Poema

Gītagovinda

di Jayadeva

Autore
Jayadeva
Tipo
Poema
Lingua originale
sanscrito

«Gītagovinda» è un poema di Jayadeva.

Il libro in breve

Lo Gītagovinda (bengalī:গীতগোবিন্দ; devanāgarī: गीत गोविन्द; lett. "Il canto, gīta, e il "protettore/pastore delle mucche", Govinda, questo da intendersi come epiteto di "Kṛṣṇa") è il poema redatto in lingua bengalī, e poi sanscrita, dai forti contenuti religiosi, composto nel XII secolo dal poeta e mistico bengalese Jayadeva.

Fonte: Wikipedia, voce «Gītagovinda» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Gītagovinda»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Paramparā Buksa20079788190486453167hinscheda
Sampūrṇānanda Saṃskr̥ta Viśvavidyālaya20058172701721311sanscheda
B.R. Publishing Corp.19908170185467123inglesescheda
Columbia University Press19770231040288225inglesescheda
Columbia University Press19770231040296125inglesescheda
Rāṣṭriyasaṃskr̥tavidyāpīṭham2007303sanscheda
Śrīkeśavajī Gauḍīya Maṭha2003415hinscheda
[s.n.]2003224sanscheda
Tirumala Tirupati Dēvasthānamulu200065telscheda
Gujarāta Sāhitya Akādamī200093gujscheda
Vrajagaurava Prakāśana199887hinscheda
Śāśvata Sāhitya Prakāśana1997150hinscheda
Cinmaya-Prakāśanam1997295sanscheda
Caukhambā Surabhāratī Prakāśana1994240sanscheda
Caukhambā Surabhāratī Prakāśana1994240sanscheda

40 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Gītagovinda»

Alcuni collegamenti sono di affiliazione: se acquisti, il sito può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Frasi tratte da «Gītagovinda»

Con me, che mi vergogno come al primo incontro, lui che mi fa arrendevole con cento furbe lusinghe, / che gli parlo con un sorriso dolce tenero, lui che scioglie la veste fine dai miei fianchi, / amica, fa' che l'uccisore di Keśin, sublime, negli affetti incostante, / si soddisfi con me, impazzita di fantasie d'amore. (61; in Poesia indiana classica)
Suona il molle flauto che ripete il tuo nome e ti invita; / e per lui, o fiorente, conta anche il polline portato dal vento dopo aver toccato il tuo corpo; / sulla riva della Yamunā dove sempre c'è un poco di vento sta nella foresta l'inghirlandato di bosco, / le mani ansiose tremanti di premere i seni ricolmi alla pastorella. (118; in Poesia indiana classica)
L'intreccio di liane, con la mano di germogli folti che oscillano al vento, / quasi t'invita ad andare, o bella dalle cosce affusolate: lascia l'indugio, / segui lui, ingenua Rādhikā, Madhumathana che ti è fedele. (226; in Poesia indiana classica)
Vibrante per il turbamento diverso che si espandeva in lui scorgendo il volto di Rādhā, / come l'oceano che solleva onde trepide alla vista del cerchio di luna, / ella vide Hari', che aveva una sola emozione, a lungo desideroso dei giochi d'amore, / col viso, dimora degli affetti, sottomesso ai comandi della passione profonda. // Il color dell'amore sul volto bello, mobile furtivo negli sguardi tremuli, / come d'autunno un laghetto dove una coppia di batticoda si scrolla nel cavo d'un loto in fiore, / ella vide Hari, che aveva una sola emozione, a lungo desideroso dei giochi d'amore, / col viso, dimora degli affetti, sottomesso ai comandi della passione profonda. (245, 248; in Poesia indiana classica)
Appellativo di Krishna.

Domande frequenti

Chi ha scritto «Gītagovinda»?
«Gītagovinda» è stato scritto da Jayadeva.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026