- Autore
- Leonardo Sciascia
- Prima pubblicazione
- 1966
- Tipo
- Romanzo
- Genere
- poliziesco
- Lingua originale
- italiano
«A ciascuno il suo» è un romanzo di Leonardo Sciascia, pubblicato per la prima volta nel 1966.
Il libro in breve
A ciascuno il suo è un romanzo giallo di Leonardo Sciascia pubblicato per la prima volta nel 1966 dalla casa editrice Einaudi. È il secondo romanzo poliziesco di Sciascia ed è ispirato all'assassinio del commissario di pubblica sicurezza di Agrigento Cataldo Tandoy (avvenuto nel 1960).
Il titolo è la traduzione dell'espressione latina, stampata sul retro della lettera minatoria che compare nel racconto ed elemento rilevante per l'indagine.
Fonte: Wikipedia, voce «A ciascuno il suo (romanzo)» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «A ciascuno il suo»
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Frasi tratte da «A ciascuno il suo»
Arrovellarsi con la politica era del resto tempo perso: e chi non se ne rendeva conto o ci trovava il suo interesse o era cieco nato. (p. 12)
Ma la Sicilia, forse l'Italia intera [...] è fatta di tanti personaggi simpatici cui bisognerebbe tagliare la testa. (Laurana, p. 37)
Che un delitto si offra agli inquirenti come un quadro i cui elementi materiali e, per così dire, stilistici consentano, se sottilmente reperiti e analizzati, una sicura attribuzione, è corollario di tutti quei romanzi polizieschi cui buona parte dell'umanità si abbevera. Nella realtà le cose stanno però diversamente: e i coefficienti dell'impunità e dell'errore sono alti non perché (o non soltanto, o non sempre) è basso l'intelletto degli inquirenti, ma perché gli elementi che un delitto offre sono di solito assolutamente insufficienti. Un delitto, diciamo, commesso o organizzato da gente che ha tutta la buona volontà di contribuire a tenere alto il coefficiente di impunità.
Gli elementi che portano a risolvere i delitti che si presentano con carattere di mistero o di gratuità sono la confidenza diciamo professionale, la delazione anonima, il caso. E un po', soltanto un po', l'acutezza degli inquirenti. (pp. 59-60)
Dico cattolici per modo di dire, mai conosciuto in vita mia, qui, un cattolico vero: e sto per compiere novantadue anni... C'è gente che in vita sua ha mangiato magari una mezza salma di grano maiorchino fatto ad ostie: ed è sempre pronta a mettere la mano nella tasca degli altri, a tirare un calcio alla faccia di un moribondo e un colpo a lupara alle reni di uno in buona salute... (professore Roscio, p. 69)
E sa che penso? Che la Chiesa cattolica stia registrando oggi il suo più grande trionfo: l'uomo odia finalmente la donna. Non c'era riuscita nemmeno nei secoli più grevi, più oscuri. (professore Roscio, pp. 69-70)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «A ciascuno il suo»?
Quando è uscito «A ciascuno il suo»?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026