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Putnam · Public domain

Libro · 1848

Eureka

di Edgar Allan Poe

Prima pubblicazione
1848
Genere
saggio
Lingua originale
inglese americano

«Eureka» è un'opera di Edgar Allan Poe, pubblicata per la prima volta nel 1848.

Il libro in breve

Eureka: A Prose Poem è un saggio scritto da Edgar Allan Poe, derivato dalla rielaborazione di un testo presentato il 3 febbraio del 1848 a New York ad una conferenza sulla "Cosmogonia dell'Universo".

Fonte: Wikipedia, voce «Eureka (Edgar Allan Poe)» · licenza CC BY-SA 4.0

Indice dei capitoli

  1. Ai Lettori
  2. Dedica
  3. Eureka
  4. I.
  5. II.
  6. III.
  7. IV.
  8. V.
  9. VI.
  10. VII.
  11. VIII.
  12. IX.
  13. X.
  14. XI.
  15. XII.
  16. XIII.
  17. XIV.
  18. XV.
  19. XVI.

I capitoli si aprono su Wikisource.

Dove trovare «Eureka»

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Frasi tratte da «Eureka»

[...] la luce attraverso la quale noi ora riconosciamo le nebulose deve essere unicamente quella che lasciò la loro superficie un gran numero di anni fa, [...] il fantasma di processi già da lungo tempo completati [...]. (1982)
[...] è chiaro non solamente che ciò che è evidente per una mente può essere non evidente per un'altra, ma anche che, ciò che è evidente per una mente ad una data epoca può essere solamente un po' evidente in un'altra epoca per la stessa mente. È chiaro, di più, che ciò che oggi è evidente anche per la maggioranza del genere umano, o per la maggioranza dei migliori intelletti del genere umano, può essere domani per questa maggioranza o più o meno evidente o anche niente affatto evidente. Si è visto, dunque, che il principio assiomatico stesso è suscettibile di variazioni e naturalmente che gli assiomi sono suscettibili di un simile cambiamento. Gli assiomi essendo mutabili, le «verità» che ne nascono sono pure necessariamente mutabili, o, in altre parole, non si può mai fare su di esse un assegnamento positivo come su verità – giacché la Verità e l'Immutabilità non sono che una stessa cosa. (1904, p. 50)
Considerando, dunque, il nostro sistema solare semplicemente come un tipo libero e generale di tutti gli altri, noi siamo andati tanto lontano nel nostro soggetto da poter esaminare l'universo sotto l'aspetto di uno spazio sferico sul quale esistono, dispersi ovunque con un'eguaglianza puramente generale, un numero di sistemi simili puramente in generale. (1904, p. 69)
Non esiste un essere pensante che, ad un certo punto luminoso della sua vita di pensiero, non si sia sentito perduto fra quel caos di futili tentativi per comprendere o credere che vi esiste qualche cosa più grande della sua propria anima. La più profonda impossibilità di un'anima a sentirsi inferiore di un'altra; l'intensa e opprimente insoddisfazione e ribellione del pensiero; – queste non sono, colle onnipotenti aspirazioni alla perfezione, queste non sono che le lotte spirituali, che coincidono colle lotte materiali verso l'Unità originale – sono, almeno per la mia mente, una specie di prova che sorpassa di molto ciò che l'Uomo chiama la dimostrazione che nessuna anima è inferiore ad un'altra – che non vi è, e non vi può essere, niente di superiore ad un'anima qualunque – che ogni anima è, in parte, il proprio Dio – il proprio Creatore: – in una parola, che Dio – il Dio materiale e spirituale – non esiste ora che nella Materia e nello Spirito diffusi nell'Universo; e che la concentrazione di questa Materia e di questo Spirito diffusi non saranno che la ricostituzione del Dio puramente Spirituale ed Individuale. (1904, p. 100)
Questa c'interessa, prima di tutto e molto chiaramente, a cagione della grande superiorità del suo volume apparente, non solo su qualunque altro gruppo nel firmamento, ma su tutti gli altri gruppi presi insieme. In paragone il più largo di questi gruppi non occupa che un punto solo e si vede distintamente soltanto coll'ajuto di un telescopio. La Galassia serpeggia attraverso al Cielo ed è brillantemente visibile ad occhio nudo. Ma essa interessa l'uomo principalmente, per quanto meno immediatamente, in quanto essa è la sua patria, la patria della terra su cui egli esiste, la patria del sole attorno a cui questa terra gira, la patria di quel «sistema» di sfere di cui il sole è il centro e l'astro primario – la Terra uno dei sedici secondarî o pianeti – la Luna uno dei diciassette terziarî o satelliti. La Galassia, lo ripeto, non è che uno dei gruppi che ho già descritti – uno di quei gruppi impropriamente chiamati «nebulose», che si rivelano a noi soltanto qualche volta per mezzo del telescopio – come macchie nebulose in diverse parti del cielo. Noi non abbiamo nessuna ragione di supporre che la Via Lattea sia in realtà più estesa che la più piccola di queste nebulose. La sua grande superiorità di dimensione non è che una superiorità apparente nata dalla nostra posizione in riguardo ad essa – cioè dalla nostra posizione nel mezzo di essa. (1904, p. 100)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Eureka»?
«Eureka» è stato scritto da Edgar Allan Poe.
Quando è uscito «Eureka»?
La prima pubblicazione risale al 1848.
Si può leggere «Eureka» gratis?
Sì, il testo è disponibile legalmente su Wikisource.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026