Frasi
Frasi di Winston Churchill
112 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Winston Churchill raccolte in un'unica pagina: 112 frasi, divise per libro e argomento.
Winston Churchill (politico, storico, giornalista e militare britannico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Winston Churchill
A meno che non ci muoviamo, sbarchiamo, combattiamo Hitler e battiamo le sue forze sulla terra, non vinceremo mai questa guerra.
A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada.
Alcuni vedono l'impresa privata come una tigre feroce, da abbattere subito. Altri la vedono come una mucca da cui mungere. Non abbastanza persone la vedono come un robusto cavallo che traina un solido carro.
Colui che non riesce a pianificare sta progettando di fallire.
Da Stettino nel Baltico a Trieste nell'Adriatico una cortina di ferro è discesa attraverso il continente.
Diciamolo: le parole brevi sono le migliori. E le parole vecchie, quando brevi, sono le migliori in assoluto.
È impossibile ottenere una condanna per sodomia da una giuria inglese. Metà dei giudici non crede che possa essere fisicamente compiuta, e l'altra metà la sta facendo.
È per questo che siamo entrati in guerra contro la Germania, perché la Polonia fosse libera e sovrana.
È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate finora.
Essere accondiscendenti per debolezza e per paura è... fatale. Esserlo da una posizione di forza è magnanimo.
Gli bastava muoversi impettito e mettersi in posa facendo tintinnare la sciabola nel fodero. Desiderava solo sentirsi come Napoleone senza combattere battaglie. [...] Ma sotto tutte quelle pose e orpelli vi era un uomo molto comune, vanesio ma nel complesso benevolo, che coltivava la speranza di passare per un secondo Federico il Grande.
Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre.
Gli U-boot in mare devono essere cacciati, gli U-boot in cantiere o in porto devono essere bombardati.
Hitler sta attaccando con tutte le forze al suo comando. È una scommessa disperata e la posta in gioco non è niente di meno che la dominazione sull'intera razza umana.
I dittatori cavalcano tigri dalle quali non osano smontare. E le tigri cominciano ad aver fame.
I panni dei servizi segreti si possono, anzi si devono lavare più spesso degli altri; ma, a differenza degli altri, non si possono mettere ad asciugare alla finestra.
I problemi della vittoria sono più piacevoli di quelli della sconfitta, ma non meno difficili a risolversi.
I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri.
I risparmi sono una cosa molto buona soprattutto se i tuoi genitori li hanno fatti per te.
I veri furfanti sono di un'altra stoffa.
Il fattore centrale della politica sovietica era la paura [...] Mosca temeva la nostra amicizia più della nostra inimicizia [...] La forza crescente dell'Occidente avrebbe rovesciato questo stato di cose, inducendoli a temere la nostra inimicizia più della nostra amicizia, e quindi a cercare la nostra amicizia.
Il vizio insito nel capitalismo è la ineguale distribuzione della ricchezza. La virtù insita nel socialismo è la uguale distribuzione della miseria.
In tutta la guerra, l'unica cosa che mi abbia realmente terrorizzato è stato il pericolo degli U-boot.
Io sono finito.
Io non ammetto che sia stato fatto nulla di male ai pellerossa d'America, e neppure ai neri d'Australia, quando una razza più forte, una razza di qualità migliore è arrivata e ne ha preso il posto.
Io sono sempre pronto ad imparare, sebbene non sempre gradisca che altri mi insegnino.
L'epoca della procrastinazione, delle mezze misure, del mitigare, degli espedienti inutili, del differire sta giungendo alla fine. Ora stiamo entrando nell'epoca dove ogni azione causa conseguenze.
L'oratore incarna le passioni della moltitudine. Per poter ispirare qualsiasi emozione, deve esserne lui stesso attraversato. Per suscitare indignazione, il suo cuore deve essere colmo di rabbia. Per muovere alle lacrime deve far fluire le proprie. Per convincere, deve credere. Le sue opinioni possono mutare man mano che le loro impressioni sbiadiscono, ma ogni oratore intende ciò che dice nell'istante in cui lo dice. Spesso potrà essere incoerente. Ma non sarà mai consapevolmente falso.
L'ottava armata avanza su Tripoli, valanga di ferro, di fuoco e di speranza.
L'ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità.
La democrazia è più vendicativa dei Gabinetti. Le guerre tra i popoli saranno più orribili di quelle tra i re.
