Ritratto di Sylvia Plath
Giovanni Giovannetti/Grazia Neri · Public domain

Frasi

Frasi di Sylvia Plath

16 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 16 frasi di Sylvia Plath: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Sylvia Plath (poetessa e scrittrice statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Sylvia Plath

Non c'è via d'uscita dalla mente?
Da Apprensioni, in Opere.
Non sono un'ombra, / benché un'ombra si allunghi dai miei piedi. Sono una moglie.
Da Tre donne, in Opere.
Tutte le donne amano il fascista.
Da Papà, in Opere.

Diari

Ho solo bisogno di lavorare, di scoperchiare le profonde miniere dell'esperienza e dell'immaginazione, lasciare che le parole vengano da sole e dicano tutto, ascoltando se stesse e saggiandosi.
La scrittura resta: se ne va in giro per il mondo per conto suo.
Leggi un racconto. Pensa. Puoi farlo. Soprattutto, non devi continuamente fuggire nel sonno - dimenticare i dettagli - ignorare i problemi - costruire barriere fra te e il mondo e tutte quelle ragazze allegre e brillanti - coraggio, pensa - tirati fuori. Abbi fede in qualche forza benefica che sta oltre il tuo io limitato. Dio, dio, dio: dove sei? Ti voglio, ho bisogno di te: di credere in te e nell'amore e nell'umanità. Non devi cercare una via di fuga in questo mondo. Devi pensare.
Voglio scrivere perché sento il bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione ed espressione della vita.

Frasi da «La campana di vetro»

[...] se nevrotico vuol dire desiderare contemporaneamente due cose che si escludono a vicenda, allora io sono nevrotica all'ennesima potenza. (p. 92)
Vidi la mia vita diramarsi davanti a me come il verde albero di fico del racconto.
Dalla punta di ciascun ramo occhieggiava e ammiccava, come un bel fico maturo, un futuro meraviglioso. Un fico rappresentava un marito e dei figli e una vita domestica felice, un altro fico rappresentava la famosa poetessa, un altro la brillante accademica, un altro ancora era Esther Greenwood, direttrice di una prestigiosa rivista, un altro era l'Europa e l'Africa e il Sudamerica, un altro fico era Constantin, Socrate, Attila e tutta una schiera di amanti dai nomi bizzarri e dai mestieri anticonvenzionali, un altro fico era la campionessa olimpionica di vela, e dietro e al di sopra di questi fichi ce n'erano molti altri che non riuscivo a distinguere.
E vidi me stessa seduta alla biforcazione dell'albero, che morivo di fame per non saper decidere quale fico cogliere. Li desideravo tutti allo stesso modo, ma sceglierne uno significava rinunciare per sempre a tutti gli altri, e mentre me ne stavo lì, incapace di decidere, i fichi incominciarono ad avvizzire e annerire, finché uno dopo l'altro si spiaccicarono a terra ai miei piedi. (p. 111)
[...] dovunque mi fossi trovata, sul ponte di una nave o in un caffè di Parigi o a Bangkok, sarei stata sotto la stessa campana di vetro, a respirare la mia aria mefitica. (p. 167)
[...] gli avevo detto che credevo nell'inferno, e che certe persone, io per esempio, erano condannate a vivere all'inferno durante la vita, per compensare il fatto di non andarci dopo morte, visto che non credevano nell'aldilà, e che dopo la morte a ciascuno succede quello in cui aveva creduto. (p. 180)

Scheda del libro «La campana di vetro»

Poesie

Morire / è un'arte, come ogni altra cosa. / Io lo faccio in un modo eccezionale. / Io lo faccio che sembra come inferno. / Io lo faccio che sembra reale. / Ammetterete che ho la vocazione.
Da Lady Lazarus, Ariel, pp. 15-17.
Qui finiva la terra: le estreme dita, nocchiute e reumatiche, / rattrappite sul nulla. Ammonitori / neri dirupi, e il mare che esplode / senza fondo, o alcunché d'altro al di là, / bianco di visi d'annegati. / Adesso è soltanto tetro, un ammasso di rocce – / soldati sbandati di vecchie, confuse guerre. / Il mare gli cannoneggia gli orecchi, ma loro non mollano. / Altre rocce nascondono i loro rancori sott'acqua. // Il precipizio ha un orlo di stelle, trifogli e campanule / ricamate si direbbe da dita, prossime a morte, / piccole al punto che quasi sfuggono alle brume. / Le brume sono parte dell'antico armamentario – / anime, rotolate nel cupo lamento del mare. // Cancellano le rocce, poi le rifanno alla luce. / Salgono senza speranza, come sospiri. / Ci passo in mezzo, mi riempiono la bocca di cotone. / E quando me ne libero sono imperlata di lacrime.
Da Finisterre, Attraversando l'acqua, p. 193.
Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti. / Qualunque cosa io veda subito l'inghiottisco / tale e quale senza ombra di amore o disgusto. / Io non sono crudele, ma soltanto veritiero – / quadrangolare occhio di un piccolo iddio.
Da Specchio, Attraversando l'acqua, p. 209.
Non si fa carriera a avventurarsi / lancia in resta contro il drago, / lui stesso rinsecchito in questi ultimi tempi / per mancanza d'azione a uno spessore di foglia: / la storia ha battuto l'azzardo.
Da Tempi normali, Il colosso, p. 239.

Dicono di Sylvia Plath

Sylvia Plath! Interessante poetessa il cui suicidio fu erroneamente giudicato romantico dalla rassegna di Pesca e Caccia! (Io e Annie)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026