- Autore
- H. G. Wells
- Prima pubblicazione
- 1937
- Tipo
- Romanzo
- Genere
- fantascienza
- Lingua originale
- inglese
«Gli astrigeni» è un romanzo di H. G. Wells, pubblicato per la prima volta nel 1937.
Il libro in breve
Gli astrigeni (Star Begotten) è un romanzo breve di fantascienza di H. G. Wells del 1937.
Racconta la storia di una serie di persone che fanno congetture sulla possibilità che la specie umana venga modificata dai marziani per sostituire il loro pianeta morente.
Nel romanzo Wells ritratta l'immagine degli alieni come crudeli invasori che aveva reso celebre ne La guerra dei mondi del 1898, descrivendoli ora come esseri saggi e benevoli.
Il libro è dedicato "al mio amico Winston Spencer Churchill".
Fonte: Wikipedia, voce «Gli astrigeni» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Gli astrigeni»
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Incipit di «Gli astrigeni»
Questa è la storia di un'idea e di come essa mise in moto la mente di molte persone intelligenti.
Non è compito del narratore dire se quest'idea nascondesse una realtà. Il lettore giudichi pure da sé. Un uomo – e sarà il personaggio principale del racconto – vi credette senza ombra di dubbio.
Frasi tratte da «Gli astrigeni»
La maggior parte dei mariti scontenti – il ritornello della letteratura comica e della saggezza proverbiale – affermano di avere il terrore delle mogli chiacchierone, ma questo terrore è veramente niente in confronto a quello di una donna silenziosa, silenziosa e cogitabonda. Una moglie brontolona può dire infinite cose seccanti e può indovinare o sbagliare, ma una donna silenziosa dice tutto. (p. 16)
Dal tempo che era andato a scuola aveva sentito un'antipatia segreta per il suo nome di battesimo. I ragazzi birbantelli della scuola superiore gli avevano spiegato che su esso c'era un'ombra. Né nel Vecchio Testamento né nel Nuovo, il nome di Giuseppe si orna di quell'aureola di splendente virilità che è l'aspirazione di ogni giovane maschio. Egli aveva lottato perché lo chiamassero sempre Jo. Ma la mortificante considerazione che era un «Giuseppe» opprimeva le sue meditazioni private. (p. 22)
– E dove si arriva? – chiese qualcuno. – Dov'è in tutto ciò il pensiero e l'anima?
– Appena un velo, appena una sottile zona di riflessione a mezza strada nell'ordine di grandezza fra gli elettroni e le stelle. (p. 25)
Questa ionosfera, per quel che posso capire io, è chiamata così perché, primo non ha ioni, secondo non è una sfera e terzo è uno strato. (uomo rossastro, pp. 25-26)
La parola «ispettore» lo faceva impallidire di rabbia. «Ancora ispettori!» era il grido più insistente nelle sue numerose pubblicazioni. Meschini uomini sporchi erano questi ispettori, affermava, con nasi affilati da volpe, dei poveracci, e con la passione per le bustarelle. Stavano sempre a spiare attraverso il buco della serratura, a sorvegliare dalle finestre, si arrampicavano furtivamente su per le condutture, arrivavano attraverso le inferriate, tessevano la rete intorno a tutta quanta l'impresa d'affari. (p. 59)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Gli astrigeni»?
Quando è uscito «Gli astrigeni»?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026