Ritratto di Wisława Szymborska
Mariusz Kubik · CC BY 3.0

Frasi

Frasi di Wisława Szymborska

37 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 37 citazioni di Wisława Szymborska, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Wisława Szymborska (poetessa e saggista polacca). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Wisława Szymborska

Coerente è la cipolla, / riuscita è la cipolla. / Nell'una ecco sta l'altra, / nella maggiore la minore, / nella seguente la successiva, / cioè la terza e la quarta. / Una centripeta fuga. / Un'eco in coro composta.
Da La cipolla; in Grande numero. Testo polacco a fronte, a cura di P. Marchesani, Libri Scheiwiller, 2009, p. 9. ISBN 8876445870
Devo molto / a quelli che non amo. / Il sollievo con cui accetto / che siano più vicini a un altro. // La gioia di non essere io / il lupo dei loro agnelli. // Mi sento in pace con loro / e in libertà con loro, / e questo l'amore non può darlo, / né riesce a toglierlo.
Da Ringraziamento.
Giorno afoso, una cuccia e un cane alla catena. / Poco più in là una ciotola ricolma d'acqua. / Ma la catena è corta e il cane non ci arriva. / Aggiungiamo al quadretto ancora un elemento: / le nostre sono molto più lunghe / e meno visibili catene / che ci fanno passare accanto disinvolti.
Da Basta così, Adelphi, 2012; citato nel sito della trasmissione Con parole mie di Radio 1.
Ho dei nomi da darvi: / acero, bardana, epatica / erica, ginepro, vischio, nontiscordardimé, / ma voi per me non ne avete nessuno.
Da Il silenzio delle piante; in Attimo, a cura di Pietro Marchesani, Libri Scheiwiller, Milano, 2007, p. 33. ISBN 978-88-7644-409-8
La cipolla, d'accordo: / il più bel ventre del mondo. / A propria lode di aureole / da sé si avvolge in tondo. / In noi – grasso, nervi, vene, / muchi e secrezione. / E a noi resta negata / l'idiozia della perfezione.
La cipolla è un'altra cosa. / Interiora non ne ha. / Completamente cipolla / fino alla cipollità. / Cipolluta di fuori, / cipollosa fino al cuore, / potrebbe guardarsi dentro / senza provare timore.
Nulla è cambiato. / Il corpo trema, come tremava / prima e dopo la fondazione di Roma, / nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo, / le torture c'erano, e ci sono, solo la terra è più piccola / e qualunque cosa accada, è come dietro la porta.
Da Torture, in Elogio dei sogni, RCS, 2011, pp. 144-145.
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie / al ridicolo di non scriverne.
Da Possibilità, in Gente sul ponte, traduzione di Pietro Marchesani, Scheiwiller, 2009².
Li amavo. / Ma amavo dall'alto. / Da sopra la vita. / Dal futuro. Dove è sempre vuoto / e da dove nulla è più facile del vedere la morte. / Mi dispiace che la mia voce fosse dura. / Guardatevi dall'alto delle stelle – gridavo – / guardatevi dall'alto delle stelle.| Sentivano e abbassavano gli occhi. // Vivevano nella vita. / Permeati da un grande vento. / Con sorti già decise. / Fin dalla nascita in corpi da commiato. / Ma c'era in loro un'umida speranza, / una fiammella nutrita del proprio luccichio. / Loro sapevano cos'è davvero un istante, / oh, almeno uno, uno qualunque / prima di – // È andata come dicevo io. / Però non ne viene nulla. / E questa è la mia veste bruciacchiata. / E questo è il mio ciarpame di profeta. / E questo è il mio viso stravolto. / Un viso che non sapeva di poter essere bello.
Da Monologo per Cassandra, in Uno spasso, traduzione e cura di Pietro Marchesani, Scheiwiller, Milano, 2009, pp. 51-53. ISBN 978-88-7644-585-9