La guerra è un gioco che si gioca con un sorriso. Se non riuscite a sorridere mostrate i denti. Se non ci riuscite tenetevi in disparte finché non ce la fate.
La massima del popolo inglese è: "Business as usual".
La responsabilità è il prezzo della grandezza.
La Russia è stata ibernata in un inverno indefinito di subumana dottrina e di sovrumana tirannide.
La sostituzione di Badoglio con questo gruppo di vecchi e famelici politicanti è, credo, un grande disastro; dal momento in cui, sfidando il nemico, Badoglio ci ha consegnata sana e salva la flotta, egli è stato per noi un utile strumento. Era inteso, credo, che egli sarebbe dovuto rimanere al suo posto...
La storia sarà gentile con me, poiché intendo scriverla.
Lo statista che si lascia prendere dalla guerra non è più un abile politico ma preda di inevitabili ed incontrollabili eventi.
Mai credere in una guerra corta e felice o che chiunque si imbarchi in uno strano viaggio possa prevedere le insidie e gli uragani che incontrerà.
Meglio fare le notizie che riceverle; meglio essere un attore che un critico.
Nessuna ora della vita è sprecata, se viene passata in sella.
Noi dobbiamo costruire una specie di Stati Uniti d'Europa.
Non c'è, per nessuna comunità, investimento migliore del mettere latte dentro ai bambini.
Non è la fine. Non è neanche il principio della fine. Ma è, forse, la fine del principio.
Non ho altro da offrire che sangue, fatica, lacrime e sudore.
Non riesco a capire tutte queste remore sull'uso del gas. Io sono estremamente a favore dell'uso del gas velenoso contro le tribù incivili. Ciò avrebbe un bell'effetto morale e diffonderebbe un terrore durevole.
Non siamo un popolo giovane con un passato innocente e una piccola eredità. Ci siamo accaparrati [...] una quota assolutamente sproporzionata dei beni e dei traffici mondiali. Abbiamo tutti i territori che vogliamo, e la nostra pretesa di essere lasciati in pace a godere di possedimenti vasti e splendidi, acquisiti principalmente con la violenza, mantenuti in gran parte con la forza, in molti casi sembra agli altri più irragionevole che a noi.
Non sono allarmato dalla prospettiva della separazione tra le popolazioni così come non sono allarmato dai trasferimenti su larga scala, che nelle moderne condizioni sono molto più agevoli di quanto siano mai stati nel passato.
Penso che dovremo prendere in mano i cinesi e regolamentarli. Credo che via via che le nazioni civili diventeranno più potenti diventeranno più spietate e verrà il tempo in cui il mondo sopporterà con impazienza l'esistenza di grandi nazioni barbare che possono in qualsiasi momento armarsi e minacciare le nazioni civili. Credo nella definitiva divisione della Cina - intendo dire definitiva. Spero che non dovremo farlo ai nostri giorni. La razza ariana è destinata a trionfare.
Per quanto visto circa i nostri amici sovietici sono convinto che non vi sia nulla che essi ammirino e rispettino tanto come la forza e non vi è nulla verso cui abbiano minor rispetto che la debolezza militare.
Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra.
Prima siamo noi a dare forma agli edifici, poi sono questi a dare forma a noi.
Questa è la risposta che darò al presidente Roosevelt: fidatevi di noi. Dateci la vostra benedizione, e con l'aiuto della Provvidenza alla fine andrà bene. Non intendiamo fallire o tentennare; non intendiamo indebolirci o stancarci. Né l'improvviso urto della battaglia, né le lunghe prove della vigilanza e del comando ci fiaccheranno. Dateci gli strumenti, e noi finiremo il lavoro.
Saluto il maresciallo Stalin, il grande campione, e sono fermamente convinto che il nostro trattato di 20 anni con la Russia si dimostrerà uno dei fattori più duraturi e stabili nel preservare la pace, il buon ordine e il progresso dell'Europa.
Senza tradizione, l’arte è un gregge di pecore senza pastore. Senza innovazione, è un cadavere.
Sfuggiremo all'assurdità di far crescere un pollo intero, solo per mangiarne il petto o l'ala, facendo crescere queste parti separatamente in un ambiente adatto.
