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Sceneggiatore: frasi e citazioni
16 citazioni di 9 autori
16 frasi celebri sul tema sceneggiatore, da leggere, copiare e condividere citando sempre l'autore.
Frasi su «sceneggiatore»
È quello che vorrei chiedere a tutte le persone che lavorano con le parole. Non è un mestiere facile; quando pubblichi qualcosa, o scrivi una sceneggiatura, lo condividi con gli altri e sai che, per questo, verrai giudicato. Non sei un dottore o un avvocato. La tua giornata non finisce quando vai a casa. Se ti dici a qualcuno che sei uno scrittore, finirà inevitabilmente per dirti se ha amato o odiato quello che hai scritto. Tutti sono pronti a offrirti il loro punto di vista, e finisci per sentirti vulnerabile. Soprattutto se sei una persona particolarmente introversa. Ma forse è stata proprio la mia timidezza a portarmi a scegliere questa carriera. Uso la scrittura per sentirmi meno sola. Avere una conversazione con qualcun altro può essere spaventoso, ma quando leggo posso lasciarmi andare.
Gli sceneggiatori vanno e vengono, ma non possono cambiare la fine del film.
Il mestiere dello sceneggiatore è un lavoro. Non ci si può improvvisare, e spesso si fraintende il fatto di sapere scrivere bene, con il fatto di poter scrivere una sceneggiatura. La tecnica non va snobbata, perché spesso ci sono buone idee e buoni spunti, ma poi non vengono sviluppati come temi e contenuti fino alla fine del film. Questa è una cosa che si impara studiando, con l'umiltà. L'emozione e i sentimenti poi vanno messi dopo. Perché le regole servono poi a saperle anche rompere. [...] ma con consapevolezza. Perché i fili vanno sempre tenuti, per poi saper riunirli.
Lo sceneggiatore è un tale che attacca il padrone dove vuole l'asino.
– Martin Scorsese non ha neanche scritto il film, ho mancato di rispetto allo sceneggiatore.
– Harvey, chi se ne frega dello sceneggiatore!
– Su questo hai ragione! (Suits)
Quale ironia! La mia crociata contro la televisione è finita in maniera così scontata! Che sarebbe potuta scaturire dal computer dello sceneggiatore più imbranato di Hollywood! (I Simpson)
Sono uno zero spaccato... Ci sono sceneggiatori di fiction locali che sono molto più importanti di me... (Futurama)
Sto pagando fior di quattrini a voi sceneggiatori, e per cosa? Tutto quello che fate è cambiare le parole.
Vado dagli sceneggiatori, che sono pazzi ma per lo meno non lanciano i vasi. (Psych)
– Ci vuol dire quando ha cominciato?
– Erano i primi anni Novanta e eravamo tanti... molti di noi forse nemmeno si rendevano conto di quello che stavano facendo. Sai... soldi facili e la quasi certezza dell'impunità ci hanno spinto a fare cose terribili.
– Quali sono le fiction di cui oggi più si pente?
– Preferirei non fare nomi come le dicevo ma... ho fatto cose molto brutte.
– Ha lavorato per la soap opera? Per Un posto al sole?
– Le soap opera le ho fatte praticamente tutte, tranne Un posto al sole che era della colonna napoletana. Ma in tutta onestà se me l'avessero offerta avrei scritto anche quella!
– Cosa vuole dire ai parenti delle vittime?
– Non posso chieder loro di perdonarmi. Sono cose che uno si porta dietro per tutta la vita con cui è giusto fare i conti fino in fondo.
– E cosa vuole dire ai giovani per far sì che non commettano gli errori che lei e molti suoi colleghi hanno commesso tanti anni fa?
– Non lo so. Di individuare un limite. Di non raschiare il fondo del barile. Di non andare mai oltre la terza stagione. Di non rassegnarsi al brutto.
Io non ce l'ho con te Stanis, io ce l'ho con gli sceneggiatori, questa è una scena di merda! Se li incontro, li metto sotto co' 'a machina!
Ma non è possibile che siamo sempre tutti basiti! Tutti! Ma gli sceneggiatori lo leggono quello che scrivono o no?
'Tacci vostra! Quattromila a settimana pe' scrive' sta merda!
Come scrive il mio collega Carrière, la sceneggiatura è il bozzolo, e il film la farfalla. Il bozzolo ha già in sé il film, ma è uno stato transitorio destinato a trasformarsi e a sparire. Lo sceneggiatore deve quindi impadronirsi al meglio della materia da trattare, e lavorarci poi con il regista e con i colleghi per trarne una proposta valida in assoluto, mirata a sfruttare al massimo le possibilità del regista ed evitando il pericolo di fare letteratura. Lo sceneggiatore non è uno scrittore; è un cineasta e, come tale, non deve rincorrere le parole, bensì le immagini. Deve scrivere con gli occhi.
Non dico il pubblico, ma neanche i registi, salvo eccezioni come Mario Monicelli o Blasetti, danno credito al lavoro degli sceneggiatori.
Una coppia eccellente di sceneggiatori è sempre formata da due personalità antitetiche.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026