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Caduta di Kabul (2021): frasi e citazioni

52 citazioni di 22 autori

Che cosa hanno detto scrittori, filosofi e poeti su caduta di kabul (2021)? Ecco 52 citazioni con l'autore di ciascuna.

Frasi su «caduta di kabul (2021)»

A Kabul, dopo la vigliacca fuga dei Paesi Occidentali, torna a sventolare la bandiera dei tagliagole islamici e degli assassini talebani. Terrorismo, violenze, paura e immigrazione clandestina all’orizzonte, quanto aveva ragione Oriana Fallaci!
Matteo Salvini
Il fallimento avrebbe dovuto essere riconosciuto prima. [...] Quello che conta ora è imparare la lezione e, almeno, non ripetere errori come questo.
Michail Gorbačëv
L'Unione sovietica, anche in seguito al fallimento afghano, ha smarrito la sua rivoluzione, ed è ritornata a essere la Russia. E gli Stati Uniti sono in un questo momento castigati. Sono prudenti poiché lasciano di gran fretta il campo in cui erano impegnati. I loro alleati afghani (300mila negli effettivi ufficiali) esibivano cifre false. Molti battaglioni che esistevano sulla carta ricevevano aiuti americani senza avere un solo soldato.
Bernardo Valli
La fuga da Kabul e il dramma di un popolo. Un ventennio di scelte sbagliate di cui anche noi purtroppo siamo stati parte. L'Occidente esce a pezzi. E siamo solo all'inizio nel conto dei disastri.
Enrico Letta
La presa di Kabul da parte dei Talebani è una colossale figura di merda degli USA e dei loro alleati occidentali, tra cui l'Italia che ha perso vite umane e ingenti risorse in 20 anni che potevano essere diversamente allocate per il nostro popolo.
Marco Rizzo
La sconfitta dell'esercito degli Stati Uniti e il suo ritiro dall'Afghanistan devono essere utilizzati come un'opportunità per rilanciare la pace e la sicurezza nel Paese in modo definitivo.
Ebrahim Raisi
Le lancette del tempo non vanno riportate indietro di vent'anni. Ma di altri venti ancora. Quando gli Stati Uniti pur di eliminare un governo liberamente eletto dagli afghani ma che aveva la "colpa" di essere vicino all'Unione Sovietica, decisero di finanziare, addestrare, armare i miliziani fondamentalisti di Osama bin Laden. Quarant'anni dopo, l'America fa i conti con la rivincita della Storia, molto più di un fallimento politico e militare.
Luciano Canfora
Non appena gli Usa e l'Italia hanno fatto le valigie smammando da Kabul, è successo un casino infernale. Nel senso che gli invasati maomettani hanno ripreso in mano le redini dell'Afghanistan riconquistando l'intero territorio. Ciò dimostra in modo plateale che la missione militare statunitense e tricolore non è servita a un tubo. Sono state sprecate varie vite umane e molti miliardi al fine di rimediare un clamoroso fallimento. Proprio un bel colpo da deficienti.
Vittorio Feltri
Non serve discutere con Biden ora, lasciamo che la digerisca. Noi afghani dobbiamo dimostrare che questo non è il Vietnam e i Talebani non sono affatto i Vietcong. A differenza di Usa e Nato, non abbiamo perso lo spirito e vediamo grandi opportunità davanti a noi. Gli inutili avvertimenti sono finiti, UNISCITI ALLA RESISTENZA.
Amrullah Saleh
Osserviamo completamente scioccati mentre i talebani prendono il controllo dell’Afghanistan. Sono profondamente preoccupata per le donne, le minoranze e i difensori dei diritti umani. I poteri globali, regionali e locali devono chiedere un cessate il fuoco immediato, fornire urgenti aiuti umanitari e proteggere i rifugiati e i civili.
Malala Yousafzai
Questa non è Saigon. [...] Siamo andati in Afghanistan 20 anni fa con una missione e quella missione era regolare i conti con chi ci ha attaccato l'11 settembre. Abbiamo portato a termine questa missione.
