Libro · 1987

Elogio dell'imperfezione

di Rita Levi-Montalcini

Prima pubblicazione
1987
Ambientazione
Torino
Lingua originale
italiano

«Elogio dell'imperfezione» è un'opera di Rita Levi-Montalcini, pubblicata per la prima volta nel 1987.

L'ambientazione è a Torino.

Il libro in breve

Elogio dell'imperfezione è l'autobiografia di Rita Levi-Montalcini.

Fonte: Wikipedia, voce «Elogio dell'imperfezione» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Elogio dell'imperfezione»

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Frasi tratte da «Elogio dell'imperfezione»

La mancanza di complessi, una notevole tenacia nel perseguire la strada che ritenevo giusta e la noncuranza per le difficoltà che avrei incontrato nella realizzazione dei miei progetti, lati del carattere che ritengo di aver ereditato da mio padre, mi hanno enormemente aiutato a far fronte agli anni difficili della vita.
A mio padre come a mia madre debbo la disposizione a considerare con simpatia il prossimo, la mancanza di animosità e una naturale tendenza a interpretare fatti e persone dal lato più favorevole. Questo atteggiamento, che si manifestò anche più spiccatamente in mio fratello Gino, mi colpì sin dall'infanzia e determinò, almeno in parte, l'incondizionata ammirazione che avevo nei suoi confronti. (p. 17)
Considerando in retrospettiva il mio lungo percorso, quello di coetanei e colleghi e delle giovani reclute che si sono affiancate a noi, credo di poter affermare che nella ricerca scientifica, né il grado di intelligenza né la capacità di eseguire e portare a termine con esattezza il compito intrapreso, siano i fattori essenziali per la riuscita e la soddisfazione personale. Nell'una e nell'altra contano maggiormente la totale dedizione e il chiudere gli occhi davanti alle difficoltà: in tal modo possiamo affrontare problemi che altri, più critici e acuti, non affronterebbero. (pp. 17–18)
Il fatto che l'attività svolta in modo così imperfetto sia stata e sia tuttora per me fonte inesauribile di gioia, mi fa ritenere che l'imperfezione nell'eseguire il compito che ci siamo prefissi o ci è stato assegnato, sia più consona alla natura umana così imperfetta che non la perfezione. (p. 18)
I processi evolutivi che nei discendenti di «Lucy», una nostra antenata vissuta tre milioni e mezzo di anni fa, hanno trasformato quell'ominide di sesso femminile, alto un metro e cinque centimetri e dal teschio non più grande di una noce di cocco, nell'Homo Sapiens, non si sono attuati in base a un piano prestabilito, ma a mutazioni casuali. (p. 18)
La creatività del cervello dell'Homo Sapiens si esprime elaborando congegni meccanici semplici e perfetti, così rispondenti allo scopo da non richiedere modifiche, o congegni più rozzi e imperfetti che, per la loro stessa imperfezione, si prestano a essere ristrutturati. (p. 19)

Tutte le frasi di «Elogio dell'imperfezione»

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Elogio dell'imperfezione»?
«Elogio dell'imperfezione» è stato scritto da Rita Levi-Montalcini.
Quando è uscito «Elogio dell'imperfezione»?
La prima pubblicazione risale al 1987.
Dove è ambientato «Elogio dell'imperfezione»?
L'ambientazione indicata è Torino.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026