Frasi
Frasi di Stefano Boeri
9 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 9 frasi di Stefano Boeri: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Stefano Boeri (architetto, urbanista, teorico dell'architettura, accademico e politico italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Stefano Boeri
La Torre è l'invenzione di una nuova architettura. Fu il primo grattacielo progettato con quella forma a fungo, nessuno prima aveva mai ideato un edificio del genere. Opera controversa? Macché. Ne siamo tutti orgogliosi e fieri.
Una casa per gli alberi abitata dagli uomini.
Ci sono alcuni edifici che non possono essere ricostruiti, né imitati, e che al contrario continuano a vivere nella loro assenza. Le Torri Gemelle sono tra questi. Quei due edifici privi di dettagli di qualità si imposero fin da subito per la loro forza. Non solo: riuscivano a giocare molto bene con la prospettiva, a dialogare con il resto degli edifici, rappresentavano uno strumento di orientamento da qualsiasi parte della città.
Bisogna lanciare un forte messaggio simbolico/estetico rispondendo alla paura e al terrorismo non con new jersey o pilomat, ma con una struttura che sia in grado allo stesso tempo di ospitare un albero e di proteggere le persone.
Dal mio amico Celentano alla vecchia sinistra, in nome della nostalgia in tanti dicevano di non volere edifici sviluppati in altezza, ma in realtà non volevano costruire nulla. In campagna elettorale anche Pisapia era con loro. Non volevano neppure l'Expo che oggi riassume in sé la rinascita. Io non ho condiviso l'acquisto dei terreni ad un valore sedici volte più alto di quello agricolo, un affare per i proprietari. Ma l'Expo ha il merito di avere mostrato al mondo che Milano era ridiventata Milano.
È nelle città [...] che si devono trovare le soluzioni per invertire i meccanismi che ci stanno portando all'autodistruzione: è compito dell'architettura creare gli spazi per la coesistenza delle diversità, biologiche e culturali, spazi che intensificano le relazioni, spazi che moltiplicano la vita.
Ho una foto del maggio 1968 che misi in copertina su Domus dove c'è De Carlo che sembra Lenin: affronta i situazionisti, i maoisti, gli agitatori "dalla faccia cagnazza" avrebbe detto Gadda. E tra loro si vedono, nientemeno, Giò Pomodoro, Emilio Isgrò, Franco Fortini, Franco Cerri, Enzo Mari, Ernesto Treccani... In mezzo c'è De Carlo, fragile e duro. Cerca di convincerli a non occupare la Triennale.
In una sola tavola ritroviamo la dinamicità degli eventi (spesso drammatici o tragici), la descrizione specifica degli spazi e l'emozione della ricostruzione quasi in tempo reale delle vicende umane. Tutto insieme.
[...] non è un esempio per l'architettura futura [...]. Il Burj Khalifa è diventato il simbolo di una grande sfida lanciata da una parte del mondo che allora e ancora oggi è in grande sviluppo economico e finanziario. È una prova di potenza muscolare: in un tempo relativamente breve è stato realizzato un edificio che raddoppia praticamente le Petronas Tower. C'è un discorso specifico da fare, però, con il Burj Khalifa: è un grattacielo che presenta alcuni problemi importanti. Non è facilmente abitabile, ci sono dei piani dove l'oscillazione dell'edificio è avvertita in maniera eccessiva. Ci sono delle questioni irrisolte, anche più tecniche, ma resta una sfida senza precedenti dal punto di vista tecnologico. A parte tutto, possiamo dire che quella prova di potenza muscolare è stata superata.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026