Ritratto di Senofonte
Carole Raddato · CC BY-SA 2.0

Frasi

Frasi di Senofonte

13 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 13 citazioni di Senofonte, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Senofonte (storico e filosofo ateniese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Senofonte

Ho pensato talvolta che Sparta, città tra le meno popolate, fu la più potente e la più rinomata in Grecia; e mi sono meravigliato di come ciò sia accaduto. Ma quando ho considerato gli ordinamenti spartani, non mi sono più stupito. (da Costituzione degli Spartani, 1,1)
Citato in Luciano Canfora, Storia della Letteratura Greca, Laterza, p. 291. ISBN 88-421-0205-9
La migliore educazione alle pratiche di guerra.
Da Caccia con i cani, 12; citato in Pietro Li Causi, Note a Plutarco, De sollertia animalium, in Aa. Vv., L'anima degli animali, Einaudi, Torino, 2015, p. 474. ISBN 978-88-06-21101-1
Molti dicendo cose giuste fanno cose ingiuste.
Da I Memorabili di Socrate, 4, 10.

Frasi da «Anabasi»

O mare, o mare! (IV, 7, 24; 2009)
Personalmente, amici, ho maturato questa convinzione: quelli che in guerra cercano di salvare la pelle a ogni costo, quasi sempre muoiono di una morte miserabile e vergognosa; invece quanti hanno compreso che la morte è cosa comune a tutti gli uomini e inevitabile e si battono per morire nobilmente, costoro, a quanto vedo, arrivano più facilmente alla vecchiaia e, finché vivono, conducono una vita più felice. Bisogna che anche noi ci rendiamo conto di questa verità, dato che siamo giunti al momento decisivo; quindi dobbiamo essere valorosi noi stessi e incitare al valore gli altri. (III, 1, 43-44; 2002)
Anche noi [...] moriremo tutti quanti: ma è una buona ragione per seppellirci vivi? (V, 8, 11; 2002)

Scheda del libro «Anabasi»

Frasi da «Ciropedia»

Ho pensato talvolta quanti regimi democratici sono stati abbattuti da chi preferiva qualunque altro regime piuttosto che la democrazia; e ancora quante monarchie e oligarchie sono state distrutte dalle fazioni popolari, e che, di quanti hanno tentato di farsi tiranni, alcuni furono fatti fuori immediatamente, altri invece – indipendentemente dalla durata del loro governo – sono stati ammirati come saggi e felici [...] Considerando tutto questo mi ero convinto che un nato uomo su qualunque animale può governare fuorché su altri uomini. Ma quando riflettuto che c'era stato Ciro [...] fui costretto a ravvedermi. (I, 1, 1-3)
In quasi tutte le città ciascuno è lasciato libero di educare i propri figli come gli pare, di modo che, da adulti, essi vivono a loro piacimento; solo a educazione ormai avvenuta il pongono dinanzi ai divieti: non rubare, non saccheggiare, non entrare a forza in casa altrui, non battere chicchessia ingiustamente, non commettere adulterio, non disobbedire ai magistrati e così via. E prevedono pene per coloro che commettono una di queste trasgressioni. (I, 2,2)
Citato in Luciano Canfora, Storia della Letteratura Greca, Laterza, p. 293. ISBN 88-421-0205-9
Eppure si deve sapere che un uomo non ha protezione migliore del proprio coraggio e della propria valenza: questa è la scorta che occorre! Chi non ha per compagna la virtù si merita solo calamità. (VII, 5,84)

Scheda del libro «Ciropedia»

Frasi da «Elleniche»

Ermone di Megara, il pilota gli ordini di Callicratida, disse che sarebbe stato opportuno ritirarsi perché le triremi ateniesi erano assai superiori di numero, ma Callicratida rispose che Sparta non sarebbe stata peggio governata se egli fosse morto, ma aggiunse che la fuga era invece atto di inammissibile disonore. (I, 6, 32)
Ovunque tra questa gente il discorso cadesse sugli spartiati, nessuno faceva mistero che li avrebbe volentieri divorati, anche crudi. (III, 3, 6)
Quando gli si chiese il motivo della cospirazione, rispose che non voleva essere inferiore a nessuno a Sparta. (III, 3, 11)

Scheda del libro «Elleniche»

Dicono di Senofonte

Se ne togliete le osservazioni militari, che rivelano maggior perizia o almeno maggiore concentrazione della mente sul particolare obbietto dell'arte di combattere, pel rimanente io non saprei scoprire nelle citate opere di Senofonte una mente più positiva di quella di Tucidide, una mente che guarda più addentro nei visceri della società, e che pone a nudo quei principii che lì dentro ha . Basti il dire che l'ossequio per gli dei accieca Senofonte a segno da fargli tutto riferire alle cause soprannaturali e da togliergli la possibilità di vedere quelle naturali.
Nicola Marselli

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026