- Autore
- Stefano D'Arrigo
- Prima pubblicazione
- 1975
- Tipo
- Romanzo
- Lingua originale
- italiano
«Horcynus Orca» è un romanzo di Stefano D'Arrigo, pubblicato per la prima volta nel 1975.
Il libro in breve
Horcynus Orca è un romanzo dello scrittore italiano Stefano D'Arrigo pubblicato nel 1975, che narra il ritorno a casa del protagonista, 'Ndrja Cambrìa, ossia Andrea Cambria, un marinaio della Regia Marina Italiana che percorre a piedi le devastate coste calabre durante l'autunno del 1943, quando l'Italia finì investita dalla guerra, invasa dagli eserciti Alleati e della Germania nazista. L'odissea del giovane siciliano, reduce dalla partecipazione alla guerra mondiale, che deve affrontare un viaggio da Napoli a Cariddi, attraverso il Mare dello Stretto, per rivedere la propria isola è irta di difficoltà e sofferenza. Quel tempo e quel mondo devastato, reso irriconoscibile dalla guerra, si rivela un'occasione per la sua maturazione alla vita, ma anche un'iniziazione alla morte: agli avvenimenti e alla lotta per sopravvivere di 'Ndrja si accompagnano visioni e sogni, dominati dalla presenza delle fere, famelici delfini, e dall'apparizione dell'Orcaferone - l'Horcynus orca del titolo - creatura mostruosa e, assieme, visione simbolica dell'immensa rovina.
Fonte: Wikipedia, voce «Horcynus Orca» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Horcynus Orca»
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Frasi tratte da «Horcynus Orca»
Inattesa, come per conto suo, la lagrima gli sgocciolava sul ciglio come lo stillare di un lontano pianto, segreto anche a lui: in quell'attimo, il brillio che mandavano le pupille, s'appannava e annacquava, quasi che la lagrima cadesse ancora dentro il vecchio, in una tazzina di porcellana dove si conservava per essere usata ancora, perché anche quella sorgente si essicca col tempo in un vecchio, le lagrime viavia la vita le dilapida, la vita si essicca per la morte. (1975)
L'Inferno si faccia conto, è quell'isola maceriata e persa, la Sicilia. (1975)
Non c'è lido più lontano di quello dove non si approda. (1975)
Gli sonava strana, st'inchiavatura di voce tutta ammastriata: perché non aveva senso, nessunissimo senso, marcargli e rimarcargli, anzi addirittura sillabargli allo scagnozzo, una per una, le parole che lui stesso aveva allora finito di dire in risposta alle domande a entrare e uscire di don Luigi. (1975)
... andavano incontro a Vulcano dalla parte di ponente, quella parte che col resto dell'isola è come l'Inferno col Paradiso: col mare pullulante di soffioni bollenti; con rocce e scogliere, tutte pietre di zolfo, d'un giallore crudo, abbagliante, che dalle pareti rimanda, come da colossali specchi, il sole tutt'intorno, verso il mare e contro la nera montagna conica; e con la riva, infine, pericolosa e impraticabile non meno del mare, traforata di focolai sulfurei e fumigante di vapori irrespirabili. (2019, p. 158)
Domande frequenti
Chi ha scritto «Horcynus Orca»?
Quando è uscito «Horcynus Orca»?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026