Frasi
Frasi di Valerio Massimo Manfredi
40 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Valerio Massimo Manfredi raccolte in un'unica pagina: 40 frasi, divise per libro e argomento.
Valerio Massimo Manfredi (archeologo, scrittore e conduttore televisivo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Valerio Massimo Manfredi
Non credo si possa sfuggire al proprio destino: meglio andargli incontro. (da Lo scudo di Talos)
Recuperare la verità storica dei fatti è impossibile. Non solo perché la memoria di ogni uomo ha diversa estensione, ma perché ciò che attrae l'attenzione di uno sfugge a quella dell'altro. Anche ammettendo la buona fede di ognuno, ciascuno ricorda quanto ha attratto la sua attenzione, non ciò che è passato realmente sotto il suo sguardo. (da Idi di marzo)
Frasi da «Aléxandros»
Non sono scappato, mi sono solo fatto indietro per prendere la rincorsa e tornare a cozzare come un montone infuriato. (Filippo II di Macedonia)
Il figlio al quale darai la luce risplenderà di un'energia meravigliosa, ma come le fiamme che ardono di luce più intensa bruciano le pareti della lucerna e consumano più in fretta l'olio che le alimenta, la sua anima potrebbe bruciare il petto che la racchiude. (Sacerdote dell'oracolo di Delfi a Olympias)
Essere greco, Alessandro, è l'unico modo di vivere degno di un essere umano. (Aristotele)
Ricorda una cosa, Alessandro, un buon maestro è quello che dà risposte oneste. (Aristotele) (2010, p. 78)
Tu non sarai mai né greco né macedone. Sarai soltanto Alessandro. (Aristotele)
Non è lui. [...] Non è Alessandro. Lisippo sta modellando il giovane dio che immagina davanti a sé, un dio che ha gli occhi, le labbra, il naso, i capelli di Alessandro, ma che è altro, è di più e di meno, allo stesso tempo. (Aristotele)
Conserva questo segreto nel tuo cuore finché non verrà il momento in cui la natura di tuo figlio si manifesterà appieno. Allora sii pronta a tutto, anche a perderlo, perché qualunque cosa tu faccia non riuscirai a impedire che si compia il suo destino, che la sua fama si estenda sino ai confini del mondo. (Sacerdote dell'oracolo di Delfi a Olympias)
È destino dell'uomo sopportare ferite e malattie e dolori e morte prima di sprofondare nel nulla. Ma agire con onore ed essere clemente ogni volta che è possibile è nella sua facoltà e nella sua scelta. Questa è l'unica dignità che gli è concessa da quando è messo al mondo, l'unica luce prima delle tenebre di una notte senza fine.
Si rendeva anche conto che nessuna potenza era in grado di resistere al logorio del tempo: solo la gloria di chi ha vissuto con onore cresce con il trascorrere degli anni. (2010, p. 241)
Se Aristotele fosse qui, forse direbbe che le profezie possono avverare il futuro, più che prevederlo.... (Alessandro) (2010, p. 241)
Frasi da «Il tiranno»
Un lampo illuminò a giorno la strada luccicante di pioggia e il volto tumefatto del maestro. Un tuono esplose in mezzo al cielo ma lui non si scosse. Strinse al petto la sua borsa e disse, scandendo le parole con enfasi: «Il suo nome era Dionisio, Dionisio di Siracusa. Ma il mondo intero lo chiamò... il tiranno!» (p. 6)
Io sono siciliano... un greco di Sicilia, come voi, come tutti gli altri, razza di bastardi figli di Greci e di donne barbare. "Mezzi barbari" ci chiamano nella cosiddetta madrepatria. (Dionisio; p. 18)
Le città dei Greci sono come nidi di gabbiani attaccati alle rocce della costa. (Arete; p. 48)
Le donne pensano in modo diverso. Voi uomini pensate solo alla vendetta, all'onore, a mostrare il vostro valore di guerrieri, ma questo non fa che perpetuare gli odi, rinvigorire i rancori. Voi inseguite la gloria, noi piangiamo i nostri figli, i nostri fratelli, i nostri padri e mariti. (Arete; p. 65)
La Storia. La Storia è il giudice. Essa ricorda chi ha fatto il bene degli esseri umani e condanna chi li ha oppressi, chi li ha fatti soffrire senza motivo. (Filisto; p. 145)
Pochi ti conoscono meglio di me, ma è difficile rassegnarsi al pensiero che ciò che ho sempre amato in te non esista più. (Iolao; p. 238)
Tradito da te stesso, Dionisio. Dalla tua sfrenata ambizione, dal tuo avventurismo, da un egoismo sconfinato. Quanta gente è morta per te, cercando di seguirti nelle tue folli imprese? No, io non ti ho tradito. (Filisto; p. 244)
Tu sei ancora capace di soffrire? (Leptines; p. 258)
