Frasi
Frasi di Sergej Luk'janenko
11 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 11 frasi di Sergej Luk'janenko: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Sergej Luk'janenko (scrittore russo). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Frasi da «I guardiani della notte»
Noi siamo Altri, / noi serviamo forze diverse, / ma nel Crepuscolo non vi è differenza / tra assenza di tenebre e assenza di luce. / La nostra lotta può annientare il mondo. / Noi stipuliamo il Grande Patto di tregua. / Ogni parte vivrà secondo le proprie leggi, / ogni parte avrà i propri diritti. / Noi limitiamo i nostri diritti e le nostre leggi. / Noi siamo Altri. / Noi costituiamo la Guardia della Notte / affinché le Forze della Luce / controllino le Forze delle Tenebre. / Noi siamo Altri. / Noi costituiamo la Guardia del Giorno / affinché le Forze delle Tenebre / controllino le Forze della Luce. / Il tempo sarà arbitro.
L'amore è felicità, ma solo quando puoi credere che sia per sempre. E anche se ogni volta questa promessa di eternità si rivela una menzogna, è l'unica in grado di dare forza e gioia all'amore.
Molto sapere... molto dolore. Come avrei voluto ignorare l'inevitabile futuro! Ignorarlo... e amare, senza calcoli, come un semplice essere mortale.
E cosa mi riserva il caso? / Tutto si deciderà poi, per qualcuno lui è nessuno. / Per me è il signore, / me ne starò nel buio, per qualcuno io sono un'ombra / per altri sono invisibile.
Ballo fuori tempo, ogni cosa faccio fuori tempo, / e non me ne preoccupo. / Oggi sono come la pioggia che non cessa mai, / come un fiore che non sboccia mai, / io, io, io sono invisibile. / Io, io, io sono invisibile. / I nostri volti sono come fumo, fumo / e nessuno sa come vinceremo...
– Un mago delle Tenebre può anche risanare, un mago della Luce anche uccidere – dissi. – È la verità. Sai qual è la differenza tra la Luce e le Tenebre?
– No. Non so perché, ma non ce la insegnano. Forse è difficile da formulare?
– Non è affatto difficile. Se pensi soprattutto a te, ai tuoi interessi, la tua strada ti porta verso le Tenebre. Se pensi agli altri, sei in cammino verso la Luce.
– Ed è lungo questo cammino verso la Luce?
– Dura tutta la vita.
– Queste sono solo parole, Anton. Giochi di parole. Che cosa dice un vecchio mago delle Tenebre a un novellino? Probabilmente parole altrettanto belle e giuste...
– Sì. Sulla libertà. Gli dice che ciascuno, nella vita, occupa il posto che si è meritato. Che l'abbandonarsi alla pietà umilia, che il vero amore è cieco, che la bontà autentica è inerme, che la libertà reale è libertà da tutto e tutti.
– E non è vero.
– No. È una parte della verità. Sveta, noi non possiamo scegliere una verità assoluta. La verità ha sempre due volti. Tutto quello che abbiamo è il diritto di rifiutare la menzogna che ci ripugna di più.
È così facile rivolgere gli umani alla Luce o alle Tenebre, ma loro sono felici soprattutto quando gli si permette di essere se stessi.
È la guerra. E la guerra è sempre criminale. Sempre, in tutti i tempi, sarà occasione non solo di eroismi e sacrifici, ma anche di tradimenti, vigliaccherie, colpi alle spalle. Evitare questi aspetti quando si combatte è semplicemente impossibile. Vorrebbe dire avere già perso prima di cominciare.
Dove inizia l'amore, la Luce e le Tenebre finiscono.
Questa notte come un fiore meraviglioso si schiuderà la felce, / questa notte gli spiriti domestici faranno ritorno, / nubi dal Settentrione, venti dal Sud, / vuol dire che presto una strega mi farà un cenno. / Vivo in attesa di un miracolo come una Mauser nella fondina, / proprio come se fossi un ragno sulla ragnatela, / proprio come un albero nel deserto, / proprio come una volpe nera in una tana.
Fuggivo attraverso il cannocchiale dagli occhi impauriti dei bambini, / volevo andare a letto con una ninfa / ma non sapevo come fare, / volevo tornare in tram ed entrare dalla tua finestra, / il vento soffia dalle periferie, tutto ormai ci è indifferente, / il vento soffia dalle periferie e tutto ormai ci è indifferente. / Sii la mia ombra, gradino che scricchiola, domenica / a colori, pioggia di funghi, / sii la mia divinità, succo di betulla, corrente elettrica, / fucile ricurvo. / Sapevo che tu sei il vento, che tu soffi sul mio viso, e io rido, / non voglio separarmi da te senza lottare, finché tu / mi sogni. / Sii la mia ombra...
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026