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Squadra (sport): frasi e citazioni
46 citazioni di 40 autori
46 frasi celebri sul tema squadra (sport), da leggere, copiare e condividere citando sempre l'autore.
Frasi su «squadra (sport)»
Amo avere una squadra, amo poter condividere successi e insuccessi e fare affidamento sulle mie compagne, amo la sensazione di costruire qualcosa insieme per raggiungere un obiettivo.
Creare una buona squadra significa giocare con gioia e molta motivazione. Sentirsi sicuri gli uni con gli altri crea fiducia e un buon ambiente dove crescere e giocare meglio.
Da coach, ma anche perché sono stato un giocatore, capisco le frustrazioni provate da chi sta in campo solo per pochi minuti nel corso della stagione. Quando non giochi per quattro o cinque partite consecutive è sempre difficile, ma devi capire che la tua energia e il tuo ruolo nel gruppo sono fondamentali per il successo collettivo. Quando ti dai completamente alla squadra e ai tuoi compagni, il tuo valore si moltiplica.
Di squadre brave che ne sono tante e la squadra forte non è quella che non entra mai in crisi, ma quella che ne esce prima possibile facendolo certamente con questioni di carattere tecnico, ma anche perché è un gruppo di persone coeso, che lavora, capace anche di entrare in un conflitto produttivo.
I ragazzini che alleno non guardano il miglior difensore, vogliono assomigliare a quello che fa 40 punti a partita. Sto cercando di insegnargli a pensare più al campo e meno al tabellino, perché i punti non sono l'unica cosa che conta. [...] Per costruire un palazzo non devono essere tutti muratori, non devono essere tutti architetti, non devono essere tutti geometri. Ci deve essere il muratore, l’architetto e il geometra: questa è la funzione del gruppo.
I valori fondamentali di una squadra non serve dirli. Si percepiscono, si allenano, si rendono tali in campo.
In squadra [...] siamo unite da un obiettivo comune, a volte non è necessario essere amiche per la pelle, io cerco di farmi i fatti miei per evitare questioni. Ma spiegare all'esterno come funziona la chimica di una squadra, non è facile.
In una squadra ognuno deve dare il proprio contributo ed ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, senza scavalcare le persone che lo circondano. Il merito dei successi è diviso così fra tutti, non vi è un solo segreto dietro le [...] vittorie. Il mio compito è quello di amalgamare fra di loro tutte le varie individualità.
Io credo molto nel lavoro di equipe, ovvero in una squadra che lavori tutta nella stessa direzione. Quando invece le squadre si dividono, quando ci sono tecnici che prendono una strada e altri che li contrastano, quando il gruppo diventa clan, la situazione degenera.
Io ho sempre avuto una mia idea su come allestire una squadra: e cioè che a volte è più difficile cambiare due pezzi del mosaico che non otto. Perché se gli otto sono azzeccati e si combinano bene fra loro, creano una forza nuova di grande efficacia, mentre magari i due non si integrano e finiscono con l'inceppare un meccanismo che prima funzionava.
Io non ho mai fatto polemiche con un giocatore, perché per me la squadra conta di più di qualsiasi giocatore.
L'obiettivo è il carburante del singolo e il collante del gruppo. Bisogna sempre identificare obiettivi individuali. Essi devono essere però funzionali a quello del gruppo. Solo così il singolo migliora e permette al gruppo di avvicinarsi al suo scopo.
L'obiettivo comune a chiunque è quello di vincere: più un gruppo è unito, più si vince. Non è tutto, nella storia ci sono state squadre dove la gente non andava d'accordo e comunque si è vinto, ma penso che questa cosa dell'unione aiuti tanto.
La prima squadra è come il primo amore, non si scorda mai.
La squadra è come un buon piatto di carne. A volte basta cuocerla a fuoco lento, altre volte serve pressione o brace.
La squadra è il modo attraverso cui si superano le corazzate. La squadra è il mio modo di vincere.
La squadra ti fa capire quando sbagli: è l'occasione ideale per diventare una persona migliore.
Le rivalità personali lasciano il tempo che trovano. [...] Non è necessario essere amiche in una squadra, l'importante è lavorare per il bene comune.
Le squadre più forti sono quelle che riescono a vincere anche quando le cose non vanno bene.
Le vere squadre vincenti nascono [...] da percorsi diversi ma da sogni e impegni comuni.
Ma io mi domando cosa succederebbe se, per esempio, Van Basten fosse considerato alla stregua di un ragazzino. In una squadra sono tutti uguali, certo, ma non si può negare che ci sono giocatori di maggior peso ed esperienza, che di conseguenza meritano maggiore considerazione.
Mi piace avere delle responsabilità, sentire anche la pressione del dover essere la squadra da battere. Alla fine fa parte della nostra quotidianità e se non l'avessimo non sarebbe qualcosa di positivo. La vivo come un privilegio, significa che siamo una grande squadra che sta lottando per qualcosa di importante.
Negli sport di squadra se hai una giornata storta, la tua squadra può comunque vincere, puoi lasciar perdere o sostenere il tuo compagno, lui fa goal e tutto va bene, la tua squadra vince e tu mantieni la fiducia vincente.