Tony Blinken
Voglio congratularmi con gli afghani musulmani per questa grande vittoria, soprattutto con i resistenti a Kabul e voglio anche avvisare e chiedere che tutti i mujaheddin che abbiamo raggiunto una situazione insperata e unica, e che ciò è successo grazie all'aiuto di Dio e questo non ci deve rendere arroganti.
Abdul Ghani Baradar
Gli insorti si sono impadroniti delle principali città senza nemmeno dover combattere. Kabul si è arresa. Nel frattempo, il presidente del Paese è fuggito all'estero. L'esercito regolare afghano è così corrotto che non ha opposto resistenza. Ha consegnato il Paese a una banda di uomini armati fino ai denti, pronti a imporre le proprie regole sul funzionamento di una società in cui le donne sono considerate schiave degli uomini.
Tahar Ben Jelloun
Per ordine di Joe Biden, gli americani, dopo vent'anni di presenza, si sono ritirati da questo pantano. Ci si chiede perché si siano imbarcati in questa avventura. I vari leader americani non hanno tratto alcuna lezione dalla sconfitta in Vietnam.
Tahar Ben Jelloun
Il mondo ha assistito al crollo di un esercito e di uno stato in pochi giorni. Si dice che alcuni governatori abbiano negoziato con gli insorti per fuggire, lasciando le città aperte ai talebani. Il male viene da lontano. La corruzione e la mancanza di legittimità dei governanti hanno contribuito alla rapida vittoria dei talebani.
Tahar Ben Jelloun
Il silenzio del mondo musulmano ha sorpreso tutti. Un paese, una società, sono caduti nelle mani di persone che non sanno nulla dell'Islam e della sua filosofia. La vittoria dei talebani è il trionfo dell'oscurantismo religioso, la sottomissione delle donne e la fine della cultura. E tutto questo viene imposto a un popolo in nome dell'Islam.
Tahar Ben Jelloun
Dovevo scegliere tra rispettare un accordo ereditato dal presidente Trump o continuare a combattere i Talebani. Ma quante altre vite americane dovremmo sacrificare? Noi abbiamo dato agli afghani tutti gli strumenti per difendersi, ma non gli possiamo dare la volontà di combattere. (16 agosto 2021)
Joe Biden
Ho autorizzato che ci fossero 6mila soldati americani per mettere in sicurezza l'aeroporto a Kabul, eravamo pronti a qualsiasi evenienza. Già dallo scorso marzo avevamo avuto avvertimenti dai talebani. La nostra operazione ci ha permesso di far volare fuori dal Paese 6mila americani e migliaia di persone che non volevano rimanere, interpreti e altri. Oggi 100-200 americani sono rimasti in Afghanistan, persone in possesso di doppia cittadinanza che inizialmente volevano rimanere. Non c'è nessuna scadenza: noi siamo impegnati a farli uscire, se loro lo vogliono. (31 agosto 2021)
Joe Biden
Il governo e l'esercito afghano, addestrato dagli Usa e dalla Nato, non hanno resistito. La valutazione sulle loro capacità non è stata accurata. I talebani si sono impegnati pubblicamente nel concedere corridoi umanitari ai lavoratori, anche a chi ha collaborato con l'Occidente. Noi non ci fidiamo di loro ma ci fidiamo delle loro azioni, e abbiamo molte cose per convincerli a rispettare l'accordo. (31 agosto 2021)
Joe Biden
A chi dice che dovevamo continuare come stavamo facendo dico che tutto era cambiato. Il mio predecessore aveva preso accordi, e c'era una scadenza, il 1 maggio. I talebani stavano arrivando, e potevamo o rispettare l'accordo o inviare altri soldati e continuare con la guerra: l'obiettivo della missione era stato raggiunto. L'interesse nazionale per me è che l'Afghanistan non sia più un porto sicuro per lanciare attacchi contro gli Usa. (31 agosto 2021)
Joe Biden
Il mio fondamentale obbligo da presidente è difendere l'America non da minacce del 2001, ma da quelle di oggi e di domani. Questo è il principio guida dietro la mia scelta. (31 agosto 2021)
Joe Biden
I talebani ce l'hanno fatta a rimuovermi, per evitare il bagno di sangue, ho pensato che fosse meglio partire.
