Ritratto di Zenone di Cizio
Paolo Monti · CC BY-SA 4.0

Frasi

Frasi di Zenone di Cizio

38 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Zenone di Cizio raccolte in un'unica pagina: 38 frasi, divise per libro e argomento.

Zenone di Cizio (filosofo greco antico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Zenone di Cizio

Amore è tentativo di contrarre amicizia per mezzo della bellezza che si rivela nei giovani.
Citato in 1932, p. 20.
Amore è un dio che coopera alla conservazione dello Stato.
Anche dai sogni è possibile ad ognuno accorgersi dei suoi progressi sulla via della virtù; se non gli avviene di vedere in sogno ch'egli si compiaccia di qualcosa di disonesto che approvi o commetta azione alcuna indegna o mostruosa, ma come in un gran mare in perfetta bonaccia, lucido e trasparente, la facoltà fantastica e passionale dell'anima gli si illumini rasserenata dalla ragione.
Citato in 1932, pp. 122-23.
Avversari, nemici, schiavi, estranei gli uni agli altri, tutti gl'inetti, anche se padri e figli, fratelli e parenti tra loro.
Citato in 1932, p. 19.
Bisogna farsi tagliare i capelli per la stessa ragione per cui si deve coltivare la chioma, cioè per conformarsi alla natura: per non essere dalla chioma gravati e impacciati in una attività qualsiasi.
Citato in 1932, p. 75.
Buoni si diventa poco alla volta, ma non è cosa da poco.
Citato in 2002, p. 137.
Ciò che fa uso della ragione è superiore a ciò che è privo di ragione; ma non c'è nulla di superiore al mondo; dunque il mondo ha l'uso della ragione.
Citato in 1932, p. 83.
Come un ambasciatore che fosse inviato senza risposta.
Citato in 2002, p. 125.
Di nulla abbiamo più bisogno che del tempo.
È ridicolo che non diamo importanza ai precetti di un uomo singolo circa la condotta morale, e invece teniamo molto al plauso generale considerandolo come connesso con giudizio autorevole.
Citato in 1932, p. 106.
Gli uomini dabbene sono tutti amici fra loro.
Citato in 1932, p. 18.
I lineamenti dell'anima superano in bellezza quelli del corpo.
Il piacere è indifferente, vale a dire bene male.
Citato in 1932, p. 121.
Il sapiente non proferirà una parola senza averla intinta nel senno.
Citato in 1932, p. 108.
Il sommo bene è vivere in coerenza con la natura.
Citato in 2002, p. 87.
I maestri, che passano il loro tempo sempre tra i ragazzi, hanno tanta poca intelligenza quanto loro stessi.
Citato in 1962, VII, 18, p. 299.
I piaceri del mangiare e del bere si acquistano facilmente con la fatica; ma gli uomini preferiscono averli dall'arte del cuoco.
Citato in 1932, p. 73.
Il suo coro sarà più grande, ma il mio è meglio intonato.
L'arte è un sistema di percezioni concordanti ed esercitate tutte insieme per un fine di utilità pratica.
Citato in 1932, p. 111.
L'esempio è la menzione di un fatto passato avente analogia con quello che si discute.
Citato in 1932, p. 112.
La docilità e il saper profittare di un buon consiglio e metterlo in pratica è virtù superiore e più regale che non sia l'intelligenza.
Citato in 1932, p. 98.
La felicità consiste in un corso facile di vita.
Citato in 1932, p. 60.
La passione è un correre sbigottito dell'anima.
Citato in 1932, p. 68.
La ragione per cui abbiamo due orecchie ed una sola bocca è che dobbiamo ascoltare di più, parlare di meno.
La virtù fondamentale è l'intelligenza. Esercitata nel campo degli ostacoli e dei pericoli, è fortezza; nel campo delle risoluzioni ed esecuzioni, è prudenza; nel campo della distribuzione, è giustizia.
Citato in 1932, p. 120.
Lo strano è che gli uomini non esitano a dire liberamente cose che sono in sé sconce, come rubare, frodare, commettere adulterio; e si fanno scrupolo di dire cose che, essendo naturali, non possono essere turpi.
Nessuno confida un segreto a un ; ma ognuno lo confida a un uomo retto: dunque l'uomo retto non sarà mai .
Citato in 1932, p. 74.
Non c'è cosa che più della presunzione sia estranea alla comprensione delle scienze.
Citato in 1932, p. 37.
Non dobbiamo memorizzare voci e vocaboli, ma dobbiamo esercitare l'intelletto per disporlo all'uso, non come se dovessimo ricevere qualcosa bell'e cotto e imbandito.
Citato in 2002, p. 133.
Non è da uomo forte il lasciarsi vincere dalle preghiere e distogliere dalla giusta severità.
Citato in 1932, p. 70.
Per la maggior parte i filosofi sono saggi nelle cose di grande importanza, ignoranti nelle cose piccole e fortuite.
Citato in 1962, VII, 21, p. 300.
Se l'inetto disputa col valentuomo, non è chiaro che avrà la peggio? Dunque l'inetto non ha diritto a parità di parola di fronte al valentuomo.
Tutte le colpe sono eguali.
Un altro me stesso.
Citato in 1962, VII, 23, p. 301.
Un male non può essere glorioso; ma esiste una morte gloriosa; dunque la morte non è un male.
Vengo: perché mi chiami?
Citato in 1962, VII, 28, p. 304. Scrive Diogene Laerzio: «La sua morte avvenne così: nell'uscire di scuola inciampò e si ruppe un dito, battette la mano sulla terra e citò il verso della Niobe: "Vengo: perché mi chiami?"
Vivi, o uomo, non solo per mangiare e bere, ma anche per fruire di una vita che sia ben vissuta.

Dicono di Zenone di Cizio

Zenone ha in mira la felicità ragionevole. Sentire è patire; ragionare è agire, e la virtù è la forma e la legge della ragione attiva. Bisogna dunque agire e reagire secondo virtù, che è quanto dire secondo sé, e non a grado altrui.
Angelo Camillo De Meis

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026