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Italia e Russia: frasi e citazioni
19 citazioni di 11 autori
19 frasi celebri sul tema italia e russia, da leggere, copiare e condividere citando sempre l'autore.
Frasi su «italia e russia»
A dire il vero ci assomigliamo. Ci accumuna la diffusione della criminalità mafiosa, tant’è che quando vengo in Italia mi chiedono della mafia russa e quando torno là mi chiedono di quella italiana.
Da quel che vedo, ci sono agenti al soldo del Cremlino in Italia che fanno un lavoro di propaganda eccellente. Non voglio fare nomi. Ma credo dovreste sviluppare strumenti anti-propaganda russa ben più efficaci.
Il governo si è schierato con chi vuole punire severamente la Russia, applicando sanzioni – sulla carta – articolate e pesantissime. Ma ci sono forze politiche che invece propugnano una linea più morbida. Le stesse forze che hanno progressivamente incentivato le relazioni economiche e commerciali con la Russia e che hanno favorito la nostra dipendenza energetica, senza attivare lo sviluppo delle fonti alternative, perché avrebbero ridotto il flusso di gas dalla Gazprom, il braccio energetico del Cremlino. Ciò permette a Mosca di ricattarci ed imbarazza i suoi "amici" – da Berlusconi a Salvini, il quale ha già espresso la sua ostilità alle sanzioni.
Il problema è che l'Italia è il Paese più esposto alla disinformazione russa in Europa. Al parlamento europeo abbiamo studiato le reti di propaganda russa in Italia, ed è spaventoso. Nessun altro Paese europeo è così infiltrato da queste narrazioni.
In Italia c’è sicuramente una deformazione del sistema mediatico che consente a personaggi assolutamente improbabili di costruire carriere sostenendo le tesi più assurde e provocatorie. Io personalmente ho rifiutato e rifiuto inviti ai talk show perché mi è capitato diverse volte di essere invitata insieme a propagandisti russi, ho il mio codice professionale deontologico. E questi personaggi sono pericolosi, perché, per quanto, anche come Memorial, ci sforziamo di denunciare che in Russia i diritti umani sono minacciati e che siamo di fronte a una dittatura, quando poi uno di questi presunti "esperti" se ne esce con qualche affermazione infondata di grande effetto, si trova sempre qualcuno pronto a dire: "ma guarda, sta dicendo cose interessanti, tutto sommato mi trovo d’accordo". Che è poi quello che è successo quando abbiamo concesso ampio spazio ai no-vax.
L'influenza russa è presente in modo trasversale non solo nei partiti ma nei sindacati, nei poteri locali e nelle università, insomma nella società civile. E non ne sono immuni alcuni gangli dello Stato, fortunatamente in misura non allarmante, ma c'è chi è più leale verso Mosca che verso l'Occidente. [...] L'origine è duplice: in primo luogo come residuo del periodo sovietico, quando si proiettava sul Pci e la Cgil malgrado gli sforzi di Berlinguer e Lama, poi di Trentin, per recidere i legami con Mosca. In secondo luogo è effetto della campagna acquisti che Putin avviò nel primo decennio di questo secolo ed è continuata, reclutando sponde fra i nuovi partiti in Italia come in Francia, Gran Bretagna, Svezia, Spagna e Germania, per non parlare dell'Ungheria. Nel nostro Paese ha incontrato favori fra la Lega e i 5 Stelle, ma anche nell'estrema destra ed estrema sinistra.
L’opinione pubblica italiana è tra le più ricettive e penetrabili alla propaganda russa. Siamo ad esempio tra i più inclini a giustificare le violazioni del diritto internazionale di Putin, a vedere il sostegno militare a Kyjiv come un modo per prolungare la guerra (proprio come dice Putin) piuttosto che come un giusto sostegno ad un Paese invaso militarmente oltre che ad un messaggio di deterrenza, nel caso non remoto che Putin pensasse di poter fare la stessa cosa in Georgia o in Moldova, con grande detrimento della stabilità della regione europea e del suo sviluppo economico e sociale. È come se ci fosse una forma di isolamento dagli altri grandi Paesi europei, che è innanzitutto culturale. E un Paese fondatore dell’Unione europea davvero non potrebbe permetterselo. A questo scopo credo davvero sarebbe utile incoraggiare canali tv europei che si possano vedere in chiaro. Così come promuovere una più ampia partecipazione dell’Italia a progetti come quello di Arte.Tv, una rete televisiva franco-tedesca a vocazione europea di servizio pubblico. Un canale che tratta estesamente anche temi di politica internazionale dal punto di vista delle società. Sono convinta ci farebbe molto bene.
La Lega italiana e la nostra Russia Unita collaborano nell’ambito di un accordo di cooperazione. La Lega e il suo leader Salvini sono attivi sostenitori di un ripristino della piena cooperazione tra Italia e Russia; si pronunciano per una più rapida abolizione delle sanzioni anti-russe introdotte dagli Usa e dall’Ue. Qui i nostri punti di vista coincidono.
La Russia compie offensive ibride in qualsiasi Paese. [...] Nel Regno Unito, Mosca deve ricorrere a simili azioni per spaventare la popolazione locale molto ostile a Putin. In Italia, invece, non è necessario. Perché il Cremlino sa di avere terreno fertile. Per questo vengo a Roma a parlarne. Qui a Londra, ho fatto per anni campagna contro gli oligarchi russi e i risultati sono arrivati. Farò lo stesso in Italia contro le influenze di Mosca. Dovete reagire.