Si pone la questione: che cosa succederà quando anche loro avranno la bomba atomica e ne avranno accumulate un bel po'? Potete giudicarlo da voi considerando ciò che sta avvenendo oggi. Se sono capaci di tanto in periodi di magra, che cosa faranno in momenti di abbondanza? Se, mese dopo mese, sono capaci di continuare nella loro opera di disturbo e di vessazione nei confronti del mondo, fiduciosi che noi, inibiti dalle nostre convinzioni cristiane ed altruistiche, non useremo questo strano nuovo potere contro di loro, ditemi voi, che cosa faranno nel momento in cui saranno anch'essi in possesso di una grande quantità di bombe atomiche?
Si ritiene che il coraggio sia la prima delle virtù umane. È giusto, perché è la qualità che garantisce tutte le altre.
Si tratta di un indovinello, avvolto in un mistero all'interno di un enigma.
Solo Lenin poteva condurre la Russia nella palude stregata; solo lui poteva trovare la via del ritorno.
Sono fortemente a favore dell'uso di gas velenosi contro tribù non civilizzate.
Stiamo aspettando l'invasione da tanto tempo promessa. Aspettano anche i pesci.
Un'indifferenza alla logica, laddove possa condurre facilmente a gravi affanni, è una delle più spiccate peculiarità inglesi.
Una pecora in abito da pecora.
Uomini e re devono essere giudicati nei momenti della vita in cui sono messi alla prova. Il coraggio è giustamente considerato la più importante delle qualità umane perché […] è la qualità che garantisce le altre.
Vedete i dittatori sui loro piedistalli, circondati dalle baionette dei loro soldati e dai manganelli dei loro poliziotti. Sono protetti su ogni lato da masse di uomini armati, cannoni, aerei, fortificazioni e simili: si vantano e si gloriano dinanzi al mondo, ma nel cuore hanno un timore inespresso. Temono le parole e i pensieri; le parole dette all'estero, i pensieri che si agitano in patria – tanto più potenti perché vietati – li atterriscono.
Citazioni di Winston Churchill – Su Mussolini ed il fascismo
L'Italia [...] è retta da un governo che, sotto la sicura guida del signor Mussolini, non arretra di fronte alle logiche conseguenze della realtà economica e ha il coraggio di imporsi i correttivi finanziari indispensabili per stabilizzare la ripresa del paese.
Se fossi stato un italiano, sono sicuro che avrei dato la mia entusiastica adesione alla Vostra vittoriosa lotta contro gli appetiti e le passione bestiali del leninismo... L'Italia ci ha offerto l'antidoto necessario al veleno russo. D'ora in poi nessuna grande nazione sarà priva dei mezzi decisivi per proteggersi contro la crescita del cancro bolscevico. (1927: citato in George Orwell, Chi sono i criminali di guerra?, in Tra sdegno e passione, p. 369)
Se io fossi italiano sarei stato con voi fin dal principio [...] il vostro movimento ha reso un servigio al mondo intero. (nel 1927, ai giornalisti nel corso di una sua visita a Roma)
Il signor Mussolini è il più grande legislatore fra i viventi. (1933)
Gettare un esercito di un quarto di milione di uomini, comprendente il fior fiore della popolazione maschile italiana, su uno sterile lido distante duemila miglia dalla patria, contro l'opinione del mondo intero e senza controllo dei mari e quindi, in questa situazione, imbarcarsi in quella che può essere una serie di campagne contro un popolo ed in regioni che nessun conquistatore in quattromila anni ha ritenuto che valesse la pena di sottomettere, è un rendersi ostaggio del destino, che non ha un parallelo in tutta la storia. (da un discorso tenuto al City Carlton Club di Londra nel settembre del 1935 a proposito dei preparativi di Benito Mussolini per invadere l'Abissinia)
Che sia un grand'uomo io non lo nego... ma è anche un criminale.
Ma non si poteva tornare più indietro. I "cento giorni" controvoglia di Mussolini erano cominciati. Verso la fine di settembre egli stabilì il suo quartier generale sulle sponde del lago di Garda. Questa pietosa ombra di governo era nota come "Repubblica di Salò". Quivi ebbe luogo la squallida tragedia. Colui che era stato il dittatore e il legislatore dell'Italia per più di vent'anni dimorò qui con la sua amante, nelle mani dei suoi padroni tedeschi, in balia della loro volontà e tagliato fuori dal mondo a opera di guardiani e medici tedeschi accuratamente scelti.
