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European Super League: frasi e citazioni

24 citazioni di 11 autori

24 frasi celebri sul tema european super league, da leggere, copiare e condividere citando sempre l'autore.

Frasi su «european super league»

Come sarà la geografia del calcio? [...] C'è chi teme la supremazia delle grandi, più ricche e quindi più abilitate al potenziamento e chi, invece, esalta la possibilità delle provinciali, più fantasiose ed avide di novità a basso costo. Personalmente, sono del primo partito. In un campionato da tempo spaccato in due tronconi, A/1 e A/2, il divario rischia di diventare più marcato. Le grandi società hanno i mezzi per dragare il mondo, pagare i campioni più celebrati. E le provinciali? Penalizzate da sempre – nel mondo comandano i ricchi – riusciranno ad arrivare per prime sui giovani talentuosi di altri Paesi, potranno creare una rete di osservatori? Inevitabilmente, e spero di essere smentito, si arriverà al campionato d'Europa per club, vecchia idea di Berlusconi, appoggiata dall'Uefa e da mamma Televisione. E la pace sia con noi e con tutti loro.
Domenico Morace
I ragazzi guardano 10 ore di calcio e giocano 300 ore a FIFA, chiedono partite migliori. Una gara di Champions League genera più di sei volte l'audience di qualsiasi altra di quelle partite insignificanti. Non vogliamo che il calcio si veda su Tik Tok, ma che la Superlega sia la migliore competizione europea. Alcuni rapporti affermano che questa è la Premier, ma stiamo lavorando per creare un torneo migliore.
Bernd Reichart
Il nostro impegno collegiale e comune in seno a questa Commissione per proteggere a qualsiasi prezzo il modello europeo dello sport: lo sport europeo, il calcio europeo saranno sempre aperti alla competizione legata anche agli sport amatoriali. non sarà mai una competizione tra ricchi proprietari di club che giocano tra di loro, condividono e si condividono i diritti televisivi per la trasmissione delle grandi partite a scapito delle squadre nazionali... Non accadrà
Margaritīs Schoinas
Il primo elemento che mi viene da considerare è che l'errore delle 12 squadre che hanno auto-determinato la nascita della Superleague sia stato di comunicazione. E aggiungo che quando si parla di sport, in particolare di calcio, si sta parlando di un tema profondamente connesso con degli aspetti culturali, non solo economici o finanziari. A un ipotetico tavolo di costruzione della Superleague sarebbe stato necessario invitare non solo esperti di finanza, ma anche sociologi, psicologi e antropologi. Detto questo, è evidente che il calcio ha un problema strutturale che nessuno, ad oggi, ha voluto davvero risolvere. Credo che ci sia un'azione che sta a fondamento di tutte le altre: il contenimento dei costi.
Mauro Berruto
In America hanno creato superleghe in ogni sport e anche se noi romantici del calcio vorremmo l'abolizione della Var, giocare senza fuorigioco o tornare al passaggio al portiere, il mondo sta andando avanti e non bisogna essere spaventati dal cambiamento.
Giorgio Chiellini
La Superlega non è il primo atto, ma è l'atto finale di una situazione che ha perso il controllo negli ultimi anni, nel silenzio generale. Si è comprato, speso. Tanto. Troppo. E questo è il conto. Parliamo delle società più indebitate del mondo del calcio. Si è fatta finanza creativa, con plusvalenze che sono triplicate. Finzioni di bilancio, spesso passate sotto silenzio, che hanno prodotto questo. Di fronte alla Champions riformata, hanno capito che non ce l'avrebbero fatta. La Superlega non è un atto di forza, è un atto di debolezza. Di disperazione. Non è la rivoluzione dei ricchi, ma quella dei poveri. Perché chi ha debiti è povero.
Matteo Marani
Lui non capisce molto di calcio ma ha cavalcato l'onda patriottica, si fa fotografare con le bandiere o alzando i pugni. Per questo si è schierato contro la Superlega appena ha fiutato la protesta popolare. Confesso che ritenevo inevitabile che il potere dei ricchi prendesse il sopravvento sul calcio, ma avevo sottovalutato la rabbia dei tifosi inglesi.
John Foot
Molti nel calcio affermano che le innovazioni non sono possibili all'interno dell'Eca e della Uefa a causa della posizione di monopolio. Il conflitto di interessi, l'accumulo di ruoli che la Uefa svolge inibisce lo sviluppo. Non puoi dare suggerimenti senza che la Uefa minacci sanzioni. I club non sono liberi di organizzarsi.
Bernd Reichart
