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Prosa

Commentarii de bello civili

di Gaio Giulio Cesare · titolo originale Commentarii de Bello Civili

Tipo
Prosa
Lingua originale
latino
Personaggi
Gneo Pompeo Magno

«Commentarii de bello civili» è una prosa di Gaio Giulio Cesare.

Il libro in breve

Il De bello civili ("La guerra civile"), da non confondere con il Bellum civile o Pharsalia di Lucano, è la seconda opera di Gaio Giulio Cesare conservatasi.

È composto da tre libri o Commentarii e descrive gli avvenimenti riguardanti la guerra civile degli anni 49 — 48 a.C.; le tempistiche della stesura sono tuttora dibattute, così come quelle della pubblicazione, le ipotesi più accreditate sono le seguenti: stesura e pubblicazione contemporanee ai fatti narrati o immediatamente successive; stesura e pubblicazione nel 45; stesura in una delle date di cui sopra e pubblicazione ad opera del cesariano Aulo Irzio poco dopo la morte del dittatore nel 44 a.C.

Fonte: Wikipedia, voce «Commentarii de bello civili» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Commentarii de bello civili»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Presses Universitaires de France1962129italianoscheda
Oxford University Press20089780199540624354inglesescheda
Oxford University Press20089780199540624354inglesescheda
a Typograpeo Clarendoniano20050198146035296latscheda
Bristol Classical Press2002185399636X280latscheda
Reclam1986315001090X215scheda
Penguin Books19679780140441871360inglesescheda
Czytelnik19518307017556141polscheda
Dorset Press1985360inglesescheda
Penguin Books1976360inglesescheda
Presses universitaires de France1970129latscheda
E. Heineran1970324latscheda
Sociètè d'édition "Les Belles Lettres"1959francesescheda
Weidmann1959425latscheda
Ediciones Alma Mater1959spagnoloscheda

34 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Commentarii de bello civili»

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Frasi tratte da «Commentarii de bello civili»

Dicevano che la cavalleria di Cesare di notte s'aggirava nei dintorni e presidiava ogni luogo e via; sostenevano che si dovevano evitare combattimenti notturni, poiché un soldato spaventato in una guerra civile di solito dà ascolto più alla paura che al giuramento. (I, 67)
Orbene, per un difetto comune della nostra natura di uomini, quando la realtà ci è nascosta o sconosciuta, siamo ancora più sicuri di noi stessi, e nel contempo più la temiamo. (II, 4)
[...] l'esperienza è maestra in tutte le cose [...]. (II, 8; 1951, p. 99)
Ma la sorte, che ha grandissimo potere in generale, particolarmente lo ha in guerra: da cause banali produce mutamenti decisivi. (III, 68)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Commentarii de bello civili»?
«Commentarii de bello civili» è stato scritto da Gaio Giulio Cesare.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026