Ritratto di Vittorio Sereni
Adriano Alecchi · Public domain

Frasi

Frasi di Vittorio Sereni

28 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Vittorio Sereni raccolte in un'unica pagina: 28 frasi, divise per libro e argomento.

Vittorio Sereni (poeta, scrittore e traduttore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Vittorio Sereni

Ho avuto modo, dopo aver sentito qualche parere altrui, di leggere i versi della Cumani-Quasimodo e di farmene un'idea. Il meno che si possa dire è che si tratta di un testo con sicuri pregi di schiettezza e di nettezza espressiva.
Citato in Maria Cumani Quasimodo, «O forse tutto non è stato», Nicolodi, Rovereto (TN), 2003, p. 7. ISBN 88-8447-064-1
Come nella grafica, mentre di solito si disegna in nero su uno sfondo bianco, può accadere il contrario, cioè disegnare in negativo, qualcosa di analogo ho fatto io. Sono cioè partito da una situazione che sapevo negativa, nonostante questo e, anzi, proprio per questo.
Da AA.VV. Sulla poesia. , Pratiche, Parma, 1961, p. 58. Citato in Il grande amico. , pp. 231-232, nota.

Frasi da «Diario d'Algeria»

Come un cordoglio / ho lasciato l'estate sulle curve / e mare e deserto è il domani / senza più stagioni.
Da Italiano in Grecia, in Il grande amico. , p. 71.
Ora il giorno è un sospiro / e tutta l'Attica un'ombra.
Da La ragazza d'Atene, in Il grande amico. , p. 73.
Non sa più nulla, è alto sulle ali / il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna. / Per questo qualcuno stanotte / mi toccava la spalla mormorando / di pregar per l'Europa / mentre la Nuova Armada / si presentava alla costa di Francia. / Ho risposto nel sonno: – È il vento, / il vento che fa musiche bizzarre. / Ma se tu fossi davvero / il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna / prega tu se lo puoi, io sono morto / alla guerra e alla pace. / Questa è la musica ora: / delle tende che sbattono sui pali. / Non è musica d'angeli, è la mia / sola musica e mi basta. (campo Ospedale 127, giugno 1944)
In Il grande amico. , p. 79.
Così una donna amata e passata ad altri: si muove e parla, o tace, e ancora si sa che cosa c'è dietro quei moti e quei silenzi, ma non è il sapere che tutto ciò è per altri che ti dà pena – o non è solo questo –, è il sentire che altri ne prova delizia e ci legge e ci scopre, quasi fosse lui il primo, quanto già tu vi hai letto e scoperto; o peggio, ci vede altro da ciò che tu vi avevi visto e cancella i tuoi segni, per sostituirvi i propri, dalla lavagna che è lei.
Da Frammenti di una sconfitta, in Il grande amico. , p. 91.

Frasi da «Frontiera»

S'è strozzato nel caldo / il concerto della vita che svaria / in estreme girandole d'acqua.
Il verde è sommerso in neroazzurri. / Ma le zebre venute di Piemonte / sormontano riscosse a un hallalì / squillato dietro barriere di folla. / Ne fanno un reame bianconero. / La passione fiorisce fazzoletti / di colore sui petti delle donne.
Da Domenica sportiva, in Il grande amico. , p. 49.
Queste tue mani a difesa di te: / mi fanno sera sul viso.
Colgo il tuo cuore / se nell'alto silenzio mi commuove / un bisbiglio di gente per le strade.
Ti distendi e respiri nei colori. / Nel golfo irrequieto / nei cumuli di carbone irti al sole / sfavilla e s'abbandona / l'estremità del borgo. / Colgo il tuo cuore / se nell'alto silenzio mi commuove / un bisbiglio di gente per le strade. / Morto in tramonti nebbiosi d'altri cieli / sopravvivo alle tue sere celesti, / ai radi battelli del tardi / di luminarie fioriti. / Quando pieghi al sonno e dài suoni di zoccoli e canzoni / e m'attardo smarrito ai tuoi bivi / m'accendi nel buio d'una piazza / una luce di calma, una vetrina. / Fuggirò quando il vento investirà le tue rive; / sa la gente del porto quant'è vana la difesa dei limpidi giorni. / Di notte il paese è frugato dai fari, / lo borda un'insonnia di fuochi / vaganti nella campagna, / un fioco tumulto di lontane / locomotive verso la frontiera.
Da Inverno a Luino, in Poesie, Arnoldo Mondadori Editore, 1948.
Improvvisa ci coglie la sera. / Più non sai / dove il lago finisca; / un murmure soltanto / sfiora la nostra vita / sotto una pensile terrazza. // Siamo tutti sospesi / a un tacito evento questa sera / entro quel raggio di torpediniera / che ci scruta poi gira se ne va.
Da Terrazza, in Il grande amico. , p. 58.
Voi morti non ci date mai quiete / e forse è vostro / il gemito che va tra le foglie / nell'ora che s'annuvola il Signore.
Da Strada di Zenna, in Il grande amico. , p. 61.
Presto la vela freschissima di maggio / ritornerà sulle acque / dove infinita trema Luino / e il canto spunterà remoto [...].
Da Strada di Creva, I, in Poesie e prose, Mondadori, 2013, p. 114. ISBN 88-520-3980-5

Frasi da «Gli strumenti umani»