Ashraf Ghani
I talebani hanno vinto il giudizio di spada e pistole e ora sono responsabili della tutela dell'onore, della ricchezza e dell'autostima dei connazionali. Ma hanno guadagnato la legittimità nei cuori? Mai nella storia il solo potere ha dato legittimità a nessuno e mai glielo darà.
Ashraf Ghani
Nonostante i talebani si fossero impegnati a non entrare a Kabul, si erano avvicinati al palazzo presidenziale. Non avevo paura della morte ma sono stato costretto ad andarmene per evitare spargimenti di sangue nella città e per proteggere Kabul dalla distruzione.
Ashraf Ghani
Tornerò presto. In passato molti governanti hanno lasciato l’Afghanistan nell’ora del bisogno e poi sono tornati.
Ashraf Ghani
Nei prossimi giorni, forse anni, ci ritroveremo inevitabilmente a discutere della sconfitta americana (e occidentale, per estensione) in Afghanistan. [...] Il meccanismo, dopo la Cina nel 1948 e il Vietnam nel 1975, si applica ormai anche all’Afghanistan. (16 agosto 2021)
Pierre Haski
Una generazione di afgani e soprattutto di afgane è cresciuta sotto questo “ombrello” americano e occidentale, con l’idea che tutto fosse ormai possibile. Una ragazza poteva scegliere se indossare il burqa o meno, così come poteva sposarsi in base alla propria scelta e decidere in merito alla propria sessualità. Questo sogno oggi va in frantumi, con il tradimento di tutti gli afgani che avevano creduto in questa promessa disastrosa. (16 agosto 2021)
Pierre Haski
La sconfitta in Afghanistan è un evento di grande portata, ma è altrettanto vero che la storia degli Stati Uniti ne è piena, a cominciare dalla caduta di Saigon del 1975, con cui in questi giorni viene avanzato spesso un parallelo. Va detto però che in Vietnam le perdite americane furono 27 volte superiori a quelle della guerra in Afghanistan. All’epoca il trauma fu enorme, ma non impedì agli Stati Uniti di restare una superpotenza. (31 agosto 2021)
Pierre Haski
La principale lezione che possiamo trarre dalla vicenda di Kabul è che Biden, nel solco di Barack Obama e Donald Trump, ha deciso che l’America non sarà più il gendarme del mondo. È una tendenza di fondo: la potenza degli anni novanta ha ridimensionato le sue ambizioni e ha ridefinito quelli che considera i suoi interessi strategici. (31 agosto 2021)
Pierre Haski
L’Afghanistan ha sollevato il problema dell’affidabilità delle garanzie degli Stati Uniti. Gli avversari di Washington esultano, a cominciare dai cinesi che fanno presente agli abitanti di Taiwan che non possono più contare sul sostegno americano. Ma davvero i vertici di Pechino pensano che gli Stati Uniti resterebbero passivi in caso di attacco cinese contro l’isola? Sarebbe una scommessa rischiosa. (31 agosto 2021)
Pierre Haski
Non avrei mai pensato di vedere i talebani prendere Kabul così velocemente come hanno fatto. Il mio primo pensiero è stato per le donne e le ragazze afghane: hanno già sofferto tantissimo e ora rischiano di perdere più di tutti dalla vittoria dei taleban.
Khaled Hosseini
Non c’è dubbio: gli afghani si sentono delusi e traditi ed è difficile dargli torto.
Khaled Hosseini
Ritengo che assisteremo a un esodo di massa degli afghani nelle settimane e nei mesi a venire. Lo stiamo già vedendo. Gli afghani sono sfollati già nel loro paese e ora scapperanno oltre i confini, verso l’Iran e il Pakistan. Spero che gli Stati Uniti e la comunità internazionale riconosceranno la gravità della crisi, impegnandosi a supportare gli sforzi dei paesi confinanti nel loro lavoro di accoglienza dei rifugiati. Spero anche che gli Usa si impegneranno ad accogliere in prima persona più rifugiati possibile. Gli Stati Uniti non devono abbandonare persone terrorizzate e disperate, in particolare donne e bambini che sono il gruppo più vulnerabile.
