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Rally Dakar: frasi e citazioni
15 citazioni di 11 autori
Una selezione di 15 frasi su rally dakar: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.
Frasi su «rally dakar»
Amo la Dakar perché ti fa percepire come sei piccolo nel mondo. Vedi quei granelli di sabbia nel deserto? Siamo piccoli così.
Dipende da quando me lo chiedi. In questo momento direi una tortura perché ci sono dentro. [...] Prima invece è un cocktail esplosivo di ansia, felicità perché sarai al via, ambizione, determinazione per l'obiettivo da raggiungere, tante cose.
Ho fatto 10 Dakar: sei in Africa e 4 in Sudamerica. [...]. A livello di avventura e percorso preferivo l'Africa: era una gara di orientamento, affaticamento e resistenza, non di velocità pura. Non c'erano lunghi trasferimenti in asfalto, e dopo il termine di ogni tappa si arrivava subito all'accampamento, mentre in Sudamerica anche per la conformazione dei paesi attraversati ci siamo trovati di fronte a una gara molto più veloce e sprint. In un certo senso, è simile a un rally, ma con trasferimenti giornalieri di 4-500 km e molto pesanti: preferisco l'Africa dove stai nel deserto tutti i giorni al Sudamerica dove arrivi in grandi città e puoi dormire in albergo. Sono un amante del "campeggio", e secondo me se vai a correre un rally-raid è anche per fare un bel po' di avventura e non solo per correre.
L'Africa me la sono fatta praticamente da solo e questo più che un merito è un guaio, il più grosso guaio che possa capitare a chi corre una Parigi-Dakar.
La Dakar è difficile anche solo raccontarla ma è un'esperienza unica. Fisicamente e mentalmente è devastante perché devi combattere contro l'istinto, è una gara in cui non puoi riuscire a controllare tutto e lo devi accettare e in cui devi essere consapevole che per guadagnare due secondi puoi finire, anche in men che non si dica, anche col perdere tutto. [...] ho provato a far trasparire quella che è la cosa più affascinante e bella di questa gara infinita. Ovvero la solidarietà, la convivialità e la condivisione che si respirà tra i partecipanti. Ti trovi dentro un romanzo in cui ognuno dei 600 equipaggi, ha una storia assurda e incredibile da raccontare. [...] quando per 10 giorni di fila ti svegli alle 3:00 di mattina, guidi fino alle 2:00, 3:00 del pomeriggio con il rischio di poter farti male o restare a piedi in ogni istante nel deserto, speri solo che finisca.
La Dakar non è soltanto l'avventura di questi divi del manubrio o del volante. È anche, e più spesso, l'anticamera della morte per molti altri.
La Dakar rimane una delle cose più rischiose che si possa fare in moto. Non conosci la strada, la velocità è sempre alta: puoi perderti o avere un incidente. Le cose sono migliorate coi Gps, una volta se ti perdevi impiegavano tre giorni per trovarti. [...] Talvolta è questione di fortuna. Quando decidi di fare la Dakar, come se decidi di scalare il Monte Bianco, sai che ci sono dei rischi, e se non sarai fortunato potrà essere la fine della storia.
La Paris-Dakar è sempre stata un sogno: una sfida incredibile per chi la vive e qualcosa di irraggiungibile per chi resta a casa. Ma è molto di più. È un'esperienza che cambia la vita. Thierry ha insegnato ad alzare lo sguardo, a guardare oltre e a vedere le persone dimenticate. Se sei capace di vedere gli invisibili, allora la tua mente si apre. Percepisci che c'è un mondo più grande al di fuori dei binari prestabiliti. La vita è molto di più. Quando si correva in Africa nel deserto del Ténéré, questo era evidente. Abbiamo passato nottate nel deserto, mangiato sabbia. Se uno aveva l'abitudine di volare un po' troppo in alto, beh, la durezza della corsa ti riportava con i piedi per terra. Non potevi più ingannare te stesso.
Mi piacerebbe gestire un team alla Parigi-Dakar, ma quella di una volta, quando si cambiavano i pezzi in mezzo alla sabbia.
Prima di tutto, è una grande sfida che puoi affrontare solo una volta all'anno. In secondo luogo, l'impegno fisico e mentale è estremo e ti permette di avvicinarti al massimo al tuo limite. La Dakar è una prova davvero seria che chiede rispetto.
Quando vai una volta alla Dakar, vuoi tornarci.
Una delle ultime avventure sportive che si possono compiere. Poi è una gara di velocità in cui devi viaggiare il più veloce possibile, ma nel più bel paesaggio del mondo. Amo la velocità, ma soprattutto correre nei più bei deserti del mondo.
Al mio primo anno ero in testa, ho chiuso terzo perché ero senza assistenza. L'anno dopo sono partito carico, convinto di mangiarli tutti, e ho fatto di quei tonfi... sono arrivato decimo, il peggior risultato in quei sei anni. Poi ho cominciato a calmarmi e sono andato più forte.
Le Dakar di 30 anni fa erano più avventurose, a livello di percorso, ma anche di organizzazione. Affrontavamo il deserto con una bussoletta e bastava sbagliare di 5 gradi per trovarsi 20 km fuoripista. Non ci sono più le distese di sabbia a perdita d'occhio, dove eri solo con il deserto. In Africa la navigazione rivestiva un ruolo fondamentale ed i piloti erano — prima di tutto — dei grandi navigatori. [...] Manca l'avventura con la A maiuscola, ma per contro, adesso abbiamo una organizzazione con la O maiuscola. Il regolamento è ben fatto, siamo tutti dotati di satellitare per la sicurezza di noi piloti, la logistica è impressionante.
No. Eravamo disposti a tutto pur di finire e di vincere.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026