Secondo me il futuro del calcio mondiale va verso un'europeizzazione rispetto al campionato nazionale. Gli atleti del nostro livello e i tifosi vogliono vedere più partite del livello europeo con tutto il rispetto di alcune squadre del campionato italiano, che sono troppe: dovrebbero essere 18, si potrebbe tornare anche a 16, ma 18 è il numero giusto per aumentare la competitività e dare più spazio a partite di livello europeo.
Giorgio Chiellini
Era un piano assurdo e morto in 2 giorni [...]. Anzi, possiamo dire mai nato. Qualsiasi progetto calcistico, dove sana competizione e valori dello sport non sono al primo posto, è destinato a finire male. Il calcio appartiene a tutti quelli che lo amano e lo seguono. La Superlega è stato un maldestro tentativo di rubarlo a tutti noi ed è vergognosamente fallito come merita. Ne stiamo parlando anche troppo: non esisterà mai.
Zvonimir Boban
Sarebbe un circuito chiuso formato dai club più ricchi, che si spartirebbero tra loro circa cinque miliardi di euro all'anno, a discapito degli altri. Questo contravviene totalmente al modello europeo dello sport.
Margaritīs Schoinas
A parte la mancanza di stabilità finanziaria, in molte competizioni, nazionali e internazionali, i vincitori sono noti in anticipo. Principalmente a causa degli introiti che i club ottengono dal mercato nazionale. L'Inghilterra è al primo posto in questo senso e si può vedere come la Premier League sia rappresentata in maniera generosa nelle fasi finali dei tornei di coppe europee. [...] Ma in una competizione sportiva è importante che ogni partecipante abbia la possibilità di vincere. [...] Come appassionato di calcio, sostengo fortemente una competizione internazionale di questo tipo. Al contrario delle federazioni internazionali. Non hanno alcun riguardo per i problemi dei club. Come governanti, vogliono mantenere tutto com'è. Si oppongono a qualsiasi cambiamento. Una Superlega è necessaria, perché se rimane tutto così prevedibile come in questo momento, il pubblico si allontanerà dal calcio. [...] Da qui l'idea di un campionato europeo con diverse divisioni con un sistema di promozione e retrocessione.
Andrea Agnelli
Da quando si è trasformato da gioco in business, il calcio non ha evoluto la sua governance per gestire gli affari. È giusto dire che la maggior parte dei club perde soldi. O siamo tutti incompetenti oppure il sistema ha qualche carenza. La Superlega è stata una risposta ai problemi che il calcio ha avuto e continua ad avere. Che sono instabilità finanziaria, sostenibilità finanziaria, polarizzazione. Non ho puntato una pistola alla testa di nessuno. Hanno tutti firmato liberamente. Alcuni più per paura di non essere a bordo, altri più consapevolmente. Ma hanno tutti firmato liberamente. [...] abbiamo bisogno di un cambiamento, perché se non cambiamo siamo morti. Dateci tempo per lavorare. Non è che le cose accadano come per magia.
Andrea Agnelli
Fa riflettere la veemente reazione delle organizzazioni internazionali su un gruppo di club, alcuni dei quali si sono spaventati. Per sostenere la battaglia giuridica bisogna sentire di avere le spalle larghe. Con calma e serenità attenderemo il giudizio della Corte europea. Con Ceferin i dialoghi sono interrotti, il mio non è stato un attacco personale. Dal mio punto di vista l'affinità su certi temi rimane, sono sicuro che il tempo come sempre sarà galantuomo. [...] Quello di cui non ci rendiamo conto, e non è un tema solo italiano, è che una Superlega di fatto ce l'abbiamo già: è la Premier, perchè il talento va dove è meglio pagato. La Premier viaggia a 4,2 miliardi di introiti all'anno e, piano piano, attira tutto il talento. La Uefa che si aspetta oltre 5 miliardi per il prossimo ciclo della Champions League. Quindi questo lascia intendere quale spazio rimane per altri paesi come Italia, Francia o Spagna.
Andrea Agnelli
Il monopolio della Uefa deve essere spezzato per dare ai club un futuro finanziariamente stabile. In futuro in cui i club non cadano nel caso non si qualificano una volta per le competizioni europee. Questo è un problema per qualsiasi club. Con una tale incertezza, non è possibile come club prendere decisioni a lungo termine sostenibili e sane. Ecco perché sono favorevole a un sistema di campionati nel calcio europeo di vertice, con maggiori opportunità finanziarie e sportive per ogni club.
Andrea Agnelli
Vogliamo creare la competizione più bella al mondo capace di portare benefici all’intera piramide del calcio, aumentando la distribuzione delle risorse agli altri club e rimanendo aperta con cinque posti disponibili ogni anno per gli altri da definire attraverso il dialogo con le istituzioni del calcio.
