Frasi
Frasi di Saul Bellow
38 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 38 frasi di Saul Bellow: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Saul Bellow (scrittore statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Saul Bellow
Quando gli Zulù produrranno un Tolstoj, lo leggeremo.
Frasi da «Herzog»
Ricordando la propria esistenza, s'accorse di avere sbagliato tutto – tutto. La sua era una vita – come si suol dire, rovinata. Ma siccome neppure agli inizi era stata un gran che, perché prendersela?
Eppure, come siamo ancora simpatici, nonostante tutto.
Una carogna col passar del tempo produce disprezzo.
Tutti i bambini hanno le guance e tutte le madri adoperano la saliva per pulirli teneramente. Queste cose o contano o non contano. Dipende dall'universo, da cos'è. ricordi così acuti probabilmente sono sintomi di disordine. Per lui, pensare sempre alla morte era peccato. Passa col carro e l'aratro sulle ossa dei morti.
Herzog scrisse: Non capirò mai che cosa vogliono le donne. Che cosa diavolo vogliono. Mangiano verdura cruda, e bevono sangue umano.
Per me, i soldi non sono un mezzo. Sono io il mezzo dei soldi. Passano attraverso di me – tasse, assicurazioni, ipoteche, mantenimenti dei figli, affitti, parcelle legali. Tutto questo dignitoso sbagliare costa un occhio.
Ma sono diligente. Mi ci metto di buona voglia e do prova di costante miglioramento. Sarò senz'altro in grandissima forma sul mio letto di morte. I buoni muoiono giovani, ma io sono stato risparmiato affinché mi possa preparare e perfezionare in modo da poter finire buono come il pane.
Se tu ci hai un buon posto, diciamo quindicimila bigliettoni all'anno, e l'assicurazione contro le malattie, e il fondo pensione, e forse anche qualche titoluccio in banca, perché non dovresti essere pure radicale? La gente che sa leggere si appropria del meglio che trova nei libri e poi se ne adorna come pare facciano certi granchi quando s'agghindano di alghe per imbellirsi.
Ma qual è la filosofia di questa generazione? Non è che Dio è morto, questo punto è già stato sorpassato molto tempo fa. Forse bisognerebbe formularlo così: la Morte è Dio. Questa generazione pensa – ed è il non plus ultra dei suoi pensieri – che nulla che sia fedele, vulnerabile, delicato può durare o avere un vero potere.
Il Circolo Bellarosa – Citazioni
La memoria è vita. (p. 9)
A me stanno a cuore sentimenti e desideri e nostalgie; e la memoria emotiva non è qualcosa di comparabile alla balistica o, che so, a un prodotto nazionale lordo. (p. 11)
I sintomi di memoria tenace, nel prossimo, raramente mi sfuggono. Chiedo sempre, però, che uso fa la gente delle proprie rimembranze. La capacità di mandare a mente le cose, di immagazzinarle, di ricordare i dati meccanicamente, anche se insolitamente sviluppata, poco mi interessa. (p. 46)
Ci sono assassini che non riescono a rammentarsi dei loro delitti poiché non nutrono alcun ineresse per l'esistenza o la non-esistenza delle loro vittime. Quindi, cari allievi, solo temi pertinenti assicurano il completo ricordo. (p. 101)
Il dono di Humbolt – Citazioni
"Una volta dicesti che sarebbe interessante andare in giro pel mondo a intervistare tutti questi dittatori di seconda, terza o quarta classe: i vari generali Amin, i Gheddafi, e compagnia bella." "Ti farebbero annegare in una vasca di pesci rossi, se solo sospettassero che li definisci di terza classe." "Non essere sciocco, non lo direi mai apertamente. Sono leaders del mondo in sviluppo."
"Bisogna, ogni tanto, appoggiare l'orecchio al suolo." "Ogni volta che ci provo, non ottengo altro che un orecchio sporco" dissi io.
La libertà è qualcosa che incute, veramente, terrore. E così pure la modernità. Questo è ciò che ha reso sconcertante e mostruosa, agli occhi del mondo, l'America. Ed è anche ciò che ha reso certi paesi, agli occhi degli americani, disperatamente noiosi, monumentalmente plumbei.
