- Autore
- Samuel Butler
- Prima pubblicazione
- 1903
- Tipo
- Romanzo
- Lingua originale
- inglese
- Editore
- Grant Richards
«Così muore la carne» è un romanzo di Samuel Butler, pubblicato per la prima volta nel 1903.
Il libro in breve
Così muore la carne (The Way of All Flesh) è un romanzo semi-autobiografico di Samuel Butler che attacca l'ipocrisia dell'Inghilterra vittoriana. Scritto tra il 1873 e il 1884 e pubblicato nel 1903, è il ritratto di quattro generazioni della famiglia Pontifex e rappresenta un invito alla moderazione degli obblighi imposti dalla religione cristiana. L'opera è stata pubblicata postuma per volere dell'autore, che non osò farlo durante la sua vita; in seguito è entrata a far parte degli scritti maggiormente critici verso l'epoca vittoriana.
Fonte: Wikipedia, voce «Così muore la carne» · licenza CC BY-SA 4.0
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Frasi tratte da «Così muore la carne»
[...] si deve giudicare la gente non tanto da quel che fa, quanto dalle possibilità che mostra di possedere. Se uno ha fatto tanto, sia in pittura che in musica, o nei comuni affari della vita, da riuscire a persuadermi che posso fidarmi di lui in qualsiasi contingenza, quegli ha fatto abbastanza. Non è da ciò che un uomo è stato capace di dipingere su una tela, né dagli altri che, per così dire, ha dipinto sulla tela della propria vita, che io voglio giudicarlo, ma piuttosto da quelle che sono state le sue intenzioni, i suoi scopi. Se riesce a persuadermi che ha trovato nobili le cose che io reputo nobili, non chiedo altro: la sua grammatica può essere imperfetta, eppure io lo capisco, in una parola ci si intende. (cap. I; p. 6)
È molto meglio sapere troppo poco piuttosto che troppo. Chi sa troppo poco viene condannato, ma chi sa troppo odiato, non appena la gente sia obbligata a seguirlo. (cap. V; p. 21)
Per la maggior parte degli uomini è assai più facile sopportare con equanimità le disgrazie, purché capitino gradualmente, che non grandi ricchezze, raggiunte in una sola generazione. (cap. V; p. 21)
Noi sappiamo così bene che cosa facciamo e perché lo facciamo, non è vero? Ma io penso ci sia un buon nocciolo di verità nella recente teoria che sostiene che sono i pensieri meno consci e le meno azioni che più delle altre modellano la nostra vita e la vita dei nostri figli. (cap. V; p. 24)
I bambini posseggono la meravigliosa facoltà di morire o di adattarsi all'ambiente. Anche quando sono infelici – e profondamente infelici – stupisce la facilità con la quale si può loro impedire che se ne accorgano, o per lo meno che attribuiscano tale infelicità ad altre cause che non ai loro peccati. (cap. VI; p. 28)
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Domande frequenti
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026