Ritratto di Washington Irving
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Frasi

Frasi di Washington Irving

19 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Washington Irving raccolte in un'unica pagina: 19 frasi, divise per libro e argomento.

Washington Irving (scrittore statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Washington Irving

Gli uomini che in casa sottostanno alla disciplina di una moglie bisbetica sono appunto quelli che, fuori, sono più concilianti e ossequiosi.
Da Rip Van Winkle, p. 6.
Gli spiriti piccini sono domati e soggiogati dalla calamità; ma i grandi si librano su di essa.
Citato in Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, Il libro dei mille savi, Hoepli, Milano, 2022, n. 1827. ISBN 978-88-203-3911-1
In una città marittima presentan l'onde irresistibili attrattive all'ardente curiosità della gioventù, la cui immaginazione mille lusinghieri prestigi viensi ognora formando. Per lei tutto è vago, tutto è invidiabile al di là dei flutti. E Genova, fortificata e ristretta in verso il nord da scoscese montagne, offria picciol campo alle terrestri imprese. Cangiava ella di scena. L'avido genio del commercio guidava i figli di lei sul propizio elemento a cercar tesori di contrada in contrada; nè sol tesori cercavan essi, che l'errante patrio naviglio spesso facea pentire sui flutti, chi l'insultava, e spargendo il terrore sulle più remote spiagge carco di gloria e di bottino tornava ai patrii lidi. Il Foglietta nella sua storia di Genova ci pinge la gioventù di quella Repubblica come estremamente avida di girne errando in cerca di fortuna, coll'intenzione di far poscia alla patria ritorno; ma soggiunge, che di venti i quali con sì fatto pensiero partiano, appena due il poneano ad effetto, morendo gli altri, od accasandosi in paesi stranieri, o lungi fermandosi pel timore delle civili discordie che tanto travagliavano la Repubblica.
Da Storia e viaggi di Cristoforo Colombo, Giulio Bestetti, Milano, cap. I, p. 10
L'ospitalità sincera proviene direttamente dal cuore: è impossibile definirla, ma si percepisce all'istante e il nuovo arrivato si sente subito a suo agio.
Da La vigilia di Natale, ne Il mistero di Sleepy Hollow e altri racconti.
Quando i tuoi amici cominciano a complimentarsi per la tua aria giovanile, puoi star certo che pensano che stai invecchiando.
Da Bracebridge Hall; citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894
Una lingua affilata è il solo strumento tagliente che, con l'uso, migliori il filo.
Da Rip van Winkle, ne Il mistero di Sleepy Hollow e altri racconti.

Frasi da «La leggenda di Sleepy Hollow»