Non vedrò mai l'alba della nuova era che ho sognato per tutta la vita... La Sicilia... al centro del mondo... (Dionisio; p. 271)
La vedrai, invece. Torneremo a casa e finiremo questa guerra, una buona volta. Vincerai... Vincerai, Dionisio, perché sei tu il più grande. (Filisto; p. 271)
Firmai io la pace, appena ebbi il potere per farlo, e cercai di mantenerla. Ma non incutevo paura a nessuno e perfino i filosofi volevano insegnarmi a governare... In capo a dieci anni la grande costruzione di mio padre era in rovina e non sarebbe risorta mai più. Un vecchio generale inviato dalla Metropoli, Timoleonte, sconfisse i Cartaginesi e mi tolse il potere. Poi mi confinò qui, a Corinto, da dove erano partiti i nostri padri fondatori, tanti secoli fa... (Dionisio II; p. 272)
Frasi da «L'armata perduta»
Sognare non costa nulla e per un po' è come vivere un'altra vita: quella che tutte avremmo voluto e che non abbiamo né avremo mai. (cap. 1)
Aveva fatto bene a risparmiarlo: i poeti non dovrebbero mai morire perché ci regalano quello che altrimenti non potremmo mai avere. Essi vedono molto oltre il nostro orizzonte, come se abitassero sulla cima di una montagna altissima, odono suoni e voci che noi non udiamo, vivono molte vite contemporaneamente, e soffrono e gioiscono come se queste vite fossero reali e concrete. Vivono l'amore, il dolore, la speranza con un'intensità sconosciuta anche agli dèi. (Abira: cap. 5)
Sono sempre stata convinta che siano una stirpe a sé stante: ci sono gli dèi, ci sono gli umani. E ci sono i poeti. Essi nascono quando il cielo e la terra sono in pace fra loro o quando scocca la folgore nel cuore della notte e colpisce la culla di un bambino senza ucciderlo, sfiorandolo soltanto con una carezza di fuoco. (Abira: cap. 5)
Le 7 meraviglie del mondo antico
È la prima delle Sette Meraviglie, la più sfuggente e inafferrabile, cercata a lungo da poeti, archeologi e studiosi: i Giardini Pensili di Babilonia.
Ma cosa fa dei Giardini Pensili babilonesi qualcosa di così unico e speciale? Essi sono unici e diversi da tutti gli altri giardini della storia perché non crescono sulla terra né affondano le radici, ma sono sospesi nell'aria, su un piano sorretto da colonne o sostegni.
Un antico paradiso. Il sogno antico di una principessa malinconica che diventa realtà.
Sappiamo esattamente dove si trovava il Mausoleo grazie ad alcuni scavi che vennero effettuati verso la metà dell'Ottocento ad Alicarnasso. Era a destra del teatro e di fronte alla baia. Una simile posizione ha un significato importante che si collega con la tradizione delle colonie greche, dove, al centro della città, sorgeva il monumento funerario del fondatore. Questi era nominato dall'oracolo e quindi aveva un carisma particolare, una sorta di sacralità.
Si suppone quindi che l'edificio sia stato innalzato quando Mausolo era ancora vivo. Fu certamente lui a scegliere lo spiazzo a destra del teatro, nell'incavo di una collina e in posizione dominante. Il Mausoleo fu quindi eretto di fronte al porto, ma su un fondo piuttosto duro e compatto, e fu probabilmente questo a preservarlo per parecchi secoli.
Frasi da «Le paludi di Hesperia»
Ora una paura sconosciuta e ben maggiore lo spingeva a strisciare nel buio. La paura di essere stato dimenticato. Non c'è nulla di più terribile per l'uomo.
Conosci qualcuno che meriti di morire? Sprofondare nel buio lasciando per sempre il profumo dell'aria e del mare, i colori del cielo, dei monti e dei prati, il sapore del pane e l'amore delle donne… c'è qualcuno che merita un simile orrore, solo per il fatto di essere nato? [Tenefo, servo hittita]
Nessuno è più forte di un uomo che non ha più nulla da aspettarsi dalla sorte. [Diomede]
Soltanto tra familiari ci si può odiare veramente. [Anaxibia, sorella di Menelao]
Il mondo, in fondo, è lo stesso dovunque. Sono gli uomini che lo abitano a renderlo diverso. [Malech, Chnan]
I poveri sono uguali in tutto il mondo. [Tenefo, hittita]
Il mio passato che torna: devo ucciderlo se voglio conquistare il futuro. [Diomede]
Non ho mai conosciuto una guerra che non fosse maledetta, che non portasse lutti e dolori senza fine. [Malech, Chnan]
Una quercia non può generare un giunco e un'aquila non può dare alla luce un corvo. [Diomede]
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026