Probabilmente molti benpensanti di sinistra in fondo si ritrovano fedeli al richiamo di Mosca perché, come dicono gli inglesi, "My country, right or wrong", quella è la mia patria, non importa se abbia torto o ragione. Ed è questo sentimento sempre più diffuso la punta di lancia del putinismo.
Sembra che in certi ambienti, politici, ma anche e soprattutto culturali, sia sconveniente criticare troppo la Russia. Non dobbiamo dimenticare che la Russia, anche se, non soprattutto, quella di Putin, ha goduto da sempre di ottime relazioni in Italia, a sinistra come a destra. Abbiamo avuto il più grande partito comunista in Europa, e questo ha lasciato segni evidenti anche nel mondo intellettuale. D’altra parte, Berlusconi aveva un rapporto intimo con Putin, e la Lega di Salvini aveva siglato perfino un accordo di cooperazione con il partito di Putin. Importanti esponenti del M5s, inoltre, partecipavano ai congresso di Russia Unita, il partito di Putin.
Si avverte uno strano sentimento filorusso che è trasversale da sinistra a destra e le cui radici probabilmente vanno cercate nella grande catastrofe che cominciò con l'abbattimento del muro di Berlino sotto la supervisione di Gorbaciov e la successiva la caduta dell’Urss. Questo umore non ha nulla di ideologico, ma più probabilmente nasce dal fastidio, dal rancore se non odio puro nei confronti degli Stati Uniti. [...] Se l'Impero dell'Est muove i cingoli (come è già avvenuto nel 1956 in Ungheria, nel 1968 con la Cecoslovacchia, nel 1979 con l'Afghanistan) la nostra prima reazione è gridare: "E allora, gli Americani? Vogliamo dimenticare forse le torture di Guantanamo, l'Iraq, il Vietnam, il colpo di Stato in Cile e l'egoismo americano che approfitta della guerra per venderci a prezzo maggiorato il suo gas?".
C'è da chiedersi perché l'Italia sia diventata una specie di Bieloitalia, una Bielorussia nel cuore dell'Occidente, una provincia di ogni grottesca fregnaccia del Cremlino, più e oltre gli anni in cui un terzo del nostro paese si sentiva vicino all'Unione Sovietica mentre l'apparato politico e intellettuale del Partito comunista prendeva ordini da Mosca.
Grazie a Conte e Di Maio, un paese della Nato ha fatto atterrare dodici aerei militari e permesso lo sbarco dell'esercito russo, peraltro utilizzando strutture dell'Alleanza atlantica, con un centinaio tra generali, colonnelli, maggiori e tenenti maggiori impegnati in passato in teatri bellici e guidati da quel generale Sergei Kikot che altri non è se non l'uomo del Cremlino che in Siria è riuscito a scagionare il dittatore Bashar Assad sull'uso delle armi chimiche contro la sua popolazione.
Questi bravi ragazzi putiniani hanno fatto una parata militare sulle nostre autostrade vuote, in colonna da Roma fino a Bergamo, mentre gli italiani erano chiusi in casa, e nonostante l'ottanta per cento delle forniture russe fosse totalmente inutile [...]
I responsabili delle trasmissioni televisive si prestano alla propaganda russa per tre ragioni, spesso sovrapponibili: la scusa della complessità è l'ultimo rifugio dei reduci dell'anticapitalismo, dell'antiamericanismo e del terzomondismo che dalla caduta del Muro di Berlino cercano ogni volta nuovi appigli, sempre più surreali, per combattere la società aperta e la libera circolazione delle persone, delle merci e dei capitali costruita dal Dopoguerra in poi; un ruolo ce l'ha, ovviamente, anche la convinzione di poter rosicchiare qualche punto di share ai concorrenti di fascia oraria, sparandola ogni volta più grossa della precedente; la terza ragione è il cinismo e l'irresponsabilità di molti dei protagonisti televisivi, alcuni disposti a tutto pur di emergere come influencer e altri decisi soltanto a segnare punti da giocare esclusivamente nella partita politica nazionale.
Lasciamo perdere per un momento la produzione industriale russa di fake news e l'ingegnerizzazione della menzogna da parte degli apparati del Cremlino a favore dei due partiti populisti italiani, perché il punto centrale di questa storia è che la nascita del governo Cinquestelle-Lega è stata una specie di annessione pacifica dell'Italia al campo antioccidentale degli agenti del caos, sublimata nei grandi ricevimenti romani in onore di Putin.
Oggi la Russia non ha nessuna capacità attrattiva, né culturale né economica, con una società chiusa, un prodotto interno lordo inferiore a quello dell'Italia nonostante le ingenti riserve energetiche e una povertà diffusa da paese sottosviluppato. Per questo il cerimonioso inchino bieloitaliano alle bugie del Cremlino risulta ancora più stravagante.
Siamo il paese delle stupefacenti trasmissioni filorusse di Mediaset e della Rai, dove Alexander Dugin e le bugie del Cremlino via corrispondente da Mosca sono di casa. Siamo il paese del palinsesto in cirillico di La7 di Urbano Cairo, il quale al Foglio ha detto che in fondo gli italiani non sono così scemi da credere alle panzane diffuse da certi personaggi da operetta ospitati dalle sue trasmissioni.
Solo noi [...] ospitiamo di martedì un'altra sgherra di Putin a ripetere le falsità del Cremlino in nome del pluralismo per poi scoprire di domenica che la gentile ospite ha invitato Mosca a lanciare missili su Torino in segno di rappresaglia per la vittoria ucraina all'Eurofestival.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026