Citazioni di Winston Churchill – Attribuite
C'è qualcosa nell'esteriorità di un cavallo che si attaglia all'interiorità di un uomo.
Il cane ti guarda dal basso in alto, il gatto dall'alto in basso, ma il maiale da pari a pari.
Il golf è il modo migliore per rovinarsi una bella passeggiata.
Il successo è l'abilità di passare da un fallimento all'altro senza perdere il tuo entusiasmo.
Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti.
La democrazia funziona quando a decidere siamo in due, e l'altro è malato.
Mostratemi un giovane conservatore e io vi mostrerò qualcuno senza cuore. Mostratemi un vecchio liberale e vi mostrerò qualcuno senza cervello.
Non c'è bisogno di inasprire le pene per bigamia, un bigamo ha due suocere e come punizione mi pare che basti.
Per quanto possa esser bella la strategia, occasionalmente si dovrebbe poter guardare ai risultati.
Un taxi vuoto si è fermato davanti al n. 10 di Downing Street, e ne è sceso Attlee.
La seconda guerra mondiale – Citazioni
Anche se ampi territori d'Europa e molti antichi e famosi stati sono caduti o stanno per cadere nelle grinfie della Gestapo e sotto le odiose norme dell'apparato nazista, noi non demorderemo né verremo meno. Noi procederemo fino alla fine. Noi combatteremo in Francia, noi combatteremo sui mari e sugli oceani, noi combatteremo con crescente fiducia e crescente forza nell'aria. Noi difenderemo la nostra Isola, a qualunque costo. Noi combatteremo sulle spiagge, noi combatteremo nei luoghi di sbarco, noi combatteremo sui campi e sulle strade, noi combatteremo sulle colline; noi non ci arrenderemo mai; e anche se, cosa che io al momento non credo , quest'Isola o una gran parte di essa venisse sottomessa ed affamata, allora il nostro Impero d'oltremare, armato e difeso dalla Flotta Britannica, continuerà la battaglia finché, quando Dio vorrà, il Nuovo Mondo, con tutta la sua potenza e la sua forza, verrà a soccorrere ed a liberare il Vecchio.
Dobbiamo stare attenti a non attribuire a questo trasferimento gli attributi di una vittoria. Le guerre non si vincono con le evacuazioni.
Era ben noto che nessun popolo fosse più meticoloso dei tedeschi nel predisporre e nel pianificare. Ma allo stesso modo nessun popolo poteva risultare maggiormente sconvolto quando i suoi piani abortivano. Essi non sapevano improvvisare.
I governi ed i popoli non sempre prendono decisioni razionali. Talvolta essi prendono decisioni pazzesche, oppure alcuni popoli impongono a tutti gli altri di seguirli nella loro follia.
Il governo del mondo deve essere affidato a nazioni soddisfatte, che per se stesse non vogliano più di quanto già hanno. Se il governo del mondo si trovasse nelle mani di nazioni affamate, saremmo sempre in pericolo. Ma nessuno di noi ha alcun motivo per cercare qualcosa di più. La pace sarà mantenuta da popoli che vivranno a modo loro senza alcuna ambizione. La nostra potenza ci ha posti al di sopra degli altri. Siamo come ricchi che vivono in pace nelle loro case.
Il vizio inerente al capitalismo è la divisione ineguale dei beni; la virtù inerente al socialismo è l'eguale condivisione della miseria.
In guerra risoluzione, nella sconfitta sfida, nella vittoria magnanimità, in pace buona volontà.
In tempi di guerra la verità è così preziosa che deve sempre essere protetta da una cortina di bugie.
La Repubblica di Weimar, con i suoi simboli ed incoraggiamenti progressisti, era vista come un'imposizione del nemico. Essa non poteva ottenere la lealtà e catturare l'immaginazione del popolo tedesco. Per un momento cercò di aggrapparsi come per disperazione al vecchio Maresciallo Hindenburg. Dopo di che potenti forze andarono alla deriva, si aprì un vuoto e dopo breve tempo in questo vuoto avanzò a grandi passi un maniaco dalla genialità feroce, il deposito e l'espressione del più virulento odio che abbia mai corroso il petto umano — il caporale Hitler
Mai nell'ambito dei conflitti umani, così tanto fu dovuto da tanti a tanto pochi. (da un discorso alla Camera dei Comuni)
Nessuno può garantire il successo in guerra, può solo meritarlo.
Non esisterà mai una guerra né piacevole, né veloce.
