Trattato · 1543
De humani corporis fabrica
di Andrea Vesalio · titolo originale De humani corporis fabrica libri septem
- Autore
- Andrea Vesalio
- Prima pubblicazione
- 1543
- Tipo
- Trattato
- Lingua originale
- latino
«De humani corporis fabrica» è un trattato di Andrea Vesalio, pubblicato per la prima volta nel 1543.
Il libro in breve
Il De humani corporis fabrica è un trattato di anatomia opera di Andrea Vesalio (1514–1564), completato nel 1542 e pubblicato a Basilea l'anno seguente dall'editore Johannes Oporinus (Johann Herbst). Il titolo completo è Andreae Vesalii Bruxellensis, scholae medicorum Patauinae professoris, de Humani corporis fabrica Libri septem ("Sette libri di Andrea Vesalio di Bruxelles, professore alla facoltà di medicina di Padova, sul modo in cui è costituito il corpo umano").
L'opera viene spesso citata come la prima vera opera di medicina moderna, in quanto essa segna il superamento dalla concezione galenica dell'uomo. In quest'opera l'autore segnala circa 220 errori delle opere di Galeno.
Fonte: Wikipedia, voce «De humani corporis fabrica» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «De humani corporis fabrica»
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Frasi tratte da «De humani corporis fabrica»
Attraverso la dissezione dei cadaveri acquisiamo una conoscenza accurata.
Nel corso di una singola dissezione... Galeno si è allontanato in duecento o più occasioni dalla vera descrizione di armonia, funzione e azione delle parti umane.
Non nego che i ventricoli elaborino lo spirito animale, ma sostengo che questo non spiega nulla sulla sede cerebrale delle facoltà più elevate dello spirito. [...] Non sono in grado di comprendere come il cervello possa esercitare le sue funzioni.
Quante, spesso assurde cose sono state accettate in nome di Galeno... Tra queste quel mirabile plesso reticolare, la cui esistenza viene costantemente sostenuta nei suoi scritti e di cui i medici parlano continuamente. Essi non lo hanno mai visto, ma tuttavia continuano a descriverlo sulla scorta dell'insegnamento di Galeno. Io stesso sono ora realmente meravigliato per la mia (precedente) stupidità... Causa la mia devozione a Galeno non intrapresi mai una pubblica dissezione di una testa umana senza contemporaneamente servirmi di quella di un agnello o di un bove per mostrare che non riuscivo a riscontrare in alcun modo nell'uomo... e per evitare che gli astanti mi rimproverassero di essere incapace di trovare quel plesso a tutti loro cosi ben noto per nome. Ma le arterie carotidi non formano affatto il plesso reticolare descritto da Galeno.
Posso affermare di non aver mal trovato passaggio di alcuna sorta, nonostante a questo scopo abbia esaminato i nervi ottici durante la vivisezione di cani e di altre specie animali di dimensioni maggiori, ed il capo di un uomo ancora caldo, meno di un'ora dopo la decapitazione.
Domande frequenti
Chi ha scritto «De humani corporis fabrica»?
Quando è uscito «De humani corporis fabrica»?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026