25 poesie – Citazioni

Lo chiamiamo granello di sabbia. / Ma lui non chiama se stesso né granello, né sabbia / Fa a meno di nome / generale, individuale, / instabile, stabile, / scorretto o corretto. (da Vista con granello di sabbia; 1998)
Ti togli, ci togliamo, vi togliete / cappotti, giacche, gilè, camicette / di lana, di cotone, di terital, / gonne, calzoni, calze, biancheria, / posando, appendendo, gettando su / schienali di sedie, ante di paraventi. (da Vestiario; 1998)
Non si intende di scherzi, / stelle, ponti, / tessitura, miniere, lavoro dei campi, / costruzione di navi e cottura di dolci. (da Sulla morte senza esagerare; 1998)
Hanno scritto nel marmo a lettere d'oro: / Qui abitò lavorò e morì un grande uomo. / Questi viottoli li ha cosparsi di ghiaia lui. / Questa panchina – non toccare – l'ha scolpita lui. / E – attenzione, tre gradini – entriamo dentro. (da La casa d'un grande uomo; 1998)
In una pensione di montagna andrebbe, / nella sala da pranzo scenderebbe, / i quattro abeti di ramo in ramo, / senza scuoterne la neve fresca, / dal tavolino accanto alla finestra guarderebbe. (da In pieno giorno; 1998)
Non arrivavano in molti fino a trent'anni. / La vecchiaia era un privilegio di alberi e pietre. / L'infanzia durava quanto quella dei cuccioli di lupo. / Bisognava sbrigarsi, fare in tempo a vivere / prima che tramontasse il sole, / prima che cadesse la neve. (da La breve vita dei nostri antenati; 1998)
E chi è questo pupo in vestina? / Ma è Adolfino, il figlio dei signori Hitler! / Diventerà forse un dottore in legge / o un tenore dell'opera di Vienna? / Di chi è questa manina, di chi, e gli occhietti, il nasino? / Di chi il pancino pieno di latte, ancora non si sa: / d'un tipografo, d'un mercante, d'un prete? / Dove andranno queste buffe gambette, dove? / Al giardinetto, a scuola, in ufficio, alle nozze / magari con la figlia del sindaco? (da La prima fotografia di Hitler; 1998)
Doveva essere migliore degli altri il nostro XX secolo. / Non farà più in tempo a dimostrarlo, / ha gli anni contati, / il passo malfermo, / il fiato corto. (da Scorcio di secolo; 1998)
Siamo figli dell'epoca, / l'epoca è politica. / Tutte le tue, nostre, vostre / faccende diurne, notturne / sono faccende politiche. (da Figli dell'epoca; 1998)
Cos'è necessario? / E necessario scrivere una domanda, / e alla domanda allegare il curriculum. / A prescindere da quanto si è vissuto / il curriculum dovrebbe essere breve. (da Scrivere il curriculum; 1998)
Non c'è dissolutezza peggiore del pensare. / Questa licenza si moltiplica come gramigna / su un'aiuola per le margheritine. (da Un parere in merito alla pornografia; 1998)
Alla nascita d'un bimbo / il mondo non è mai pronto. (da Un racconto iniziato; 1998)
Preferisco il cinema. / Preferisco i gatti. / Preferisco le querce sul fiume Warta. / Preferisco Dickens a Dostoevskij. (da Possibilità; 1998)
Strano pianeta e strana la gente che lo abita. / Sottostanno al tempo, ma non vogliono accettarlo. / Hanno modi per esprimere la loro protesta. / Fanno quadretti, ad esempio questo. (da Gente sul ponte; 1998)
Si è arrivati a questo: siedo sotto un albero, / sulla sponda d'un fiume / in un mattino assolato. / È un evento futile / e non passerà alla storia. / Non si tratta di battaglie e patti / di cui si studiano le cause, / né di tirannicidi degni di memoria. (da Non occorre titolo; 1998)
Ad alcuni – / cioè non a tutti. / E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza. / Senza contare le scuole, dove è un obbligo, / e i poeti stessi, ce ne saranno forse due su mille. (da Ad alcuni piace la poesia; 1998)
Dopo ogni guerra / c'è chi deve ripulire. / In fondo un po' d'ordine / da solo non si fa. (da La fine e l'inizio; 1998)
Guardate com'è sempre efficiente, / come si mantiene in forma / nel nostro secolo l'odio. / Con quanta facilità supera gli ostacoli. / Come gli è facile avventarsi, agguantare. (da L'odio; 1998)
La veglia non svanisce / come svaniscono i sogni. / Nessun brusio, nessun campanello / la scaccia, / nessun grido né fracasso / può strapparci da essa. (da La veglia; 1998)
Morire – questo a un gatto non si fa. / Perché cosa può fare il gatto / in un appartamento vuoto? / Arrampicarsi sulle pareti. / Strofinarsi contro i mobili. / Qui niente sembra cambiato, / eppure tutto è mutato. / Niente sembra spostato, / eppure tutto è fuori posto. / E la sera la lampada non brilla più. (da Il gatto di un appartamento vuoto; 1998)
Non ce l'ho con la primavera / perché è tornata. / Non la incolpo / perché adempie come ogni anno / ai suoi doveri. (da Addio a una vista; 1998)
Sono entrambi convinti / che un sentimento improvviso li unì. / È bella una tale certezza / ma l'incertezza è più bella. (da Amore a prima vista; 1998)
Forse tutto questo / avviene in un laboratorio? / Sotto una sola lampada di giorno / e miliardi di lampade la notte? (da Forse tutto questo; 1998)
Nulla è in regalo, tutto è in prestito. / Sono indebitata fino al collo. / Sarò costretta a pagare per me / con me stessa, / a rendere la vita in cambio della vita. (da Nulla è in regalo!; 1998)
Ascolta / come mi batte forte il tuo cuore. (da Ogni caso)
Non c'è vita / che almeno per un attimo / non sia immortale. (da Sulla morte, senza esagerare)

Dicono di Wisława Szymborska

Sua caratteristica rimane la capacità di coniugare la densità della riflessione intellettuale con uno straordinario senso della lievità, della misura e dell'ironia, insieme a quella di interrogarsi sui grandi temi dell'esistere – l'altro, la vita, l'amore, la morte – calandosi nella concretezza delle cose, dei sentimenti e delle situazioni.
Pietro Marchesani
Un giorno, una ventina di anni fa, ero a Cracovia nel solito caffè dove mi vedevo con gli amici. A un certo punto vedo seduta in un piccolo tavolino proprio lei, Wislawa Szymborska. Per timidezza e per la grande emozione ho fatto finta di non riconoscerla. Pur amandola molto non volevo disturbarla. Dopo un po' ho sentito una mano sulla spalla, era lei che si veniva a presentare. Non è incredibile? Io allora ero ancora una giovane scrittrice e lei si avvicinava per conoscermi. Mi disse: Olga voglio congratularmi con te per i tuoi libri.
Olga Tokarczuk

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026