Frasi
Frasi di Vincenzo Spagnolo
11 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 11 citazioni di Vincenzo Spagnolo, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Vincenzo Spagnolo (giornalista e scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Vincenzo Spagnolo
Perfino nello sport giovanile, che dovrebbe essere la culla degli atleti del futuro, troppi allenatori e troppi genitori dipingono chi esce dal campo senza vincere solo come un misero "perdente", quasi un fallito da sbeffeggiare. Dimenticando colpevolmente una delle prime, elementari verità di ogni sport e di qualsiasi competizione: senza l'impegno degli avversari, la vittoria, nessuna vittoria avrebbe alcun merito né alcun sapore.
Talvolta, anche in occasione di eventi terribili, è amaro constatare come con il passare del tempo l'espressione "per non dimenticare" finisca con l'impolverarsi, per ridursi a un vuoto slogan. Troppe volte abbiamo visto come – quando il circo Barnum dei media trasloca e le telecamere delle tv e i nugoli di cronisti sciamano altrove – su un fatto cali il sipario e pian piano segua l'oblio.
[...] in una società in cui ancora troppe disparità e soffitti di cristallo bloccano il cammino delle donne, favorire nella pratica sportiva occasioni di confronto "alla pari" fra maschi e femmine può contribuire a diffondere fra i più giovani semi fruttuosi di coeducazione, in modo che possano diventare adulti convinti del fatto che le differenze fra uomini e donne non debbano essere motivo per prevaricare l'altro o l'altra.
Non si era mai vista una squadra femminile in un campionato maschile nella compassata terra d'Albione, patria delle regole del calcio e così legata alle vecchie e confortanti tradizioni. Ma tutte le tradizioni finiscono con l'essere innovate, prima o poi.
A volte, in certi luoghi di confine aridi o infestati dove il seme evangelico della Parola di Dio fatica a farsi strada, può essere proprio uno scout, con la sua bussola e il suo alpenstock, a tracciare una via.
La Calabria è «come una Cenerentola che da secoli ha perduto a scarpiceddra, ma nessuno la ritrova»
La questione della Calabria è la questione dell'Italia. E i calabresi meritano una stagione nuova d'impegno, trasparenza e responsabilità, che li scuota da questo limbo di amara rassegnazione e li aiuti a ricostruire il futuro.
I ranchos sono le infinite baraccopoli venezuelane: migliaia di casupole, pareti di mattoni a vista e tetti di lamiera, strade che sono vicoli, otto persone in pochi metri quadri. Andando verso Caracas, stanno come piccoli presepi, addossati a qualsiasi rilievo, con la gente che pullula e i bambini scalzi che attendono il rallentare del Land Rover per chiedere dai finestrini che tu faccia tintinnare qualche spicciolo di Bolivar nel loro barattolo. È lì, in prevalenza, che abitano i poveri: quelli che vivono di carità, di lavoretti o del sueldo minimo, le parrucchiere e gli impiegati, i venditori ambulanti che si alzano alle 4 di mattina per prendere tre autobus e una metropolitana e sbarcare il lunario.
La curiosità avrà pure ucciso il gatto, come dicono gli inglesi, ma mantiene attivi e operativi i giornalisti.
Un giornalista dev'essere curioso, intelligente, deduttivo, capace di indagare le connessioni tra i fatti e di verificare ogni aspetto, bravo scrittore e abile oratore. E, da ultimo ma non meno importante, dev'essere vero, onesto, gentile con le persone umili e duro con quelle forti. Perché solo l'onestà, la verità e il rispetto per tutte le persone, potenti o umili, possono mantenere connesso un giornalista con il suo pubblico per molto tempo.
La propaganda è come la marea: prima o poi si ritira, lasciando sulla spiaggia solo i rottami di logore promesse.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026