Frasi
Frasi di ʿUmar Khayyām
19 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 19 frasi di ʿUmar Khayyām: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
ʿUmar Khayyām (matematico, astronomo e poeta persiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di ʿUmar Khayyām
Ho indicato come calcolare i lati del quadrato-quadrato, quadrato-cubo, cubo-cubo [...] di qualsiasi lunghezza, cosa che finora non era mai stata [fatta].
Le algebre sono realtà geometriche dimostrate mediante proposizioni.
Riempi il tuo cranio di vino prima che si riempia di terra.
Sono luoghi di adorazione il tempio degli idoli e la ka'ba. Anche il suono delle campane è un inno in lode dell'Onnipotente. Il mihrâb, la chiesa, il tasbih, la croce sono in verità modi diversi di rendere omaggio alla Divinità.
Quartine – Citazioni
Il nostro incontro è nascosto da un velo: / Quando il velo cadrà, né tu né io rimarremo. (n. 9, 1997)
Allorché recideranno il virgulto della mia vita, / Le mie parti saranno sparse lontano l'una dall'altra. / Se dal fango mio allora modelleranno una brocca / Fatela colma di vino e io tornerò alla vita. (n. 13, 1997)
Non ricordare il giorno trascorso / e non perderti in lacrime sul domani che viene: / su passato e futuro non far fondamento / vivi dell'oggi e non perdere al vento la vita. (n. 33, 1997)
Non posso nascondere il sole con un pugno di polvere / Non posso svelare il segreto del Destino nascosto / La sapienza ha pescato per me nel Mar dei Pensieri / Una perla che, per timore, io non posso infilare. (n. 40, 1997)
Hai visto il mondo e ciò che hai visto è nulla, / Nulla è ciò che hai detto o sentito. / Hai elevato la testa fino ai più alti orizzonti, / E quel nasconderti in casa, anche quello è nulla. (n. 61, 1997)
Oh speranze d'Eliso, oh timori d'Averno! / Ecco la sola, l'unica verità che discerno: / – Questa vita è fugace! Il resto è favola... / Il fior che nasce e muore, muor per sempre, in eterno. (LXIII; 1919, p. 62)
Da quando la Luna e i Pianeti comparvero in cielo / Nessuno vide mai cosa più dolce di purissimo Vino. / Pien di stupore son io pei venditori di vino, ché quelli / Che cosa mai posson comprare migliore di quel ch'han venduto? (n. 73, 1979)
Sii felice per un attimo: questa è la vita. (n. 91, 1997)
Dal mio venire non fu al cielo profitto / E dal mio andare non aumentò né bellezza né spazio / E da nessuno le mie orecchie hanno mai udito / Questo venire e andare quale vantaggio portarono. (n. 123, 1997)
Poiché ciò che spetta a un uomo in questa palude, / Non è che patire dolore e agonia di morte / È cuore felice chi da questo mondo andò presto / E beato chi al mondo non venne. (n. 139, 1997)
Hai spezzato la mia brocca di vino, Signore / Mi hai chiuso la porta del piacere, Signore / Io bevo ma sei tu che sembri ubriaco / Polvere sulle mie labbra! Sei forse ebbro, Signore? (n. 153, 1997)
Puri venimmo dal Nulla, e ce ne andammo impuri. / Lieti entrammo nel Mondo, e ne partimmo tristi. / Ci accese un Fuoco nel cuore l'Acqua degli occhi: / La vita al Vento gettammo, e poi ci accolse la Terra. (n. 282, 1979)
Chi intravede il mistero della natura, / non può essere ingannato da alcun tema del di là. / Kaaba e tempio significano servitù. Campane cristiane / suonano a servitù. Chiese e sacre bende e croci e rosari: tutte significano soltanto servitù.
Noi non siamo che pedine degli scacchi, che son facili a muoversi proprio come il Grande Giocatore di scacchi ordina. Egli ci muove sulla scacchiera della vita avanti e indietro e poi in scatole di Morte ci rinchiude di nuovo.
Il dito in movimento scrive e avendo scritto avanza. Tutta la tua pietà o arguzia non lo indurranno a cancellare mezza riga, né tutte le tue lacrime laveranno via una sola parola. (da 71)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026