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Mercato: frasi e citazioni
15 citazioni di 11 autori
15 frasi celebri sul tema mercato, da leggere, copiare e condividere citando sempre l'autore.
Frasi su «mercato»
È il mercato che decide chi diventa ricco e chi diventa povero.
Il mercato, mi spiegava mia madre, era una macchina cupa e sinistra che stritolava e divorava centinaia di destini per ogni individuo che ricompensava.
Il mercato non è, e non deve perciò diventare, di per sé il luogo della sopraffazione del forte sul debole.
Il mercato non esiste allo stato puro. Esso trae forma dalle configurazioni culturali che lo specificano e lo orientano.
Il mondo è un mercato in cui compri quello che vuoi, non solo con i soldi ma col tuo tempo e con tante altre cose: è uno scambio, si dà qualcosa e si prende qualcosa. (Le nevi del Chilimangiaro)
Il primato del mercato sul primato della natura interrompe il finalismo immanente dell'attività umana, ciò per cui essa può dirsi compiutamente umana.
Il progresso non è automatico, è solo possibile: sta a noi realizzarlo. Se non ci diamo da fare, le forze automatiche del mercato con ogni probabilità ci porteranno in direzione diversa: non necessariamente verso la crescita economica, ma molto probabilmente verso un rafforzamento delle spinte corporative e il peggioramento della morale civica, sicuramente verso un aumento delle disuguaglianze sia economiche che nella dislocazione del potere politico. Sta a noi guidare il mercato in una direzione che sia allo stesso tempo civile, umana e rispettosa dell'ambiente. E questo significa avere chiaro cos'è il mercato: non un deus ex machina, una mano invisibile alla quale affidarsi passivamente, ma un'istituzione complessa, all'interno della quale vi è uno spazio assai vasto per l'intervento politico consapevole, diretto a realizzare simultaneamente giustizia sociale e libertà.
Le leggi di mercato classificano quotidianamente la vita dei bambini di tutto il mondo. Ci sono quelli che si salvano e quelli che non si salvano. (Mawaru-Penguindrum)
Le radici di una collettività possono essere minate se tutto è mercato, dalla salute alle scelte della politica.
Max Weber aveva fatto notare che dove il mercato è abbandonato alla sua autonormatività esso conosce soltanto la dignità della cosa e non della persona. Affinché i diritti di cittadinanza (civili, economici e politici) siano universalmente fruiti, il mercato deve essere cioè corretto dalla presenza di istituzioni pubbliche specificamente deputate a ridurre l'area della povertà e dell'esclusione.
Nella totale soggezione alla logica del mercato si arriva a soffrire la fame in un Paese dove l'incremento della produzione agricola è superiore alla crescita della popolazione.
Quando il mercato viene divinizzato, diventa una schiavitù.
Ragionando sul rapporto tra mercato economico e democrazia politica negli Stati Uniti, Theodore Lowi ha osservato che nella nazione che anticipa e prefigura le tendenze delle società più avanzate «ciò che si è soliti definire libero mercato» sta diventando un'espressione impropria, mentre ben più realistica è l'immagine di «autogoverno delle corporations».
Si vuole un mercato che funzioni, senza monopoli, corporazioni, posizioni di dominio, ma ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l'istruzione, la sicurezza.
Tutti manipolano il mercato. Se non fosse così, non ci sarebbe un mercato azionario.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026