Frasi
Frasi di Vasco Pratolini
16 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 16 citazioni di Vasco Pratolini, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Vasco Pratolini (scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Vasco Pratolini
I fiorentini amano il vino. Dante medesimo fu altissimo poeta e grande bevitore. Il vino sta ai fiorentini come il caffè ai napoletani, come sta la birra ai tedeschi, il tè agli inglesi e la coca-cola agli americani.
L'esperienza dei quotidiani rapporti col mondo ostile, e delle quotidiane rinunzie a cui è costretta la povera gente, ti aveva già provato. Era evidente che avevi subìto un trauma dal quale soltanto adesso ti riprendevi. Stavi scoprendo te stesso, ti rendevi conto, dolorosamente, di avere vissuto fino ad allora, una vita precaria e assurda, del tutto opposta alla realtà che dovevi ora affrontare senza possederne gli elementi. Quando finalmente scoprivi il mondo coi tuoi propri occhi, non era più il mondo che esternamente ti era familiare, ma un altro, diverso e ostile, ove dovevi inserirti a forza, ed ove le tue abitudini, le tue maniere, i tuoi stessi pensieri erano inadatti e addirittura negativi. La nuova realtà ti rifiutava.
L'uomo è come un albero e in ogni suo inverno levita la primavera che reca nuove foglie e nuovo vigore.
La vita è una cella un po' fuori dell'ordinario, più uno è povero più si restringono i metri quadrati a sua disposizione.
Le idee non fanno paura a chi ne ha.
Olga mi chiese: "Ma come si fa ad essere sicuri di amare?" Improvvisamente mi vennero delle parole alle labbra; senza una percezione della posta che stavo giocando, dissi: "È facile, credo. Quando si pensa ad una persona giorno e notte, e non si è felici se non accanto a lei, allora siamo innamorati. Io per esempio, sono ormai sicuro di non amare che te".
Frasi da «Metello»
Ci si domanda come riempie la giornata la gente che vive senza aver bisogno di lavorare, e ci si risponde che, al solito, è questione di denaro.
I morti che ci hanno fatto del bene, si ricompensano guardando in faccia i vivi.
Il pane del povero è duro, e non è giusto dire che dove cè poca roba c'è poco pensiero. Al contrario. Stare a questo mondo è una fatica, soprattutto saperci stare.
La nostra fortuna con le donne è subordinata al nostro successo di esordienti che ci persuade di essere nati, almeno sotto questo punto di vista, fortunati. E di cui le donne subiscono il richiamo: è come ne portassimo addosso diciamo l'odore.
Metello diventò vero italiano e vero uomo: prima ancora di essere elencato nei registri del comune, si trovò registrato negli elenchi della polizia.
Quando ci vogliamo spiegare certe circostanze, decisive per la nostra vita, ci si risponde che è destino, che è successo non sappiamo come.
Dicono di «Metello»
Gli scrittori che continueranno ai giorni nostri a fare dell'eroismo alle spalle degli operai (come avviene continuamente nell'URSS) cadranno nell'errore d'Arcadia di cui parlava Vittorini. Metello è forse il primo romanzo operaio che non sia il romanzo di un gruppo scelto di operai. (Dominique Fernandez)
Frasi da «Cronache di poveri amanti»
La vita è una cella un po' fuori dell'ordinario, piú uno è povero piú si restringono i metri quadrati a sua disposizione. L'importante consiste nel sapere stabilire dentro di noi quell'equilibrio che fa il mondo vasto come il cielo.
Adattamenti
Cronaca familiare (1962)
Dicono di Vasco Pratolini
Ora, il difetto costitutivo delle Cronache di poveri amanti consiste a mio parere nel fatto che l'avvento del fascismo vi funziona un po' da cartina di tornasole che misura la buona o cattiva spontaneità dei personaggi e rivela in essi gli "italiani" e "italieschi" che coesistevano sonnecchiando e lavorando e fornicando tra i vecchi umidi muri di Via del Corno fin dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini. Che queste reazioni individuali al fascismo siano veracemente ed efficacemente caratterizzate è indubbio, e ciò fa delle Cronache un libro pur sempre notevole: tuttavia ciò non cancella l'impressione di un episodio storico che investe Via del Corno senza poterne scuotere la sostanziale atemporalità. Tale impressione è confortata dalla ripresa della tecnica corale, a scene girevoli, del Quartiere, con la stessa ariosità ma anche con la stessa apertura che tende a dissolvere la forma del romanzo e che corrisponde all'atmosfera senza tempo tinta del "'popolo minuto' sempre, fatto ignaro ormai, ciompi da se stessi traditi", come si dice appunto nel Quartiere.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026