Khaled Hosseini
Popolo afgano, fratelli mujahidin, amici della libertà in tutto il mondo! La tirannia trionfa in Afghanistan. Nel chiasso e nel furore, s’instaura la schiavitù. Un’orribile vendetta si abbatterà sul nostro Paese martirizzato. Kabul sta già gemendo. La nostra patria è in catene. Tutto è perduto? No. Ho ereditato da mio padre, l’eroe nazionale e comandante Massud, la sua lotta per la libertà degli afghani. Questa lotta è ora mia, per sempre.
Ahmad Massoud
Mi rivolgo a tutti voi, in Francia, in Europa, in America, nel mondo arabo, o altrove, che ci avete aiutato tanto nella nostra lotta per la libertà, contro i sovietici in passato, contro i talebani venti anni fa: ci aiuterete ancora? Noi afghani siamo nella stessa situazione dell’Europa nel 1940. Siamo rimasti soli. Non ci arrenderemo mai.
Ahmad Massoud
Penso oggi alle parole del generale De Gaulle, che mio padre ammirava e che disse, dopo la disfatta dell’esercito francese, che la Francia aveva perso una battaglia ma non la guerra. Noi afghani non abbiamo nemmeno perso una vera battaglia, dato che Kabul non ha combattuto. I nostri combattenti, vecchi e giovani mujahidin, qui nel Panshir, hanno preso le armi.
Ahmad Massoud
Certo, c’è sorpresa per la velocità con cui questo è accaduto ma di fatto tutti sapevano che sarebbe successo, il che rende ancora più riprovevole che l’amministrazione Biden abbia scelto di perseguire questa strada.
Paul D. Miller
Ho passato dieci anni lì, prima come soldato in Afghanistan, poi come analista nella CIA e nello staff della Casa Bianca per la sicurezza nazionale. Ho lavorato per due presidenti. Oggi mi chiedo se tutti quegli sforzi siano valsi la pena.
Paul D. Miller
Penso che l’avanzata cosi veloce dei talebani sia stata dovuta a negoziazioni locali fra i talebani e i piccoli signori della guerra, della serie: quando arriverà il momento unitevi a noi o vi uccideremo tutti, comprese le vostre famiglie. Questo messaggio deve essere stato preparato per tempo, ecco perché è bastata una settimana per arrivare a Kabul.
Paul D. Miller
Gli Stati Uniti e i loro alleati credono in un mondo liberale e abbiamo cercato di portare questa visione in Afghanistan ma purtroppo abbiamo fallito. Adesso l’Afghanistan soccomberà alla visione del mondo dei talebani e dei signori della guerra che ha un parallelo con la visione totalitaria del partito comunista cinese o degli oligarchi russi. Io soffro all’idea che abbiamo inflitto una sconfitta non necessaria al mondo liberale.
Paul D. Miller
Quello che è accaduto questa settimana è una catastrofe che non sarebbe dovuta accadere. Avremmo dovuto dare all’Afghanistan un po’ più di tempo di pace relativa e aprire le porte a una significativa negoziazione coi talebani. Adesso abbiamo instabilità e insicurezza e non doveva accadere.
Paul D. Miller
Al Quaeda o gruppi similari troveranno rifugio in Afghanistan e nel Pakistan occidentale. Negli ultimi venti anni questi gruppi hanno avuto difficoltà a proliferare, non avevano molto spazio o tempo per reclutare nuove leve. Adesso lo avranno.
Paul D. Miller
La “causa” della democrazia non ha funzionato. L’Afghanistan era il primo passo per dimostrare al mondo che la democrazia può funzionare ovunque, inclusi i posti più remoti. Adesso questo ideale è stato spazzato via. Il mondo sarà un posto meno sicuro. Evitare di agire perché “tanto le cose non possono cambiare” renderà la vita delle persone che vivono in una condizione di crisi umanitaria ancora più difficile. Le implicazioni della guerra in Afghanistan si ripercuoteranno sul futuro per decadi a venire.