Se mai dovessi desiderare un rifugio per scappare dal mondo e dalle sue distrazioni, per impiegare il resto della mia vita tormentata a sognare in tranquillità, non mi viene in mente luogo migliore di quella piccola vallata.
A causa della placidità indolente del posto e del carattere peculiare dei suoi abitanti, tutti discendenti dei primi coloni olandesi, questa valle isolata è da lungo tempo conosciuta con il nome di Sleepy Hollow [...]. Un'atmosfera sonnacchiosa e onirica avvolge questa terra e ne pervade l'aria. Alcuni raccontano che sul luogo venne lanciato un sortilegio da parte di un esimio dottore tedesco agli albori dell'insediamento; altri sostengono che un vecchio capo indiano, il profeta o lo sciamano della sua tribù, celebrasse lì i suoi rituali, prima che il paese venisse scoperto dal capitano Hendrick Hudson. Quel che è certo è che il posto continua a subire l'influenza di un qualche incantesimo, capace di stregare le menti delle brave persone che vi dimorano, portandole ad andare in giro in una perenne condizione trasognata. (2012, pp. 7-8)
Il suo cognome, Crane, ovverosia "gru", era intonato alla sua persona. Era alto ma troppo esile, di spalle strette, con braccia e gambe lunghe, mani che penzolavano a un miglio di distanza dalle maniche e piedi che avrebbero potuto essere usati come pale; il suo fisico nel complesso pareva essere tenuto insieme da nodi troppo lenti. Aveva la testa piccola e piatta in cima, con enormi orecchie e grandi occhi verdi e freddi, e un lungo naso da beccaccino, tanto che ricordava un gallo segnavento issato su un'asta lunga e sottile per indicare la direzione in cui spira la brezza. A scorgerlo mentre risaliva a grandi falcate il profilo di una collina in una giornata ventosa, con gli abiti gonfi e svolazzanti, lo si sarebbe potuto scambiare per un demone della carestia sceso sulla terra, o magari per uno spaventapasseri fuggito da un campo di grano. (2012, pp. 11-12)
A dirla tutta, era un uomo coscienzioso, che aveva sempre in mente la regola d'oro: "Risparmia la verga e vizierai il bambino"; e gli alunni di Ichabod Crane di certo non erano viziati. (2012, pp. 13-14)
Di solito il maestro di scuola è una figura di una certa importanza tra le donne di una comunità rurale; è considerato una sorta di indolente gentiluomo, di gusti e modi di gran lunga superiori a quelli dei rozzi corteggiatori di campagna e, di fatto, inferiore solo al parroco per erudizione. (2012, pp. 17-18)
[...] e lui avrebbe avuto una vita felice, a dispetto del Diavolo e delle sue opere, se il suo cammino non avesse incrociato quello di una creatura che per un comune mortale è causa di maggior sgomento di qualunque fantasma, spettro e dell'intera genia delle streghe messi assieme: una donna. (2012, p. 23)
Davanti alla porta del granaio avanzava fiero e impettito il valoroso gallo, marito modello, combattente e impeccabile gentiluomo. Batteva le sue ali brune e cantava con il cuore felice e traboccante di orgoglio, mentre grattava per terra con vigorose zampate e poi generosamente chiamava a raccolta la sua famiglia di mogli e figli sempre affamati, per condividere il buon bocconcino che aveva trovato. (2012, p. 26)
Confesso di non sapere come si corteggino e si conquistino i cuori delle donne. Per me sono sempre stati un mistero e motivo di ammirazione. Alcuni sembrano avere un solo punto debole, un'unica via d'accesso; mentre altri hanno migliaia di viali e possono esser catturati in mille modi diversi. Aver ragione dei primi è testimonianza di eccezionale abilità, ma prova ancor migliore di grandi capacità belliche è tenere in pugno quelli del secondo tipo, perché l'uomo deve presidiare ogni porta e finestra.
Pertanto, chi conquista migliaia di cuori comuni si è meritato un qualche riconoscimento, ma colui che esercita il suo dominio sul cuore di una donna civettuola è davvero un eroe. (2012, p. 37)
L'animale che egli cavalcava era un cavallo rovinato dall'aratro, che con l'età aveva perduto ogni bella qualità, ma conservato tutti i vizi; era magro e irsuto, con un collo da pecora ed una testa a forma di martello, la criniera spelacchiata e la coda erano tutte aggrovigliate con bacche spinose; un occhio era senza pupilla, e guardava fisso come quello di uno spettro, ma l'altro conservava un luccichio davvero diabolico. Pure, a giudicare dal suo nome, «Polvere da sparo», doveva essere stato un tempo un cavallo focoso e vivace. (1992, pag. 71)
Tutti coloro che non capivano la fatica del lavoro intellettuale pensavano che vivere come lui fosse meravigliosamente facile.

Scheda del libro «La leggenda di Sleepy Hollow»

Lo straniero misterioso

Appena entrato in quel porto attraversando i due moli che lo rinchiudono, e in prospetto ad un anfiteatro di palagi e tempii e sontuosi giardini che s'innalzavano in bell'ordine l'uno su l'altro, lì m'accorsi quanto diritto avesse cotesta città al suo tìtolo di Genova la Superba. (p. 24)
Quando attraversai Strada Balbi e Strada Nuova, quelle strade tutte palagi, arrestando con istupore lo sguardo sul lusso d'architettura che si estendea per ogni parte d'intorno a me; e quando su l'imbrunire del giorno mi trovai passeggiando fra una bella e giuliva calca di gente che andava a diporto lungo i viali cui fa ombra un curvilineo filare di alberi su la piazza dell'Acqua Verde, o fra i colonnati e i terrazzi de' maestosi giardini Doria, io pensai ch'uomo non potesse altrove, fuorché in Genova, esser beato. (p. 24)
Oh quante volte mi diportai lungo i pittoreschi lidi di Sestri, quante volte ne salii gli alpestri gioghi, d'onde io contemplava e quella costa ingemmata di pompose ville, e dinanzi a me l'azzurro mare, e sul suo romantico promontorio la gentile architettura del faro di Genova in lontananza [...] (p. 32)
Prospero fu il nostro viaggio; e oh! qual estasi mi rapì nell'alba di quel giorno in cui mi si pararono innanzi le boscose cime degli Appennini che quasi a guisa di nubi circondavano l'orizzonte. Una grata aura estiva increspava a seconda il flutto che ci traea verso Genova. Avvicinatasi a noi per insensibili gradi, surse dall'argenteo seno del mare, quasi creata da un incanto, la costa di Sestri, e con essa la serie di ville e superbi palagi che tutta abbellivano quella riva. (p. 42)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026