Romanzo · 2020

Due vite

di Emanuele Trevi

Prima pubblicazione
2020
Tipo
Romanzo
Lingua originale
italiano

«Due vite» è un romanzo di Emanuele Trevi, pubblicato per la prima volta nel 2020.

Ha vinto Premio Strega 2021.

Il libro in breve

Due vite è un romanzo scritto da Emanuele Trevi, pubblicato nel 2020 e vincitore nel 2021 del Premio Strega. In precedenza, al libro è stato assegnato il Premio Cielo d'Alcamo "Rosa fresca aulentissima".

Al Premio Strega il libro è stato proposto da Francesco Piccolo.

Fonte: Wikipedia, voce «Due vite (romanzo)» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Due vite»

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Frasi tratte da «Due vite»

Era una di quelle persone destinate ad assomigliare, sempre di più con l'andare del tempo, al proprio nome. Fenomeno inspiegabile, ma non così raro. Rocco Carbone suona, in effetti, come una perizia geologica. E molti aspetti del suo carattere per niente facile suggerivano un'ostinazione, una rigidità da regno minerale. (p. 9)
Forte di braccia, gran camminatore, da ragazzino era stato cintura nera di judo. Amava fare, di questa nobilissima arte, certe estemporanee e pericolose dimostrazioni. Ed era davvero impossibile spostarlo, se piantava i piedi a terra come aveva imparato in quei lontani allenamenti sul tatami. (p. 9)
Era nato nel febbraio del 1962, in bilico sulla difficile cuspide astrologica Acquario-Pesci, a Reggio Calabria. Ma una buona parte della sua infanzia l'aveva trascorsa in un paesino dell'Aspromonte, Cosoleto: un posto di gente dura, fiera, taciturna, incline a una rigorosa amarezza di vedute sulla vita e sulla morte. La maestra elementare, lì, era sua madre, che in classe lo trattava rigorosamente come gli altri ragazzini, se non in modo ancora più severo – fatto che gli aveva procurato comprensibili sofferenze. Suo padre era stato per molto tempo il sindaco del piccolo paese all'ombra della montagna, circondato da antichi boschi e ruscelli impetuosi che scavano da millenni le loro voragini tra le rocce. (p. 13)
C'è un tipo di saggezza che consiste nell'aspettare la verità come un eremita nel deserto, murato tra le proprie abitudini, insensibile alla mutevole varietà del mondo. Può essere: ma Pia era di tutt'altra razza: cavalleria leggera. Mentre si leccava una ferita, era già risalita in groppa. (p. 69)
Pia, nonostante tutte le apparenze, non era una «ragazza di città». Era nata per piantare semi, zappare, concimare. E se ne era resa conto in tempo. Quello che consideravo un rischio esistenziale per lei, nell'erronea convinzione che sradicarsi da Milano fosse una frustrante e scomoda chimera, si rivelò nel tempo, dopo un necessario apprendistato pieno di fatiche ed errori, un colpo vincente. (pp. 99-100)

Premi letterari

AnnoPremioEsito
2021Premio Stregavincitore

Domande frequenti

Chi ha scritto «Due vite»?
«Due vite» è stato scritto da Emanuele Trevi.
Quando è uscito «Due vite»?
La prima pubblicazione risale al 2020.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026