Andrea Agnelli
Fino a quando io e Andrea Agnelli saremo a capo delle nostre rispettive organizzazioni non ci sarà nessuna Superlega europea. Questo è un dato di fatto. Ucciderebbe il calcio, sarebbe noioso vedere Psg-Juventus ogni settimana.
Aleksander Čeferin
Il nostro gioco è il più bello del mondo sulla base di competizioni aperte: non permetteremo che ciò cambi, mai.
Aleksander Čeferin
Il nostro impegno è di proteggere il calcio. Le squadre entreranno nelle competizioni per merito e non per volere di pochi avidi. La Uefa e il mondo del calcio sono uniti contro questa proposta orribile portata avanti da pochi club europei che seguono solo l'idea dell'avidità. Il calcio e i governi europei sono uniti contro questo progetto senza senso.
Aleksander Čeferin
La Uefa non è solo una questione di soldi, la Super Lega sì, di una dozzina, una sporca dozzina mi verrebbe da dire. Per alcuni la solidarietà non vuole dire nulla, esiste solo il denaro nelle loro tasche.
Aleksander Čeferin
Prima di tutto, quel progetto è stato tutto tranne che "super", ed è finito. È finito. Loro possono fare tutto quello che vogliono. Adesso è un affare loro. Sono sicuro che sia sotto l'aspetto legale sia sotto quello morale, abbiamo ragione noi. Sono sicuro che vinceremo alla Corte di giustizia . Loro utilizzano come tema chiave il fatto che l'Uefa ha il monopolio. E noi abbiamo risposto loro che la Uefa il monopolio non lo ha. Se vogliono, possono giocare in una loro competizione. È strano però che vogliano un loro torneo, ma contemporaneamente vogliano giocare nel nostro, di torneo. Ad ogni modo, per me questo è un argomento chiuso. Magari qualcuno vuole insistere, ma c'è anche qualcuno che continua a insistere sul fatto che la terra sia piatta... e quindi...
Aleksander Čeferin
Secondo me, non c'è mai stata una Superlega. Era un tentativo di stabilire una fantomatica lega dei ricchi che non seguisse alcun sistema, che non avrebbe tenuto conto della piramide del calcio in Europa, della sua tradizione e cultura. Ci hanno tutti sottovalutato.
Aleksander Čeferin
Con il massimo rispetto per tutte le opinioni, non sono sicuro di capire perfettamente cosa si intenda per essere contrari alla moltiplicazione dei ricavi. Senza tensione verso maggiori ricavi non esiste impresa, e siamo daccapo. Se non c'è la lesione di un diritto e se non viene pregiudicato un bene comune superiore, mi pare che la nostra economia sia basata sul concetto della libertà di impresa. [...] Tutt'altra cosa è sostenere che questa condizione economica non è verificata, ma mi pare difficile riuscire a dimostrare che Juve-Catanzaro (al cuore non si comanda) vale più di Juve-Barcellona. Tutt'altra cosa ancora è rimarcare invece che NON è una questione di ricavi, ma di profitti (o meglio di auto-sostenibilità economica). Questo è vero, e senza cambiare le modalità di gestione dei club, la Superlega sarebbe una nequizia senza pari. Il che non toglie che non esiste, nella mia idea, un dirigismo che possa giustificare la compressione della crescita economica, della quale la crescita dei ricavi è una (non sufficiente) condizione.
Flavio Tranquillo
La discussione su questa ipotetica Superlega continua purtroppo ad essere inchiodata su tematiche di stampo paternalistico, che girano attorno all'assunto che sarebbe una sconfitta morale escludere dal gioco le piccole società. Nei diversi settori economici "tradizionali" è normale che si creino all'interno dei sotto-settori in cui, come conseguenza delle normali dinamiche di mercato, ciascuna azienda trova il proprio posto sulla base delle specifiche caratteristiche. La bottega di quartiere non può ovviamente pensare di competere con Amazon, ma può cercare di dare al cliente qualcosa che Amazon non è in grado di dargli, trovare la propria nicchia e massimizzare le opportunità di business. Se affrontiamo il problema dello sport professionistico facendone solo e soltanto una questione morale, filosofica e di solidarietà, stiamo completamente mancando il bersaglio. La direzione in cui sta andando il calcio non è fermabile, così come non è fermabile Amazon. Si può però subire il cambiamento o tentare di governarlo. Credo che la seconda ipotesi sia preferibile, anche perché ci sono tutte le possibilità di creare sotto-settori omogenei nelle quali ciascuna realtà, dal Real Madrid al Catanzaro, possa trovare la sua collocazione ottimale.
Flavio Tranquillo

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026