Libro · 1934

Al culmine della disperazione

di Emil Cioran · titolo originale Pe culmile disperării

Prima pubblicazione
1934
Genere
saggio
Lingua originale
romeno

«Al culmine della disperazione» è un'opera di Emil Cioran, pubblicata per la prima volta nel 1934.

Il libro in breve

Al culmine della disperazione (Pe culmile disperării) è la prima opera filosofica di Emil Cioran, pubblicata nel 1934.

Fonte: Wikipedia, voce «Al culmine della disperazione» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Al culmine della disperazione»

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Frasi tratte da «Al culmine della disperazione»

Avete mai provato la bestiale e stupefacente soddisfazione di guardarvi in uno specchio dopo innumerevoli notti bianche? Avete mai subìto la tortura dell'insonnia, quando si avverte ogni istante della notte, quando esistete solo voi al mondo, e il vostro dramma diventa il più importante della storia, di una storia ormai svuotata di senso, e che neppure più esiste, giacché sentite levarsi in voi le fiamme più spaventose, e la vostra esistenza vi appare come unica e sola in un mondo nato soltanto per portare a termine la vostra agonia – avete conosciuto questi innumerevoli momenti, infiniti come la sofferenza, per vedere poi riflessa, quando vi guardate, l'immagine del grottesco? (da Grottesco e disperazione, p. 29)
Che cosa succederebbe se il volto umano esprimesse fedelmente tutta la sofferenza di dentro, se l'espressione traducesse tutto il tormento interiore? Riusciremmo ancora a conversare? Non dovremmo parlare nascondendoci il volto con le mani? La vita diventerebbe decisamente impossibile se i nostri tratti palesassero l'intensità dei nostri sentimenti.
Nessuno avrebbe più il coraggio di guardarsi allo specchio, perché un'immagine insieme grottesca e tragica mescolerebbe ai contorni della fisionomia macchie di sangue, piaghe sempre aperte e rivoli di lacrime irrefrenabili. (da La passione dell'assurdo, p. 23)
Così vogliono gli uomini: perché credano in te, devi rinunciare a tutto ciò che ti appartiene, e in ultimo a te stesso. Sono malvagi e criminali; esigono la tua morte come garanzia dell'autenticità della tua fede. Per quale ragione idolatrano le opere scritte col sangue? Perché questo li dispensa dalle sofferenze, o ne dà loro l'illusione. Vogliono intravedere il sangue o le lacrime al di là delle righe, perché la loro mediocrità vi riconosca un destino particolare, degno di venerazione. Tutta l'ammirazione della folla trasuda sadismo. (da La fuga dalla croce, p. 111)
I filosofi sono troppo orgogliosi per confessare la loro paura della morte, e troppo pretenziosi per riconoscere alla malattia una fecondità spirituale. C'è una serenità fasulla nelle loro riflessioni sulla morte; in realtà sono loro a tremare di più. Ma non dimentichiamo che la filosofia è l'arte di mascherare i propri sentimenti e i propri supplizi interiori al fine di ingannare il mondo sulle vere radici del filosofare. (da Sulla morte, p. 40)
L'insonnia è una vertiginosa lucidità che riuscirebbe a trasformare il Paradiso stesso in luogo di tortura. Qualsiasi cosa è preferibile a questo allerta permanente, a questa criminale assenza di oblio. È durante quelle notti infernali che ho capito la futilità della filosofia. Le ore di veglia sono, in sostanza, un'interminabile ripulsa del pensiero attraverso il pensiero, è la coscienza esasperata da se stessa, una dichiarazione di guerra, un infernale ultimatum della mente a se medesima. Camminare vi impedisce di lambiccarvi con interrogativi senza risposta, mentre a letto si rimugina l'insolubile fino alla vertigine. (Prefazione, pp. 11-12)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Al culmine della disperazione»?
«Al culmine della disperazione» è stato scritto da Emil Cioran.
Quando è uscito «Al culmine della disperazione»?
La prima pubblicazione risale al 1934.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026