso.
Da Miscellanies.
I recensori sono spesso persone che sarebbero stati poeti, storici, biografi, ecc., se l'avessero potuto; hanno messo alla prova il loro talento qui e là, e non sono riusciti. A quel punto diventano critici.
Da Lectures on Shakespeare and Milton, I; citato in Dizionario delle citazioni.
Il laudano mi diede quiete, non sonno; ma, credo, tu sai quanto sia divino quel riposo, che incanto, quale oasi di fontane e fiori e alberi nel cuore stesso di un deserto di sabbia!
Da una lettera del 1798 a George H. Coleridge; citato in Andrew Weil e Winifred Rosen, Dal cioccolato alla morfina. Tutto quello che dovete sapere sulle sostanze che alterano la mente, traduzione di Fabio Bernabei, Arcan
Il nano vede più lontano del gigante, quando ha le spalle del gigante su cui montare.
Da The friend.
La fantasia non è altro che un modo della memoria emancipato dall'ordine del tempo e dello spazio.
Da Biographia Literaria, XIII.
La più generale definizione della bellezza […] Molteplicità nell'Unità.
Da On the Principles of Genial Criticism.
L'Arte, intendendo il termine per indicare collettivamente pittura, scultura, architettura e musica, è la mediatrice e riconciliatrice di natura e uomo. È dunque il potere di umanizzare la natura, di infondere i pensieri e le passioni dell'uomo in tutto ciò che è l'oggetto della sua contemplazione.
Da Sulla poesia o l'arte.
L'esperienza ci informa che la prima difesa degli spiriti deboli è recriminare.
da Biographia literaria, 1817.
Nessuno è mai stato un grande poeta senza essere allo stesso tempo un grande filosofo.
Da Biographia Literaria, XV.
Prega bene chi ama bene tutti: / sia l'uomo che l'uccello e le altre bestie. / Prega meglio chi meglio ama ogni cosa, / la piccola e la grande.
Da La ballata del vecchio marinaio.
1) spugne, che assorbono tutto quello che leggono, lo restituiscono nello stesso stato, solo un poco insudiciato; 2) orologi a sabbia, che non ritengono nulla, e sono contenti di percorrere un libro tanto per passare il tempo; 3) filtri, che trattengono solo la feccia di quel che leggono; 4) diamanti di Mogol, come questo rari e preziosi, che approfittano di quel che leggono, e rendono altri capaci di profittarne.
Da Poesie e prose, Torino, 1931, p. 124; citato in Aldo D'Asdia e Pietro Mazzamuto, Letteratura italiana, Pagine di documentazione critica, Felice Le Monnier, Firenze, 19739, p. 9.
Quella volontaria sospensione momentanea dell'incredulità, che costituisce la fede poetica.
Da Biographia literaria, 1817, cap. XIV.
Solo i saggi posseggono delle idee; la maggior parte dell'umanità ne è posseduta.
Da Miscellanies.

La leggenda del vecchio marinaro – Citazioni

Alla fine un Albatro passò per aria, e venne a / noi traverso la nebbia. Come se fosse stato / un'anima cristiana, lo salutammo nel nome di Dio.
«Che Dio ti salvi, o Marinaro, dal demonio che / ti tormenta! — Perché mi guardi cosí, Che / cos'hai?» — «Con la mia balestra, io ammazzai l'Albatro!
Il ghiaccio era qui, il ghiaccio era là, il ghiaccio / era tutto all'intorno: scricchiolava e muggiva, / ruggiva ed urlava. come i rumori che si odono / in una sincope.
Oh, il sonno! esso è una cosa soave, amata da / un polo all'altro. Sia lodata la Vergine Maria! / Essa dal cielo mi mandò il dolce sonno che / penetrò nella mia anima.

La leggenda del vecchio marinaro – Alessandro Ceni

"Venne allora la TEMPESTA; / e fu tirannica e violenta: / ci colpì con le sue ali sorprendenti / e ci cacciò avanti, verso sud".
Adesso il sole sorgeva a destra, / sempre nascosto dalla bruma / fuori dal mare spuntava, e a sinistra / si ricalava in mare.
Anche gli abissi si decomponevano: O Cristo! / Che questo dovesse accaderci! / Viscide cose su zampe si trascinavano / sul viscido mare.
Trascorse il logorìo di giorni e giorni. / Ogni gola riarsa e vitreo ogni occhio. / Il logorìo di giorni e giorni!

Frasi da «Kubla Khan»

L'ombra della dimora di piacere / fluttuando scivolava sulle onde, / ove si udiva la ben commista misura / di fonte e di caverne. / Miracolo di rara perizia, / solatìa dimora dalle caverne di ghiaccio!
Cingetelo d'un triplice cerchio, / serrate gli occhi con sacro terrore, / ch'egli si cibò di rugiada di miele / e bevve il latte del Paradiso.

Scheda del libro «Kubla Khan»

Dicono di Samuel Taylor Coleridge

Ho letto Coleridge. Molte cose bellissime. Ma ha la malattia inglese. È evidente che egli è capace di pensare in modo chiaro, libero e forte; ma non appena tocca i valori correnti in Inghilterra, subito si trasforma senz'accorgersene in un sofista.
Lev Tolstoj

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026