Quando penso ancora a tutte queste preoccupazioni, ricordo la storia di un uomo che, sul suo letto di morte, disse che tutta la sua vita era stata piena di preoccupazioni, la maggior parte delle quali per cose che mai accaddero.
Quando si deve uccidere un uomo essere gentili non costa nulla.
Questo genio diabolico emerso dagli abissi della miseria, infiammato dalla sconfitta, divorato da odio e spirito di vendetta ed ossessionato dal suo disegno di fare di quella tedesca la razza dominante dell'Europa e forse del mondo intero.
Se Hitler invadesse l'inferno io farei quanto meno un rapporto favorevole al diavolo alla Camera dei Comuni.
Si può quasi dire: prima di Alamein non avevamo mai vinto, dopo Alamein non perdemmo più.
Dicono di Winston Churchill
Avendo al suo attivo mezzo secolo di crimini al servizio dell'Impero britannico, Churchill è senza dubbio il solo politico di questo secolo paragonabile ad Hitler.
Churchill preferiva fare la storia piuttosto che scriverla. (Maurice Ashley, Churchill as historian)
Durante la II Guerra Mondiale, qualcuno annunciò a Winston Churchill che il gerarca nazista Rudolf Hess si era gettato col paracadute in Scozia ed era stato catturato. «Le spiace se ne parliamo più tardi?» chiese Churchill. «Adesso stiamo assistendo a un film dei fratelli Marx».
È stata fatta una politica di incubazione del fascismo. Il signor Churchill, il signor Daladier, hanno fatto con Hitler esattamente quello che ha fatto in Italia Giolitti con Mussolini.
Il fascino di Churchill consiste nella sua tolleranza e nel suo rispetto per le opinioni altrui. Si direbbe che non nutra né rancore né collera per coloro che non la pensano come lui.
Il nostro Führer è superiore al vostro Churchill che è soltanto un lacchè del giudaismo internazionale.
Il signor Churchill e i suoi amici assomigliano molto a Hitler e ai suoi amici. Hitler iniziò la sua opera di scatenamento della guerra proclamando una teoria della razza, dichiarando che solo i popoli di lingua tedesca costituivano una nazione superiore. Churchill si propone di scatenare la guerra con una teoria della razza, affermando che solo le nazioni di lingua inglese sono nazioni superiori, chiamate a decidere i destini del mondo intero. [...] Ma le nazioni hanno versato il loro sangue nel corso di cinque anni di guerra feroce per la libertà e l'indipendenza dei loro paesi, e non per scambiare il dominio degli Hitler con quello dei Churchill.
L'episodio «nuovo» che preferisco riguarda Winston Churchill, uomo preparatissimo anche in fatto di storia. Nel 1944 convocò il comandante supremo, generale Dwight Eisenhower, e i suoi ufficiali, per decidere la data dello storico sbarco. Dopo il pranzo nella residenza di campagna del primo ministro, ai Chequers nel Buckinghamshire, Churchill stava sorseggiando un brandy. Chinandosi in avanti, chiese: «Signori, quando si comincia?».
La camera da letto di Churchill era in parte una biblioteca con un numero enorme di libri accatastati contro il muro, dappertutto. [...] C'erano anche molti volumi su Napoleone. «Sì» ammise «sono un suo grande ammiratore.»
Quando Churchill morì lo scorso gennaio, la spontanea dimostrazione di affetto e ammirazione che giunse da ogni parte del mondo fu un tributo a un uomo grande e nobile. Ma fu anche qualcosa di più: fu un fulgido omaggio alle doti di comando. Il mondo ha sempre attribuito grande valore all'arte del comando e nella persona di Sir Winston Churchill tutti riscontravano un superbo complesso di quelle caratteristiche che elevano e ispirano l'animo umano.
Se fosse stato un uomo di umore costante ed equilibrato non avrebbe mai potuto ispirare la nazione. Nel 1940, quando tutti i pronostici erano contro l'Inghilterra, un leader di giudizio ponderato avrebbe molto probabilmente concluso che eravamo finiti.
Una sera Churchill stava percorrendo lentamente i corridoi della Camera, quando un deputato disse sottovoce a un collega: «È proprio vero quanto dice Eden: è rimbambito». E lui, proseguendo tranquillamente il suo cammino, borbottò: «Sì, dicono che stia anche diventando sordo».
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026