Frasi
Frasi di Tullio Dandolo
12 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Tullio Dandolo raccolte in un'unica pagina: 12 frasi, divise per libro e argomento.
Tullio Dandolo (scrittore, storico e filosofo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Tullio Dandolo
... tra santi ed angioli si sentiva in disagio; gli aspetti, gli affetti degli uomini non aveansi misterii per lui, e li rappresentò da filosofo profondo, da insuperabil pittore. (da Panorama di Firenze, 1863)
scrisse in prosa; noteremo però in questa il tornare di consonanze, o rime che dividono la frase in membri accentuati, o versi di vario metro, come n'adoprano nei recitativi gli odierni scrittori di libretti d'opera. Avendosi tra mano uno mezzo barbaro e mezzo latino, la Monaca di Gandersheim ne cavò note semplici e dolci; si pensò imitar Terenzio, e precorse Racine.
Ricordi
Somiglio a viaggiatore, che, mirando spuntare all'orizonte le torri della città nativa, affretta il passo, e non sa far attenzione agli aspetti del paese che traversa. (p. 31)
Dopo avere indicato che il mausoleo di Adriano ne' bassi tempi, in mano ai diversi partiti che devastarono la Città , si converse in fortezza — «— miseranda Italia sclama!; perfino i segni, i monumenti della tua grandezza dovevano concorrere e alla tua rovina! — altrove pargli che l'antica regina del mondo somigli ad Ossian, che, diventato ceco, porge l'orecchio al canto di Malvina ricordatore delle sue geste — così questa Donna venerabile nelle rimembranze della gloria prisca, e nel coro delle Muse si consola delle sue sventure. (da Lettere su Roma e Napoli, p. 33)
Il Medioevo – Citazioni
Dio mi ha fatta la grazia di nascere e crescere alla Fede: bimbo mi trastullai sui ginocchi di pii genitori: indi aspirai il soffio della incredulità, e conobbi l'amara stretta del dubbio: gl'insegnamenti d'un Sacerdote filosofo mi redensero; el mi stillò nell'anima ordine e luce; e promisi a Dio di consacrarmi a' servigii di quella Verità che mi restituiva la pace. (da Programma, p. 5)
Sogliono l'epoche della distruzione succedere a quelle della fondazione, e apparecchiare, inconsapevoli, le fondamenta di splendido novello edilìzio. (da Programma, p. 7)
La fantasia disama le decadenze, nientedimeno son esse istruttive; perciocché piace sapere perché le grandi cose finiscono, e se il loro precipitare debbasi attribuire a fatalità, oppure a stoltezze, e delitti. (da Programma, p. 9-10)
Come Carlo per la Francia, l'Alemanna, l'Italia, così Alfredo, anch'esso grande, per l'Inghilterra, segnò un'era di splendore legistativo e civile dovuto alla religione, al genio del Monarca. Incredibilmente sozzi, e sanguinolenti ci si svolgono, per lo contrario, dinanzi gli annali bisantini. Lungo il miserabile secolo decimo, anche l'Italia, per infelice concorso di casi avversi, cadde assai basso. (da Programma, p. 12)
Chi svolgesse il Medio Evo in poema troverebbe d'aversi a protagonista l'Italia, la quale, stata lungo i secoli tenebrosi la sola fida depositaria della tradizione incivilitrice, la incarnò sull'aurora del suo intellettuale risorgimento in un suo figlio, che fu il più grande ingegno di quel tempo, forse d'ogni tempo, in Dante Alighieri. (da Programma, p. 14)
Proseguii con Passavanti spigolando graziose leggende nel suo Specchio della Penitenza; con Bonaccorso Pitti, ambasciatore e banchiere, che lasciò ricordi pieni di notizie peregrine; con Agnolo Pandolfini, modello de' magistrati, dei cittadini, autore dellaureo governo della famiglia.
Mentre Firenze splendeva in questa foggia, gli Angioini tenevano Napoli in feste; le lizze letterarie, i tornei, le corti d'Amore, le serenate, i balli non vi smettevano altro che a' giorni in cui i mariti delle Regine v'erano assassinati, o lo Regine stesse vi salivano il patibolo. (da Programma, p. 15)
Il Pensiero Cristiano è gigante, che ha i piè nell'abbisso, e il capo in Cielo: uman sguardo mal riesce ad abbracciarne la immensità. (da Programma, p. 19-20)
La Provvidenza non permette che la civiltà perisca; le dà sostegno perfino gli ostacoli, perfino le rovine: la corruzione romana, sotto cui la scorgemmo giacente, non valse a soffocarla; seppe rendersi ligia la stessa barbarie e le comandò di proteggerla. (p. 26)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026