Per fare il bacio che oggi era nell'aria / quelli non bastano di tutta una vita. || [...] || Folta di nuvole chiare / viene una bella sera e mi bacia / avvinta a me con fresco di colline. // Ma nulla senza amore è l'aria pura / l'amore è nulla senza la gioventù. (da Mille Miglia)
In Il grande amico. , p. 104.
Troppe ceneri sparge attorno a sé la noia, / la gioia quando c'è basta a sé sola.
Tutto, si sa, la morte dissigilla. / E infatti, tornavo, / malchiusa era la porta / appena accostato il battente. / E spento infatti ero da poco, / disfatto in poche ore. (da Le sei del mattino, in Il grande amico. , p. 106)
La parte migliore? Non esiste. O è un senso / di sé sempre in regresso sul lavoro / o spento in esso, lieto dell'altrui pane / che solo a mente sveglia sa d'amaro.(da Morte in fabbrica, V)
In Il grande amico. , p. 110.
Un grande amico che sorga alto su di me / e tutto porti me nella sua luce, / che largo rida ove io sorrida appena / e forte ami ove io accenni a invaghirmi... (da Il grande amico, vv. 1-4)
Citato in Studi di letteratura italiana in onore di Francesco Mattesini, a cura di Enrico Elli, Giuseppe Langella, Centro di ricerca letteratura e cultura dell'Italia unita, Vita e Pensiero, 2000, p. 651. ISBN 88-343-040
«D'amore non esistono peccati, / s'infuriava un poeta ai tardi anni, / esistono soltanto peccati contro l'amore». / E questi no, non li perdoneranno.
Da Quei bambini che giocano, in Il grande amico. , p. 114.
L'Italia, una sterminata domenica. / Le motorette portano l'estate / il malumore della festa finita.| Sfrecciò vano, ora è poco, l'ultimo pallone / e si perse: ma già / sfavilla la ruota vittoriosa.| E dopo, che fare delle domeniche? / Aizzare il cane, provocare il matto... / Non lo amo il mio tempo, non lo amo. / L'Italia dormirà con me. / In un giardino d'Emilia o Lombardia / sempre c'è uno come me / in sospetti e pensieri di colpa / tra il canto di un usignolo / e una spalliera di rose...[...]
La fine del campionato di calcio. Il grande amico, p. 229, nota.
I morti non è quel che di giorno / in giorno va sprecato, ma quelle / toppe d'inesistenza, calce o cenere / pronte a farsi movimento e luce.
Da La spiaggia, in Il grande amico. , p. 149.
Sùbito fuori da Mendrisio, al bivio / per Varese. / «Non ci siamo mai visti, ma / ci conosciamo, – disse – sono Isella.» // O azzurra fermezza di occhi di re / di Francia rimasti con gioia in Lombardia... (A un distributore)

Scheda del libro «Gli strumenti umani»

Frasi da «Stella variabile»

Fabbrica desideri la memoria, / poi è lasciata sola a dissanguarsi / su questi specchi multipli. / Ma guarda / – tornano voci dalla foce – guarda da un'ora all'altra / come cambiano i colori: di grigio in verde, di verde / in freschissimo azzurro. / Amalo dunque – da cosa a cosa / è la risposta, da specchiato a specchiante – / amalo dunque il mio rammemorare / per quanto qui attorno s'impenna sfavilla si sfa: / è tutto il possibile, è il mare.
Da Un posto di vacanza, III, in Il grande amico. , pp. 167-168.
Niente ha di spavento / la voce che chiama me / proprio me / dalla strada sotto casa / in un'ora di notte: / è un breve risveglio di vento, / una pioggia fuggiasca. / Nel dire il mio nome non enumera / i miei torti, non mi rinfaccia il passato. / Con dolcezza (Vittorio, / Vittorio) mi disarma, arma / contro me stesso me.
Da Paura seconda, in Il grande amico. , p. 180.
Sappi – disse ieri lasciandomi qualcuno – / sappilo che non finisce qui, / di momento in momento credici a quell'altra vita, / di costa in costa aspettala e verrà / come di là dal valico un ritorno d'estate. // Parla così la recidiva speranza, morde / in un'anguria la polpa dell'estate, / vede laggiù quegli alberi perpetuare / ognuno in sé la sua ninfa / e dietro la raggera degli echi e dei miraggi / nella piana assetata il palpito di un lago / fare di Mantova una Tenochtitlán. // Di tunnel in tunnel di abbagliamento in cecità / tendo una mano. Mi ritorna vuota. / Allungo un braccio. Stringo una spalla d'aria. // Ancora non lo sai – sibila nel frastuono delle volte / la sibilla, quella che sempre più ha voglia di morire – non lo sospetti ancora / che di tutti i colori il più forte / il più indelebile / è il colore del vuoto?
Da Autostrada della Cisa, in Il grande amico. , pp. 184-185.

Dicono di Vittorio Sereni

Era un uomo complesso, dotato di un fascino naturale, disarmante, che lo faceva amare da tutti.
Alcide Paolini
Sereni è stato sepolto a Luino, suo e mio dolce luogo nativo: una giornata di quelle nelle quali può culminare la vita di un poeta. Il nostro paese gli aveva preparato uno scenario di lago azzurro, di nubi argentate, di nevi bianchissime sui monti, chiuso in un cristallo di gelo.
Piero Chiara

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026