Come il malvagio scappa anche quando nessuno l'insegue, così il borghese si difende anche quando nessuno l'accusa. Hanno invocato a gran voce la libertà, ne sono stati inondati e sommersi. Non resta più nulla, tranne qualche tronco d'albero alla deriva, relitti psicoterapeutici cui aggrapparsi.
Poiché esser appieno consci di sé come individui significa anche esser separati da tutto il resto. Questo è il regno amletico dello spazio infinito in un guscio di noce, di qui discende che tutto è "parole, parole, parole", e che "la Danimarca è una prigione". (p. 204)
Frasi da «Il pianeta di Mr. Sammler»
Una società di massa non produce grandi criminali. E questo lo si deve alla divisione del lavoro in tutta la società che ha distrutto radicalmente l'idea della responsabilità generale. (p. 16)
L'idea di far sembrare il grande crimine del secolo come qualche cosa di poco interessante è banale. Politicamente, psicologicamente, i tedeschi avevano un'idea che consideravano scaturita dal genio. La banalità non era che camuffamento. (p. 18)
La banalità è il travestimento di una potentissima volontà tesa ad abolire la coscienza. (p. 18)
Il sistema esige la mediocrità, non la grandezza. Il sistema è basato sul lavoro. Il lavoro connesso all'arte è banalità. (p. 19)
Oggi Sammler se lo ricordava come un piccolo Limey di basso ceto, e come un uomo che stava invecchiando e la cui abilità e forza di attrazione erano in declino. E nell'agonia di separarsi per sempre dai seni, dalle bocche e dai preziosi fluidi sessuali delle donne, il povero Wells, il maestro naturale, l'emancipatore del sesso, l'individuo spiegante, il benedicente compassionevole dell'umanità, alla fine non poteva che inveire e mandare tutti al diavolo. S'intende, quelle cose le scrisse durante la malattia dei suoi ultimi giorni, orribilmente depresso dalla Seconda Guerra Mondiale. (p. 28)
La compagnia di quell'uomo era molto gradevole. Inoltre sembrava che conversare con me gli piacesse. Quanto alle sue opinioni, era semplicemente una massa di opinioni intelligenti. Ne esprimeva il maggior numero possibile, e in qualsiasi momento, sempre. Tutto quel che diceva, prima o poi, lo trovavo in forma scritta. Era come Voltaire, un grafomane. Il suo cervello era eccezionalmente attivo, pensava delle cose molto bene. Come "La scienza è il cervello della razza". (p. 29)
I popoli sconfitti tendono a essere spiritosi. (2009)
Frasi da «Il re della pioggia»
Uno studioso dell'anima umana, mi spiegò un giorno che scatenando la propria ira sulle cose inanimate, non solo si risparmiano quelle vive – e questo è il dovere di una persona civile – ma anche ci si libera della robaccia che è in noi. (p. 27)
L'Africa mi toccò l'animo già durante il volo: di lassù pareva un antico letto d'umanità. E a 4000 metri di altezza, seduto sulle nubi, mi pareva d'essere un seme portato dal vento. (p. 45)
Lo spirito della persona è in un certo senso autore del corpo. (p. 238)
La paura governa il genere umano. Il suo è il più vasto dei domini. Ti fa sbiancare come una candela. Ti spacca gli occhi in due. Non c'è nulla nel creato più abbondante della paura. Come forza modellatrice è seconda solo alla natura stessa. (258)
Le tigri dell'ira sono più sagge dei cavalli della sapienza. (p. 260)
La fantasia è una forza della natura. Non basta questo a riempire un uomo di estasi? Fantasia, fantasia, fantasia. (p. 272)
Un uomo può fare molte cose strane, ma fin quando non ha una teoria in proposito, noi lo perdoniamo. Se invece dietro le sue azioni c'è una teoria, tutti gli danno addosso. (p. 276)
In un'epoca di pazzia, immaginare d'essere immuni dalla pazzia è una forma di pazzia. (2014)
La sofferenza è forse l'unico buon mezzo per rompere il sonno dello spirito. (2014)
Frasi da «Le avventure di Augie March»
La morte scredita. Il più grande successo è sopravvivere.
L'uomo che si annoia fa più strada degli altri. Ti rispettano, quando ti annoi.
Se c'è una cosa di cui sono sicuro è che questo mondo non basta di certo, e se non c'è altro se lo possono riprendere tutto intero.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026