Non ho mai creduto alle frasi fatte "siamo una grande famiglia" e cose del genere. Quando girano e si investono così tanti soldi, a maggior ragione dico che siamo una azienda, nella quale i ruoli devono essere ben chiari, con obiettivi da raggiungere senza girarci attorno manifestando idee o sogni. Si lavora per centrarli, punto.
Non posso pretendere che tutte diventino amiche perché non lo eravamo neanche noi dello storico Setterosa. Siamo state sorelle che è una cosa diversa. Però vorrei che capissero che fare uno sport di squadra presuppone che tutte siano importanti, mettendole in condizione di dare il massimo senza provare invidia se qualcuna è meglio di te. Ognuna contribuisce personalmente per conseguire un obiettivo comune non individuale. Noi del Setterosa Oro ad Atene, avevamo questa cosa qui. Avevamo un sogno.
Non sempre la squadra che ha dei talenti e dei giocatori forti vince qualcosa, ma è la squadra che dimostra più voglia nel raggiungere il suo obiettivo quella che ha più possibilità di imporsi.
Penso che un po' in tutte le squadre ci siano elementi di spicco, anche per quello che portano e fanno in campo: è giusto così. Quello che conta è avere armonia, e costruirla in campo, capendo come ogni giocatrice possa essere utile alla squadra.
Penso di avere una mentalità orientata sempre ad aiutare gli altri a rendere al meglio. Quando la squadra funziona, anche per te diventa più semplice esprimerti al massimo.
Puoi avere anche il roster più forte di sempre ma se non hai costruito un gruppo solido – e concentrato principalmente sugli obiettivi di squadra – non andrai avanti comunque.
Quando entro in una squadra, diventa la mia seconda famiglia.
Quando vinci con la tua squadra, non c'è niente che possa superare quella sensazione, nemmeno i successi personali.
Se sei una buona squadra da ottobre a giugno, fantastico, sei eccezionale. Ma le squadre vincenti sono brave quando conta di più, quando è il momento di vincere.
Se vuoi avere successo devi essere una squadra che buona non lo è subito ma lo diventa e poi quando lo diventa devi fallire: a quel punto capisci cosa devi fare per arrivare a vincere.
Si parla tanto dei singoli, ma i giocatori non fanno la squadra. È il gruppo che la fa.
Sulla somma delle caratteristiche più forti di tutti i suoi giocatori.
Una squadra è forte quando si può permettere di mandare in campo quelli che stanno meglio. Sono i cosiddetti rincalzi a fare quasi sempre la differenza.
Una squadra vincente non è necessariamente una squadra di amici. La squadra vincente ha l'obiettivo chiaro e, a prescindere da chi ne fa parte, va dritta verso quell'obiettivo. Ho vinto campionati con compagne di squadra con cui non avrei mangiato neanche una pizza, però quando hai la consapevolezza di indossare la maglia dello stesso colore questo ti aiuta a condividere il valore di ciò che stai facendo. Dunque devi onorare chi ha scelto te, i tuoi principi e i tuoi obiettivi.
Voler bene e saper comprendere le compagne in tutte le loro sfaccettature aiuta a far venire fuori il meglio di ciascuna. Fuori dal campo si può andare più o meno d'accordo ma in campo bisogna volersi bene per raggiungere gli obiettivi che si hanno come squadra. Tutto quello che sta fuori è un valore aggiunto.
Conta solo quello che facciamo sul campo. Ho visto squadre vincere giocando contro la società, contro l'allenatore, il presidente. E ho visto squadre vincere giocando contro la stampa, come l'Italia di Bearzot nell'82. Ma non ho mai visto vincere quando i giocatori sono contro fra loro, in campo.
Il giocatore deve sapere che, se anche non vede il suo futuro in quella stessa squadra, il suo valore personale e quello del collettivo viaggiano sullo stesso piano.
Lavorare in un gruppo è frustrante, non semplice. Bisogna mettere da parte il talento individuale per il bene della squadra. I giocatori si ritrovano un capo che non hanno scelto loro, ognuno ha esigenze diverse, la forza sta nel dare loro ruoli precisi. I giocatori sono gratificati dall'essere capiti come persone.
L'unica possibilità di successo per un gruppo di persone dal carattere e dalle qualità diverse è fare gioco di squadra. E il segreto, per chi lo guida, più che nella conoscenza tecnica sta nella capacità di comunicare motivazioni.
Sono duro, coerente, il mio compito è trovare il modo di far diventare utile il punto debole di un giocatore per la squadra: qualcuno farà bene quello che l'altro non sa fare.
Le squadre che vincono molto hanno giocatori con grande talento che si allenano come se fossero giocatori normali.
Non è tanto importante il gruppo, la cosa decisiva è la squadra. La differenza è che nelle squadre ci sono dei ruoli: è meglio avere come riserva la seconda migliore dopo la titolare o una giocatrice che è più contenta di fare la riserva?
Non serve essere amiche per vincere. Serve lavorare di squadra, aiutarsi. Quando sento il ritornello "abbiamo vinto perché siamo un bel gruppo" mi viene da ridere: e se avessi giocato male, il gruppo non sarebbe bastato? La verità è che bisogna essere squadra, non andare a cena insieme.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026