Ritratto di Stéphane Mallarmé
Paul Nadar · Public domain

Frasi

Frasi di Stéphane Mallarmé

19 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Stéphane Mallarmé raccolte in un'unica pagina: 19 frasi, divise per libro e argomento.

Stéphane Mallarmé (poeta, scrittore e drammaturgo francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Stéphane Mallarmé

Amo / l'orrore d'essere vergine, e io voglio / vivere nel terrore che mi danno / i miei capelli, e a sera, nel mio letto, / inviolato rettile, sentire / nell'inutile carne della pallida / tua chiarità il freddo scintillio, / tu che bruci di castità, o notte / bianca di ghiacci e di crudele neve! / E tua sorella solitaria, o eterna / sorella, a te il mio sogno salirà: / tale già, raro e limpido il mio cuore / che lo pensò, mi credo sola in questa / patria di tedio e tutto intorno a me / vive idolatra innanzi ad uno specchio / che riflette nell'acque addormentate / Erodiade e lo sguardo di diamante... / O estremo incanto, sì! ecco lo sento! Io sono sola.
Da Erodiade (Scena), in Poesie e prose, introduzione e note di Valeria Ramacciotti, traduzioni di Adriano Guerrini (Poesie) e Valeria Ramacciotti (Prose e Un colpo di dadi), Garzanti, Milano, 1992, pp. 63-64. ISBN 88-11-
Dare un più puro senso alle parole della tribù.
Da Le tombeau d'Edgar Poe.
È Poesia il sublime mezzo per il quale la parola conquista lo spazio a lei necessario: comporre versi è un'attività che si potrebbe definire testografica.
Da Quaderni postumi 1890/1898.
Evocare, in un'ombra apposita, l'oggetto taciuto, con parole allusive, mai dirette, che si riducono a silenzio uguale, comporta tentativo vicino a creare...
Da Variations sur un sujet.
I governi cambiano, la prosodia resta sempre intatta.
Da La musica e le lettere.
Il casuale dev'essere bandito dall'opera moderna, e può essere soltanto simulato.
Da Le poesie di Edgar Poe.
Il mondo è fatto per finire in un bel libro.
Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, Milano, 2013. ISBN 9788858654644.
Il puro sole che ripone / troppa luce per discernervi / toglie abbagliato la camicia / del vetraio dal suo groppone.
Da Il vetraio, Canzonette, VI, in Poesie e prose, introduzione e note di Valeria Ramacciotti, traduzioni di Adriano Guerrini (Poesie) e Valeria Ramacciotti (Prose e Un colpo di dadi), Garzanti, I grandi libri, Milano, 19
La carne è triste, ahimè! e ho letto tutti i libri.
Da Tutte le poesie, a cura di Massimo Grillandi, Newton e Compton, Roma, 1990.
La piega non tagliata del libro invita ancora a quel genere di sacrificio che fece sanguinare i bordi rossi degli antichi volumi; l'uso di una lama o di un tagliacarte ne sancisce l'appropriazione.
Citato in Roger Cohen, Cari baby boomer, fatevene una ragione i social network non sono il demonio, traduzione di Anna Bissanti, repubblica.it, 23 gennaio 2014.
Mi figuro per un inestirpabile senza dubbio pregiudizio di scrittore che nulla resterà non detto.
Da Variations sur un sujet.
Nominare un oggetto equivale a sopprimere i tre quarti del godimento della poesia, che è dato dall'indovinare poco a poco: suggerirlo, ecco il sogno.
Da Sur l'évolution littéraire.
Non me lo sarei mai aspettato! La musica prolunga l'emozione del mio poema ed evoca le scene con maggior brillantezza di qualsiasi colore.
Citato in AA.VV., Il libro della musica classica, traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 231. ISBN 9788858022894
Non si scrive un poema con le idee, ma con le parole.
[...] o Morte, unico bacio alle bocche taciturne!
Da La Scalogna, v. 12, in Poesie, traduzione di Luciana Frezza, Feltrinelli, Milano, 2017. ISBN 9788858855041
Un appetito da alligatore / di giovane tarabuso il vigore / un cappello in pelo di | con una voce da stentore / è tutto snocciolato il signor Vittore. / (Per Vittore il quale dubitava che esistessero delle rime in «ore»)
Da Dediche, autografi, invii diversi, LXIX, in Tutte le poesie, a cura di Massimo Grillandi, Newton, Grandi Tascabili, Roma, 1990, p. 371.

Dicono di Stéphane Mallarmé

Mallarmé è intraducibile anche in francese.
Jules Renard
Un ventaglio, volatrice che / Fu delizia delle immiti estati, / D'un fresco colpo d'ala ha sfiorato / l'uccello della tazza di tè.
Raymond Radiguet
Viveva allora in provincia facendo il professore d'inglese, ma frequentava spesso Parigi. Fornì al Parnasse versi di una novità che fece scandalo sui giornali. Preoccupato certo! della bellezza, considerava la chiarezza come una grazia, secondaria, e affinché il suo verso fosse molteplice, musicale, raro, e, quando abbisognava, languido o eccessivo, ridicolizzava tutti per piacere ai raffinati, di cui era, lui, il più difficile.
Paul Verlaine

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026