Paul D. Miller
Le forze dell'ordine stanno fronteggiando la nazione afgana. Hanno deposto le armi dopo la sconfitta, questa è stata una buona decisione per loro ma non c'è stato nessun ordine di arrendersi, è stata una scelta di queste persone di arrendersi.
Zabiullah Mujahid
Siamo entrati a Kabul senza pianificarlo, avevamo annunciato di aver pianificato l'entrata nelle aree limitrofe alla parte sud della città di Kabul e in quell'occasione parlammo con le autorità ma siamo stati costretti. Non eravamo un grande numero quindi forse qualcuno ha mandato delle segnalazioni di violenze. Pertanto, siamo stati costretti a mandare le nostre forze a Kabul, che non erano pronte a prendere in mano la città. Probabilmente alcuni problemi sono sopraggiunti in questo arco temporale e alcune persone hanno segnalato alcune violenze ma è stato un numero irrisorio, due o tre segnalazioni dall'aeroporto di Kabul, tutte nei confronti dei giornalisti ma non di più.
Zabiullah Mujahid
Sono felice che dopo 20 anni abbiamo ottenuto la nostra indipendenza nuovamente. Sono felice perché è una conquista geo-politica. È un buon momento perché abbiamo sconfitto la coalizione che ci attaccò e occupò il nostro paese.
Zabiullah Mujahid
La sconfitta americana in Afghanistan è immensamente più seria in termini simbolici ed anche in termini reali della caduta di Saigon e della capitolazione sovietica in Afghanistan. Saigon venne conquistata dalle truppe comuniste due anni dopo l’evacuazione di quelle americane, i mujaheddin impiegarono tre anni ad entrare a Kabul dopo il ritiro sovietico del 1989, Kabul, invece, è caduta in mano talebana tre settimane prima della data ufficiale del ritiro degli americani.
Loretta Napoleoni
Oggi il nuovo conflitto geopolitico, che potrebbe anche non rimanere freddo, è agli albori, siamo, insomma all’inizio della partita a scacchi tra Cina e suoi alleati da una parte e Stati Uniti ed alleati dall’altra. L’Afghanistan è un fante che Washington ha appena perso mettendo a rischio altre pedine.
Loretta Napoleoni
Negli Stati Uniti, dove c’è democrazia, la gente è stufa di pensare alle tragedie in terra straniera, agli americani della politica estera importa solo quando tocca il loro portafoglio. La maggioranza di loro concorda con Joe Biden che l’obiettivo delle guerre in Medio Oriente era far fuori Bin Laden ed al Qaeda non di trapiantare in questa regione i germogli della democrazia. E quindi è bene riportare i soldati a casa e smettere di spendere i soldi del contribuente per una guerra già vinta. Solo gli europei sembrano voler rimanere aggrappati a principi encomiabili come la difesa dei diritti umani, ma anche loro si limitano a fare petizioni su facebook ed a raccogliere collette.
Loretta Napoleoni
Bisognerebbe chiedersi se l'Occidente ha qualche scusante e ce ne sono poche oggi. Ci siamo impegnati per anni, cercando di portare l'Afghanistan sulla via della modernizzazione, e in qualche misura anche con dei risultati, dal punto di vista dei diritti e delle condizioni di vita. Ma solo fino a che avevamo interessi. Una volta che questi si sono ridotti, per varie ragioni, di politica interna ed estera, abbiamo trascurato il problema afghano.
Sergio Romano
Gli Stati Uniti stanno attraversando una fase in cui gli equilibri interni hanno grande rilievo, e quindi devono in qualche modo seguire l'opinione pubblica che voleva il ritiro dall'Afghanistan. Si potrebbe dire che gli Usa vivono una fase di ipersensibilità elettorale, e questo ha inciso sulle loro decisioni.
Sergio Romano
C'è da aspettarsi una nuova ondata migratoria. Anche se l'Unione europea mi pare non voler affrontare neppure questo tipo di problema. Eppure sarebbe proprio nell'interesse europeo trovare una soluzione.
Sergio Romano

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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026