Ritratto di Yuval Noah Harari
Martin Kraft · CC BY-SA 4.0

Frasi

Frasi di Yuval Noah Harari

13 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Yuval Noah Harari raccolte in un'unica pagina: 13 frasi, divise per libro e argomento.

Yuval Noah Harari (storico, saggista e docente israeliano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Yuval Noah Harari

Il significato della vita è una finzione creata da noi.
Da Disoccupati e felici, Internazionale, n. 1218, 18 agosto 2017, p. 57.
La rapida invasione umana di tutta l'America testimonia l'incomparabile ingegnosità e l'adattabilità insuperata dellHomo sapiens.
Da Sapiens, 2011; citato in AA.VV., Il libro della storia, traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2018, p. 21. ISBN 9788858016572
L'economia russa dipende completamente da petrolio e gas. E in larga parte l'Europa dipende da gas e petrolio. Nel lungo termine un modo per indebolire la macchina da guerra di Putin è creare alternative energetiche ai combustibili fossili. Non è solo un mezzo di contrasto al cambiamento climatico, è un mezzo di difesa dell'Europa. Va fatto in fretta.
Dall'intervista di Brunella Torresin, Yuval Noah Harari: "L’energia pulita fermerà Putin", repubblica.it, 25 marzo 2022.

Frasi da «21 lezioni per il XXI secolo»

Non c'è bisogno di sottolineare che gli ebrei sono un popolo unico con una storia sorprendente (questo è vero di moltissimi popoli). Ed è anche inutile dire che la tradizione ebraica è ricca di intuizioni profonde e nobili valori (benché sia anche gravata da idee discutibili e da assunzioni razziali, misogine e omofobe). (p. 248)
Le tribù dei cacciatori-raccoglitori dell'Età della pietra possedevano codici morali migliaia di anni prima di Abramo. Quando i primi coloni europei raggiunsero l'Australia alla fine del XVIII secolo, incontrarono tribù aborigene che avevano una visione etica del mondo nonostante ignorassero completamente Mosè, Gesù e Maometto. E poi è difficile sostenere che i coloni cristiani che hanno depredato con la violenza i nativi delle loro terre e della loro libertà avessero un'etica superiore. (p. 250)

Scheda del libro «21 lezioni per il XXI secolo»

Da animali a dèi – Citazioni

I montoni più aggressivi e che mostravano una maggiore resistenza al controllo umano venivano macellati per primi. La stessa sorte era riservata alle femmine più magre e curiose (i pastori non vedono di buon occhio le pecore che tendono a uscire dal gregge). Una generazione dopo l'altra, le pecore divennero più grasse, più remissive e meno intraprendenti.
Il pollame domesticato rappresenta il volatile più diffuso mai apparso sulla Terra. Dopo lHomo sapiens, le mucche, i maiali e le pecore sono al secondo, terzo e quarto posto tra i grandi mammiferi più diffusi al mondo. Dal punto di vista strettamente evoluzionistico, dove si misura il successo in base al numero delle copie di , la Rivoluzione agricola è stata una vera manna per i polli, le mucche, i maiali e le pecore.
Solo che l'angolo visuale evoluzionistico offre una misurazione del successo piuttosto incompleta. Giudica ogni cosa secondo i criteri della sopravvivenza e della riproduzione, senza tener in alcun conto la sofferenza e la felicità dell'individuo. I polli e le mucche domesticate potranno anche rappresentare un successo evoluzionistico, ma sono anche tra le più miserabili creature che siano mai vissute. La domesticazione degli animali si fondò su una serie di pratiche brutali che col passare dei secoli non hanno fatto altro che incrudelirsi.
[...] è ragionevole supporre che i buoi preferirebbero passare le loro giornate a vagare per vaste praterie in compagnia di altri buoi e mucche, invece di tirare carri e vomeri sotto il giogo imposto da una scimmia che brandisce la frusta.
Allo scopo di trasformare buoi, cavalli, asini e cammelli in obbedienti animali da soma, si dovevano spezzare i loro istinti naturali e i loro modelli di comportamento sociale all'interno della loro specie, si doveva smorzarne l'aggressività e la sessualità, e si doveva limitarne la libertà di movimento. Gli agricoltori svilupparono tecniche volte a questi scopi, chiusero gli animali dentro recinti e gabbie, li imbrigliarono con bardature e cinghie, li addestrarono con la frusta e gli speroni e li mutilarono. Il processo di addomesticamento quasi sempre comprendeva la castrazione dei maschi.
In numerose società della Nuova Guinea la ricchezza di una persona viene tradizionalmente determinata dal numero di maiali posseduti. Per assicurarsi che i maiali non scappino, gli agricoltori della Nuova Guinea settentrionale ancora adesso recidono un pezzo del naso dell'animale. Così, ogni volta che il maiale cerca di annusare, soffre un dolore terribile. Poiché i maiali, senza annusare, non riescono a trovare cibo e neppure a girovagare, la mutilazione li rende completamente dipendenti dai loro proprietari. In un'altra zona della Nuova Guinea era costume accecare le povere bestie.
In natura, i bovini girovagavano a piacimento in mandrie dalla complessa struttura sociale. Il bue castrato e domesticato passava la vita subendo la frusta e rinchiuso in uno stretto recinto, quando non veniva messo al lavoro, da solo o in coppia: tutte condizioni che non si adattavano né al suo corpo né alle sue necessità sociali ed emozionali.
Il raro rinoceronte selvaggio sull'orlo dell'estinzione è molto più soddisfatto del vitello che passa la sua breve vita in un minuscolo box, a ingrassare per produrre gustose costolette.
Numerosi greci di oggi pensano anche che una parte integrante della qualità maschile stia nell'essere attratto sessualmente solo dalle donne, e nell'avere rapporti sessuali esclusivamente con l'altro sesso. Non lo considerano un dato culturale quanto piuttosto una realtà biologica: i rapporti tra due persone di sesso opposto sono naturali, e innaturali quelli tra persone dello stesso sesso. In realtà però a Madre Natura non importa se gli uomini si sentono attratti sessualmente l'uno dall'altro. Sono solo le madri umane radicate in particolari culture che danno in escandescenze se il loro figlio ha una storia col ragazzo della porta accanto. Un numero significativo di culture umane ha considerato le relazioni omosessuali non solo legittime, ma anche significative dal punto di vista sociale e gli antichi Greci ne sono stati l'esempio più eloquente. L'Iliade non fa menzione di eventuali obiezione di Teti ai rapporti che suo figlio Achille aveva con Patroclo. La regina Olimpia di Macedonia fu una delle donne più caratteriali. Tuttavia non si infuriò quando suo figlio Alessandro Magno, portò a casa a cena il suo amante Efestione. (p. 189)
Di fronte alle offerte di pace romana il capoclan Calgaco definì i romani predatori del mondo intero e disse che "rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome lo chiamano impero.Infine, dove fanno il deserto, dicono che è la pace". (p. 243)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026